Le banche centrali sono determinate a lasciare i tassi d’interesse su livelli contenuti. Questa situazione mantiene alta la pressione sugli investimenti e comporta la sopravvalutazione di taluni segmenti di mercato. Le obbligazioni a lunga scadenza e i titoli high yield sono oggetto di prese di beneficio. …..
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
A cura di Reto Hintermann, Head of Institutional Mandates Switzerland di Swiss & Global Asset Management
L’andamento congiunturale nel secondo trimestre segnala come le attese di un miglioramento generale della crescita economica espresse all’inizio dell’anno vengano soddisfatte solo in parte. Negli Stati Uniti si nota una certa ripresa, che però è troppo debole per compensare gli effetti negativi delle scorte elevate e delle condizioni meteorologiche avverse del primo trimestre. Sia il Fondo Monetario Internazionale (FMI) che la Federal Reserve statunitense (Fed) hanno di recente dovuto tagliare le loro previsioni di crescita negli USA per l’anno in corso, ma malgrado questo si può comunque prevedere una ripresa per il secondo semestre. Impulsi sono attesi infatti dal mercato degli immobili residenziali che continua a beneficiare di bassi tassi ipotecari. Anche il mercato del lavoro sta gradualmente migliorando e, per finire, non si prevedono ulteriori tagli dei bilanci pubblici.
Europa: la situazione resta fragile nei paesi periferici
Nell’area euro permangono le divergenze tra la Germania e il resto d’Europa. Nonostante si siano osservate tendenze di ripresa nei paesi periferici, la situazione è estremamente fragile e il mercato del lavoro continua a non dare segnali di recupero. In questo scenario, le decisioni della Banca centrale europea (BCE) volte a combattere la deflazione sono state accolte con favore. Oltre al taglio del tasso di rifinanziamento, l’istituto di Francoforte ha adottato un pacchetto di misure per stimolare la crescita del credito.
Attesi pochi impulsi
In Giappone, come previsto, il rialzo dell’imposta sul valore aggiunto ha frenato l’attività e con ciò si è esaurito lo slancio impresso dall’elezione a premier di Shinzo Abe. Scarsi sono anche gli impulsi attesi dalla Cina. La costante riduzione del debito privato e i dati poco incoraggianti sul fronte delle esportazioni dovrebbero tradursi, nel migliore dei casi, in una stabilizzazione.
I tassi di riferimento rimangono bassi
Nonostante una dinamica economica sottotono, gli investitori hanno beneficiato, dall’inizio dell’anno e in pressoché tutte le asset class, di un rialzo delle quotazioni. Un contributo decisivo in questo senso è giunto dalle banche centrali, le quali sono state in grado di illustrare in modo convincente che i tassi d’interesse rimarranno bassi ancora a lungo. Questa circostanza mantiene alta la pressione sugli investimenti e comporta un’ulteriore flessione dei rendimenti della totalità degli asset. Al contempo la volatilità è ridiscesa ai minimi del 2005/2006.
Prese di beneficio sulle obbligazioni
In questo scenario, riteniamo che sia particolarmente importante esaminare attentamente le valutazioni dei singoli investimenti.
In determinate regioni (ad esempio negli Stati Uniti), le azioni presentano valutazioni elevate, ma in alcuni segmenti offrono ancora un certo potenziale di apprezzamento. Con riferimento alle obbligazioni, i tassi a termine sono vicini alle nostre previsioni di lungo periodo, che si basano su una crescita e un’inflazione persistentemente modeste.
Soprattutto in Europa, dopo i recenti movimenti, il differenziale tra i rendimenti decennali e i tassi a tre mesi è ridisceso al basso livello del 2012. I costi opportunità legati alla detenzione di liquidità hanno quindi registrato un’ulteriore flessione, il che ci ha spinto a effettuare prese di beneficio sulle obbligazioni a più lunga scadenza.
Abbiamo parimenti ridimensionato la nostra esposizione ai titoli ad alto rendimento. Il volume delle obbligazioni societarie in circolazione è più che raddoppiato dal 2007, mentre le banche d’investimento hanno perlopiù ridotto le loro posizioni. Visti gli attuali spread delle obbligazioni ad alto rendimento, il relativo rischio di liquidità non ci sembra più adeguatamente ricompensato.
Fonte: BONDWorld.it
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



