Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è invariato a 86 in settembre. In lieve calo il giudizio sulla situazione finanziaria futura e quello sulle intenzioni di acquisto, mentre migliora la valutazione sulla situazione finanziaria corrente. L’indice rimane comunque ben al di sotto della media di lungo periodo (99)..
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pesano le nuove incertezze sul mercato del lavoro, nonché la difficile situazione dei conti pubblici e le sue ricadute sull’impiego nel settore pubblico.
Italia. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è atteso correggere ancora a settembre, a 95,0 da 95,7 del mese precedente (sarebbe il quarto calo consecutivo). La flessione di agosto era generalizzata e senza particolari attenuanti. È probabile un altro calo del valore aggiunto nel settore manifatturiero nei mesi estivi.
Aste. Oggi il Tesoro italiano colloca fino a 7 miliardi di BOT semestrali, a fronte di scadenze per 8,25 mld.
Stati Uniti
La stima finale del PIL del 2° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto a 4,7% t/t ann. sulla scia della pubblicazione dei dati sulla spesa per servizi sanitari delle famiglie. Rispetto a una stima molto cauta della spesa sanitaria contenuta nella prima pubblicazione, i dati dell’indagine trimestrale sulla spesa in servizi sono stati decisamente più forti e dovrebbero determinare una revisione verso l’alto dei consumi di circa 0,6pp rispetto al 2,5% t/t ann. della seconda stima. Anche gli investimenti residenziali e non residenziali dovrebbero essere rivisti verso l’alto. Le scorte invece potrebbero essere riviste verso il basso, e ridurre l’ampio contributo positivo alla crescita visto con la seconda stima del PIL (1,39pp). Complessivamente, le revisioni dovrebbero essere positive e dare supporto alla previsione di crescita intorno al 3% nel secondo semestre.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (finale) dovrebbe segnare un marginale aumento a 85 da 84,6 della stima preliminare. Nella prima stima di settembre l’indagine aveva segnalato un miglioramento delle aspettative (a 75,6 da 71,3 di agosto), ma una lieve correzione delle condizioni correnti (a 98,5 da 99,8). Nella stima finale si dovrebbe vedere un rafforzamento della fiducia per chiudere in parte il differenziale che si è aperto con l’indice di fiducia rilevato dal Conference Board, recentemente in rialzo più marcato.
Ieri sui mercati
Nella prima delle tre giornate d’asta di fine mese, il Tesoro ha assegnato l’ammontare massimo di CTZ, ossia 2,75 miliardi di Euro, con un rendimento salito a 0,385% dal minimo storico di 0,326% registrato a fine agosto. Il rapporto tra domanda e offerta è salito rispetto all’ultimo collocamento, portandosi a 1,73x da 1,43x. Insieme al CTZ sono stati collocati anche BTP indicizzati all’inflazione europea a 10 e 15 anni per 1,46 miliardi, poco meno dell’importo massimo offerto. Sul mercato secondario, calo dei rendimenti per gli UST e, meno intensamente, per Bobl e Bund; marginale allargamento dei differenziali per i BTP.
Sui mercati valutari, il minimo infragiornaliero del cambio euro/dollaro è stato toccato a 1,2718 a metà giornata; il successivo rimbalzo è stato molto contenuto, e questa mattina l’euro viene scambiato intorno a 1,2740 dollari. Anche il recupero dello yen si è rivelato effimero: il dollaro è passato dal picco di 109,3 a 108,6, ma poi è rimbalzato a 109,1. Euro debole anche contro sterlina, ieri scambiata a 0,7813.
Tutti i maggiori indici azionari hanno chiuso ieri in netto ribasso. L’impostazione negativa è continuata quest’oggi in Asia.
Segnali contrastanti sulla crisi ucraino-russa. Da una parte, la NATO conferma un significativo ritiro delle forze russe dall’Ucraina; dall’altra, dopo aver ottenuto un rinvio di 15 mesi per la sua entrata in vigore, la Russia si è attivata per svuotare il trattato commerciale fra UE ed Ucraina, minacciando ritorsioni nel caso in cui le proprie richieste non fossero accolte.
