Economia reale: negli States, inferiori al previsto i 4.673 nuovi posti di lavoro creati a luglio, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione che sono inaspettatamente salite a 315 mila unità nella scorsa settimana….
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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena
Sempre in USA, crollano (-7,2% s/s nella settimana chiusasi il 5 settembre) le richieste di prestiti ipotecari, mentre avanzano le vendite al dettaglio (+0,6% m/m ad agosto) e l’indice di fiducia dei consumatori rilevato dall’Università del Michigan sale a 84,6 punti a settembre. Nell’Eurozona, il sentiment degli investitori torna negativo (-9,8 punti a settembre); balza, invece, del 2,2% a/a a luglio la produzione WDA, ben oltre le attese.
La Bce, nel bollettino mensile di settembre, evidenzia come la crescita nel III trim. 2014 possa perdere slancio, sottolineando l’esistenza di un tasso di disoccupazione dell’Area euro ancora elevato.
In Germania, a luglio, il surplus della bilancia commerciale raggiunge inaspettatamente il livello massimo di €23,4 Mld; l’inflazione tedesca ad agosto si mantiene stabile allo 0,8% su base tendenziale. In Italia, a luglio, la produzione WDA arretra dell’1,8% a/a e si conferma il calo dell’Ipca (-0,2% a/a ad agosto). L’Istat, ricalcolando l’aggregato relativo al Pil, secondo i nuovi criteri Sec, ne stima un incremento in livello di circa €59 Mld nel 2011 (ovvero il 3,7% in più rispetto al vecchio dato).
Tassi di interesse: negli Usa si assiste ad un rialzo generalizzato dei tassi d’interesse con il decennale arrivato in prossimità dei massimi da due mesi. In Area Euro, il tasso decennale tedesco torna sopra l’1% mentre sulla parte a breve della curva i tassi rimangono negativi. In rialzo i tassi dei paesi periferici, con lo spread BTP-BUND tornato sopra i 140pb. L’Euribor a 3M, venerdì scorso, ha raggiunto un nuovo minimo storico allo 0,082%.
Valute: settimana caratterizzata da un marcato apprezzamento del $ vs le principali valute. Piuttosto stabile il cambio EurUsd che ha comunque registrato un nuovo minimo da oltre 14 mesi. In evidenza il CHF che ha segnato il maggiore deprezzamento giornaliero verso € da un semestre. Vendite marcate sullo yen e le valute relative al comparto emergente (real in primis).
Materie prime: negative le principali commodity. Ribassi concentrati sulle agricole, con forti vendite su soia e cereali. In controtendenza il cotone, la miglior commodity della settimana. In calo petrolio e preziosi, con il Brent sui minimi da oltre un anno.
Borse: negative le principali borse mondiali con le emergenti che hanno evidenziato i ribassi più marcati. All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori hanno chiuso in calo ad eccezione dell’health care e del tecnologico. I settori peggiori sono stati quello auto ed energetico.
Fonte. BondWorld.it
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