Exane Macro: “Yes, they can”?

Punti chiave

Dato il persistere di un basso livello di inflazione, la BCE accelera la politica di allentamento monetario
… ma il QE appare più probabile l’anno prossimo

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Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


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Il nuovo governo francese accelera l’attuale (e troppo lento) ritmo delle riforme …
… con un focus iniziale sui problemi del settore immobiliare

I temi caldi dell’ultima settimana di agosto sono stati i possibili interventi della BCE e le conseguenze derivanti dal rimpasto del governo francese. Inoltre, il peggioramento del conflitto tra Russia e Ucraina ha generato ulteriori preoccupazioni sui mercati.

Draghi annuncerà un QE a settembre? Il nuovo governo pro-business di Valls sarà un punto di svolta per la Francia?

Dopo l’incontro di Jackson Hole e le dichiarazioni di Valls a favore delle aziende, sembra che gli investitori vogliano credere al motto “Yes, they can”.

Per quanto riguarda la BCE, la “Draghi put” è stata chiaramente rafforzata. Ammettendo che il tasso swap dell’inflazione dell’Eurozona a 5 anni ad orizzonte 5 anni sia sceso al di sotto della soglia del 2% e dichiarando che la BCE dovrebbe “utilizzare tutti gli strumenti disponibili per garantire la stabilità dei prezzi nel medio termine”, Draghi ha chiaramente annunciato l’accelerazione dell’agenda della BCE in tema di misure di allentamento monetario. Si tenga presente che il suo inaspettato commento di Luglio 2012, “whatever it takes”, era un commento non presente nel suo discorso iniziale e che determino’ un netto cambiamento delle aspettative di mercato.

Quindi possiamo aspettarci un QE a settembre? Improbabile. A nostro avviso, la BCE potrebbe rendere il programma di T-LTROs più interessante, per esempio modificando i requisiti delle garanzie richieste per i prestiti alle PMI. Inoltre, ci aspettiamo che la BCE renda noti nei prossimi mesi i dettagli del programma di acquisto di titoli ABS. Tuttavia, qualsiasi programma di acquisto di asset pubblici o privati ​​è più probabile che sia lanciato il prossimo anno. In primo luogo, come dimostrato dai dati relativi al mese di agosto, il livello d’inflazione dell’Eurozona ha toccato i minimi durante l’estate e, nei prossimi mesi, dovrebbe leggermente aumentare (a settembre, l’inflazione dell’Eurozona potrebbe registrare lo 0,7%). In secondo luogo, il deprezzamento dell’Euro e i primi segnali della ripresa del mercato del credito alle imprese dovrebbero sostenere la crescita dell’inflazione nei prossimi trimestri.

Questo non significa che i rischi di deflazione per l’Eurozona siano ormai un ricordo lontano. Al riguardo va detto che non riteniamo credibile che il livello d’inflazione possa superare nel corso del prossimo anno l’1% su un mese. Tuttavia sono diminuite le pressioni affinché la BCE implementi un QE nel breve termine. Inoltre, il tasso swap dell’inflazione dell’Eurozona a 5 anni ad orizzonte 5 anni  é tornato sul 2% a seguito del discorso di Draghi a Jackson Hole, evento che prova la credibilità del governatore della BCE e la sua capacità di pesare sulle aspettative del mercato. Quindi la BCE dovrebbe mantenere un ruolo più reattivo che proattivo, nonostante stia chiaramente preparando in anticipo tutti gli strumenti necessari, nel caso si rivelasse opportuna un’azione repentina. Tutto sommato, riteniamo che il QE sia maggiormente probabile il prossimo anno e gli investitori potrebbero rimanere delusi dal meeting della BCE della prossima settimana.

Il secondo tema caldo della scorsa settimana era relativo alla Francia. Infatti Hollande e Valls, attraverso il rimpasto di governo, hanno lanciato un chiaro messaggio dando prova della volontà di accelerare il programma di riforme. La priorità resta il rilancio del depresso settore immobiliare che, recentemente, è stato penalizzato sia dall’instabilità legislativa sia dalle incertezze relative agli investimenti in locazione. Oltre agli interventi di breve termine, la manovra di maggiore impatto sul mercato residenziale francese potrebbe di fatto consistere nell’abolizione del COS (Coefficiente d’Occupazione del Suolo), attesa verso fine dell’anno: tecnicamente si tratta dell’abolizione di uno dei vincoli chiave per l’ampliamento di case/edifici già esistenti. Qualora tale decisione venisse implementata, dovrebbe stimolare significativamente l’attività di costruzione nelle aree densamente abitate.

L’annuncio di altre misure è atteso per le prossime settimane come ad esempio la riduzione della burocrazia aziendale e il contenimento dei prezzi nei settori regolamentati, come quello legale e farmaceutico. Valls ha anche accennato ad alcuni interventi relativi al mercato del lavoro, soprattutto con riferimento alla sua semplificazione normativa. Ciò detto, riforme più radicali, come la semplificazione della procedura di licenziamento, il taglio della spesa sociale e/o del numero di dipendenti pubblici, appaiono ancora poco verosimili in quanto in contrasto con i principi del Partito Socialista e del fronte Socialdemocratico.

Nel complesso, riteniamo che il rimpasto del governo francese, sebbene non sia un evento rivoluzionario, sia positivo in quanto fornisce visibilità alla linea economica intrapresa dal governo. Inoltre, il rimpasto rafforza la nostra view positiva sulle società francesi che, nei prossimi anni, dovrebbero beneficiare di consistenti riduzioni delle imposte e della moderazione salariale in corso. Un contesto macro di bassa crescita e l’aumento dei margini aziendali possono coesistere!

Fonte: BONDWorld.it

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