Commento su indice fiducia imprese a settembre

A settembre fiducia delle imprese ancora in calo...


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo


- Italia. La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è calata ancora, per il quarto mese consecutivo, a settembre, a 95,1 da 95,4 (dato rivisto al ribasso di tre decimi) precedente. Si tratta di un minimo da oltre un anno. Il dato è all’incirca in linea con la nostra previsione e inferiore alle aspettative di consenso.

- La componente più importante, quella degli ordini,  è in deterioramento sia per quanto riguarda le valutazioni correnti che le attese per il futuro; in flessione non solo le commesse domestiche, ma anche quelle dall’estero (ai minimi da maggio del 2013). Per quanto riguarda l’output, le imprese segnalano di aver ridotto ancora la produzione a settembre, ma sono lievemente più ottimiste circa la possibilità di incrementarla nel futuro.  Calano ancora, dopo il crollo del mese scorso, le attese delle aziende sull’andamento generale dell’economia (ai minimi da oltre un anno, dopo il netto miglioramento dei mesi primaverili). Restano stabili, su livelli negativi, le aspettative sull’occupazione (ai minimi nell’anno).

– Le scorte sono rimaste stabili, sui massimi dal 2011.  Le attese sui prezzi praticati sono scese in territorio ancor più negativo; non si tratta comunque di un minimo storico visto che nel 2009 il saldo corrispondente era arrivato a -15 contro il -3 corrente. Infine, lo spaccato per raggruppamenti di industrie mostra che il peggioramento è dovuto al settore dei beni intermedi, mentre si registra un miglioramento del morale per i beni di consumo e strumentali. 

- Secondo le consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere che svolgono attività d’esportazione, nel 3° trimestre si nota un peggioramento sia dei giudizi che delle attese sul fatturato, e un aumento dal 30% al 35% della quota delle imprese che segnala la presenza di ostacoli all’attività di esportazione; tra le destinazioni delle esportazioni aumenta l’incidenza dei paesi Ue; la Germania e la Cina continuano ad essere considerate fra i maggiori concorrenti internazionali.

- La fiducia delle imprese è calata anche al di fuori del settore manifatturiero: a 75,4 da 76,7 nelle costruzioni, a 84,9 da 87,4 nei servizi di mercato  e a 92,5 da 97,7 nel commercio al dettaglio. Di conseguenza, l’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese (costruito come media ponderata del morale nel manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio) ha fatto segnare un calo a 86,6 da 88,1. Si tratta di un minimo dallo scorso dicembre.

- In sintesi, l’indagine conferma il rallentamento congiunturale in atto non solo nell’industria ma anche in tutti gli altri principali settori. È arduo in questa fase individuare un motore sostenibile di crescita, visto che la domanda interna resta anemica e il sostegno dalla domanda estera va affievolendosi (ma in prospettiva potrebbe essere favorito dal deprezzamento del cambio). In base alle informazioni oggi disponibili,  è molto probabile un calo del PIL nel trimestre estivo; L’andamento recente delle indagini di fiducia delle imprese segnala che, dopo un probabile calo del PIL nel trimestre estivo, è a rischio anche la previsione di una ripresa dell’attività economica nell’ultima parte dell’anno.

Fonte : BondWorld.it


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