Area Euro
BCE. La dinamica di M3 è risalita al 2,0% ad agosto da un precedente 1,8% a luglio. La crescita di M1 è accelerata a 5,8% a/a da un precedente 5,6% a/a e quella dell’aggregato M3-M2 è stata meno negativa (-6,4% a/a da un precedente -6,8% a/a). I prestiti al settore privato sono calati di -1,5% a/a da un precedente -1,6% a/a, grazie ad un calo meno marcato dei prestiti alle imprese non finanziarie -2,2% da -2,4% a/a. La dinamica dei mutui si stabilizza dopo il calo di
-0,1% a/a di luglio. Tra le controparti di M3 si registra un aumento delle attività nette sull’estero di 381 miliardi di euro nei dodici mesi fino ad agosto, dopo i 417 miliardi di euro fino a luglio.
BCE. Draghi, in occasione dell’Euro Conferenza in Lituania, ha riconosciuto che le condizioni cicliche sono più deboli del previsto (presumibilmente più deboli delle stime ultime dello staff) e che la ripresa ciclica continua a perdere impulso. Draghi ha ripetuto che la BCE rimane pronta ad alterare la composizione degli strumenti di politica monetaria non convenzionali, nonché ad usarne di nuovi nel caso in cui la ripresa dovesse rivelarsi più debole del previsto.
Italia. Le vendite al dettaglio sono calate anche a luglio, di -0,1% m/m come il mese precedente (il dato di giugno è stato rivisto al ribasso, inizialmente era stata stimata una stabilità); nell’anno, sinora, solo nel mese di aprile si è registrato un aumento congiunturale. Le vendite restano in flessione su base annua, anche se la contrazione si attenua a -1,5% da -2,7% precedente. Il calo del mese è dovuto agli alimentari (-0,5% m/m).
Italia. Le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme anche ad agosto come a luglio, dopo essere cresciute di un decimo nei due mesi precedenti. Nel mese si registra solo l’applicazione economica prevista dal contratto delle società e consorzi autostradali, dal peso troppo ridotto (0,1%) per poter avere effetto sul monte retributivo complessivo. La variazione annua è rimasta invariata all’1,1%, che rappresenta un minimo negli oltre trent’anni di rilevazione della serie storica. In sintesi, la persistente debolezza del mercato del lavoro e il blocco contrattuale nella PA, atteso continuare nel 2015, continuano a esercitare pressioni verso il basso sulla dinamica delle retribuzioni. In questa fase, il calo dell’inflazione appare positivo, in quanto è l’unico fattore in grado di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli ad agosto correggono ampiamente come atteso e segnano un calo di -18,2% m/m, dopo +22,5% m/m di luglio. Gli ordini di durevoli al netto dei trasporti ad agosto sono positivi, in rialzo di 0,7% m/m, dopo -0,5% m/m di luglio. L’aggregato relativo ai beni capitali al netto di difesa e aerei registra un incremento di +0,6% m/m, dopo -0,2% m/m di luglio; la variazione di giugno era stata solida, +5,4% m/m. I dati di consegne e ordini di beni capitali al netto della difesa danno indicazioni di crescita sostenuta degli investimenti nel 2° semestre.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 20 settembre aumentano a 293 mila da 280 mila della settimana precedente. I nuovi sussidi restano su livelli contenuti e coerenti con una crescita mensile dell’occupazione compresa fra 200 e 230 mila posti.
Il PMI Markit (flash) dei servizi di settembre ha corretto a 58,5 da 59,5 di agosto, registrando però un aumento degli ordini a 59,6 da 58,3 e dell’occupazione a 53,9 da 52,9. Anche i prezzi dell’output sono in aumento a settembre. L’indagine conferma che il ritmo di espansione nel settore non manifatturiero rimane solido. Il PMI composito scende a 58,8 da 59,7 di agosto.
Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che si aspetta che “le condizioni per il primo rialzo dei tassi siano mature per metà 2015 o un po’ dopo”.
Giappone
Il CPI ad agosto aumenta in linea con le attese, a 3,3% a/a da 3,2% a/a in luglio. L’indice al netto degli alimentari freschi (obiettivo della BoJ) è in crescita di 3,1% a/a ad agosto sulla misura nazionale; a settembre per Tokio la variazione è di 2,6% a/a. Al netto del rialzo dell’imposta sui consumi, l’inflazione nazionale ex-alim. freschi è stimata a 1,1% a/a e prosegue su un trend di moderate ma costanti riduzioni da aprile (quando era a 1,5% a/a).
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