Da seguire: Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è rimasto stabile a settembre a 96. Il morale nel comparto manifatturiero rimane quindi al di sotto della media di lungo periodo (99)…..
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Il dettaglio dell’indagine mostra un netto peggioramento della tendenza recente, un calo degli ordini dall’estero ma un miglioramento delle attese di produzione per i prossimi mesi che ritornano sui livelli di giugno scorso. L’indagine non segnala un miglioramento del manifatturiero francese ma piuttosto una stabilizzazione su livelli di attività assai modesti.
Francia. La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al secondo trimestre è vista confermare la stagnazione del PIL. Dovrebbe essere confermato anche il contributo positivo dalla domanda interna (grazie all’incremento dei consumi e nonostante il nuovo calo degli investimenti) e negativo dalle esportazioni nette. La variazione annua dovrebbe anch’essa essere confermata a 0,1% da 0,8%. Lo scenario per l’economia francese è peggiorato durante l’estate: la previsione per il PIL nell’anno in corso si ferma a 0,4% (0,7% nel 2015), e i rischi sono verso il basso.
Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI manifatturiero in calo a 50,4 da 50,7 di agosto. Il PMI composito è atteso scendere a 52,0 da 52,5 di agosto. Anche l’indice per i servizi è visto in calo a 52,3 da 53,1. Gli indici PMI sono coerenti con una dinamica poco più che stagnante del PIL anche in estate. Sarà importante verificare la dinamica del libro ordini per comprendere le prospettive per l’attività produttiva in autunno.
Ieri sui mercati
Area Euro
Superati gli ostacoli della settimana precedente (Fed, referendum scozzese e TLTRO) senza scosse, e con chiusure positive sui mercati, ieri ci sono state prese di profitto e moderate diffuse correzioni sui mercati azionari. Oggi i dati rilevanti in uscita in Europa dovrebbero essere ancora deboli: in particolare i PMI flash dovrebbero ancora segnare nuove correzioni nell’area euro. Questa mattina però l’indice PMI HSBC del settore manifatturiero di settembre è in modesto aumento a 50,5 da 50,2, contro attese di consenso per un ritracciamento a 50. Il dato dà un segnale positivo per il ciclo internazionale, grazie all’aumento degli ordini all’export a 52,3 da 51,3 del mese precedente.
I mercati obbligazionari hanno registrato flessioni dei rendimenti sia nei paesi core sia nei periferici.
Area Euro
Italia. I dati su ordini e fatturato hanno confermato il quadro di debolezza dell’attività industriale a luglio già emerso con la diffusione dei numeri sulla produzione.
Italia. Dopo la diffusione dei dati relativi al solo 2011, l’Istat ha comunicato la revisione dei conti economici nazionali secondo il nuovo sistema Sec 2010 per tutto il periodo 2009-, il rapporto deficit/PIL è stimato ora al 2,8% (dal 3% iniziale) e il rapporto debito/PIL al 127,9% (dal 132,6% calcolato secondo il vecchio sistema); la pressione fiscale è stimata ora al 43,3%, dal 43,8% precedente. La revisione al ribasso dei dati sul disavanzo avrà un effetto di trascinamento positivo anche per l’anno in corso, consentendo al Governo di contare su un margine meno angusto di quanto stimato in precedenza rispetto alla soglia di Maastricht (nelle nostre stime, il deficit potrebbe attestarsi al 2,9% quest’anno, per calare solo moderatamente, al 2,7%, l’anno prossimo; il debito potrebbe toccare il 131,9% del PIL nel 2014 e salire ancora di qualche decimo nel 2015).
BCE. Draghi nell’Audizione al Parlamento europeo non ha escluso un programma diffuso di acquisto titoli indicando che la BCE è pronta “ad usare altri strumenti di politica monetaria non convenzionali e/o ad alterare la composizione degli interventi già predisposti in caso di necessità” Draghi ha difeso le TLTROs ed in particolare ha indicato che la sottoscrizione di fondi per 82,6 mld di euro all’asta del 14 settembre è nell’intervallo di stima della BCE e che il successo dell’operazione va valutato dopo la seconda asta dell’11 dicembre. Draghi ha riconosciuto che è troppo presto per valutare l’impatto sulla trasmissione della politica monetaria e quindi sull’economia reale delle TLTROs ma ha sottolineato l’effetto sui mercati. Draghi ha indicato che il pool di ABS cui la BCE può attingere è piuttosto ampio e potrebbe includere sia cartolarizzazioni distribuite presso investitori ( e per le quali dunque vi è un prezzo di mercato) sia ABS che sono ancora presso l’emittente delle stesse. Draghi ha indicato che la BCE comprerà non solo tranches senior ma anche tranches mezzanine garantite da un ente nazionale o sovra nazionale. Con i programmi di acquisto la BCE si sta spostando da una politica monetaria basata sull’erogazione di credito alle banche ad una gestione più attiva e controllata del bilancio bancario.
Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona a settembre scende oltre attese di consenso a -11,4 da -10,0 del mese precedente, quarto calo consecutivo. Il calo probabilmente è giustificato dal riacutizzarsi della crisi in Europa orientale e dai timori di un ulteriore rallentamento dell’inflazione nell’Eurozona. Per i prossimi mesi ci aspettiamo una stabilizzazione sul livello attuale, comunque superiore alla media di lungo periodo (-13,2).
Stati Uniti
Le vendite di case esistenti ad agosto sono calate a 5,05 mln, da 5,14 mln di luglio (dato rivisito al ribasso da 5,15 mln). Il dato risulta più debole del livello atteso dal consenso (5,20 mln), nonostante i contratti di compravendita siano in forte aumento da inizio anno e lascino supporre ulteriori aumenti nel semestre in corso. Le vendite registrano quindi una variazione negativa di -1,8% m/m da 2,2% m/m di luglio (rivisto al ribasso da 2,4% m/m), primo calo da cinque mesi a questa parte. Il calo probabilmente è attribuibile a minori acquisti da parte di investitori operanti nel mercato degli immobili. La percentuale di compravendite effettuate in contanti è calata al 23% dal 33%: un progressivo rafforzamento del mercato del lavoro e una maggior facilità di accesso al credito dovrebbero sostenere il mercato immobiliare nel medio termine, mentre nel breve termine i timori della Fed per la debolezza del settore sembrano confermati.
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