Il primo rialzo a giugno 2015. Jackson Hole è stato, come previsto, un non-evento per i Fed watchers. Il discorso di J. Yellen è stato infatti elusivo e il governatore si è focalizzato sul mercato del lavoro. L’unico merito di questo meeting è stato quello di evidenziare (nuovamente)…..
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A cura di Emmanuel Kragen Global Economist & Strategist di Exane Derivatives
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il dissenso (o almeno la mancanza di consenso) fra i membri dell’FOMC. A causa della fine del tapering a ottobre, il FOMC del 17 settembre, che vedrà il rilascio di nuove proiezioni economiche da parte della Fed, sarà il momento ideale per dare indicazioni circa la tempistica dell’inizio di una politica maggiormente hawkish da parte dell’Istituto. Un’altra possibile data potrebbe essere la riunione del FOMC del 29 ottobre ma, per gli investitori, sarebbe meglio sapere cosa aspettarsi prima della fine effettiva del tapering. Del resto la Fed ha già iniziato a modificare leggermente il suo discorso, per esempio rivedendo al ribasso la possibilità di un calo dell’inflazione, assumendo una posizione più ottimista riguardo le prospettive di crescita economica e lasciando intravedere un futuro abbandono del carattere accomodante della forward guidance. Un rapporto della Fed di San Francisco ritiene anche troppo indulgenti le aspettative degli investitori.
Crediamo che una politica maggiormente restrittiva possa avere inizio a giugno 2015.
La crescita economica del paese è robusta, la creazione di posti di lavoro è ormai vigorosa e l’inflazione è in aumento (anche se questo rialzo è in gran parte determinato da fenomeni eccezionali come l’aumento dei prezzi agricoli). Aspettarsi di più, in un momento in cui l’indebitamento societario è nuovamente in aumento ed i tassi USA a lungo termine fanno fatica a riprendersi, non farebbe che aumentare il livello di rischio e sarebbe quindi contro-producente.
È quindi arrivato il momento per la Fed di preparare il terreno. Del resto il verbale dell’ultimo FOMC indica che l’aggiornamento della exit strategie della Fed dovrà esser fatto ben prima dell‘avvio della stretta monetaria.
Impatto limitato sui mercati
Il nostro scenario non dovrebbe avere un grosso impatto sui mercati: tutti gli investitori sanno che l’aumento del tassi Fed Funds è inevitabile. Permangono incertezze solo riguardo alla tempistica. Per ora gli investitori scommettono su settembre 2015. L’esame dei contratti futures Fed Funds mostra che la probabilità di una prima stretta monetaria entro la fine di giugno 2015 è di circa il 50%. Una parte del lavoro è stata quindi fatta, il che è piuttosto rassicurante.
Pertanto non ci aspettiamo grosse turbolenze nei mercati azionari USA. Tuttavia, gli indicatori tecnici sono topish e bisogna attendersi una performance meno elevata rispetto a quella degli ultimi anni. Le aziende si sono re-indebitate ed il rialzo dei loro interessi passivi peserà (anche se modestamente) sui loro risultati. Inoltre, la correlazione tra l’aumento dei tassi Fed Funds ed il P/E è generalmente negativa.
Sul mercato obbligazionario USA, le fasi iniziali di un inasprimento monetario sono spesso associate ad un appiattimento della curva dei tassi, con la parte a breve che risale più velocemente rispetto a quella a lungo. Dovrebbe accadere la stessa cosa anche questa volta, con la parte lunga della curva che continuerà a rimanere abbastanza schiacciata a causa dell’eccesso di liquidità globale.
Sui mercati emergenti, l’inizio dell’inasprimento monetario – ed il recente periodo bullish
– potrebbero portare a qualche presa di profitto, ma complessivamente gli investitori hanno ben capito che non siamo né nel 1994 né nel 1997. Le riforme sono state annunciate. I principali paesi emergenti considerati “a rischio” nel 2013 hanno quasi tutti ridotto i loro deficit esterni, soprattutto l’India. Inoltre, i cambiamenti nelle aspettative sulle decisioni della Fed durante l’estate non hanno avuto effetti su questi mercati.
Tuttavia, un inasprimento a marzo / aprile è comunque possibile in caso di creazione di numerosi posti di lavoro; ciò richiederebbe una comunicazione maggiormente aggressiva da parte della Fed e potrebbe far aumentare temporaneamente la volatilità nei mercati.
Fonte: BONDWorld.it
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