Ennesimo dato deludente arrivato dalla Germania. L’indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche a luglio è sceso ben oltre le attese, arrivando a 108 punti (109,4 il consenso) dai 109,7 di giugno. Contribuiti negativi sono arrivati sia della parte corrente (a 112,9 punti da 114,8) che da quella prospettica (a 103,4 punti da 104,8)……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
a cura di IGMarkets
Lo scetticismo sul recupero della locomotiva d’Europa sembra essere condiviso anche dalle aziende tedesche, non solo dagli investitori.
La delusione arrivata dall’indice Zew la scorsa settimana non lasciava molto spazio all’ottimismo. Anche la prima economia d’Europa quindi sembra incapace di dare avvio a una ripresa sostenibile nel medio lungo termine. Il modello economico tedesco è troppo “export-centrico” e questo lo rende particolarmente vulnerabile alle prospettive di crescita globali. E i segnali prospettici non sono incoraggianti. Proprio ieri il Fondo Monetario Internazionale è intervenuto rivedendo al ribasso le stime di crescita per il 2014 a un +3,4% (da +3,7%), complice un rallentamento degli Usa e dei Paesi Emergenti.
La fragilità delle economie della periferia dell’eurozona, verso cui sono dirette circa il 40% dell’esportazioni di Berlino, pesa come un macigno.
Le recenti figure deludenti arrivati su più fronti dall’area euro, in qualche modo, confermano che i segnali di ripresa visti a fine 2013 siano inquadrabili come un semplice recupero dopo tanti trimestri di recessione, nulla di più. Per dare continuità al recupero dell’economia occorrerebbe che la Bce proceda ad attivare il piano di acquisto asset, come già fatto da altre Banche centrali. In questo momento, la differenza di crescita con altri Paesi, come gli Usa, il Giappone, o anche la vicina Gran Bretagna, altro non è che il prezzo che stiamo pagando per il ritardo di una vera politica monetaria espansiva.
Dopo i dati, l’euro ha perso terreno verso le principali valute.
Il cambio Eur/Usd si è avvicinato ai minimi di ieri a 1,3440, al di sotto del quale andrebbe ad aggiornare i minimi da novembre scorso. Rimangono sostenute le borse, che leggono queste figure come una maggiore probabilità di azione della Bce verso il tanto atteso QE in salsa mediterranea.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


