Area Euro: L’indice di fiducia economica della Commissione UE a settembre dovrebbe continuare nel trend ribassista iniziato a giugno e scendere a 100 da 100,6 di agosto, ritornando così sulla media di lungo periodo dopo il massimo di maggio scorso..
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Nel manifatturiero, ci aspettiamo che il morale cali da -5,3 a -5,8, mentre nei servizi potrebbe essere solo marginalmente in discesa a 2,9 da 3,1. La seconda stima della fiducia dei consumatori dovrebbe confermare il calo a -11,4 da -10. L’indice di fiducia economica è coerente con una crescita del PIL intorno all’1% a/a, in lieve accelerazione rispetto all’ultimo dato disponibile (al 2° trimestre).
Germania. I dati dei Länder dovrebbero mostrare un calo di -0,1% m/m dei prezzi al consumo a settembre, principalmente per via di una stagionalità negativa (il contributo dall’energia è solo lievemente positivo). L’inflazione è attesa stabile a 0,8% (con rischi verso il basso) sull’indice nazionale e in calo di un decimo, a 0,7%, sull’armonizzato. L’inflazione tedesca potrebbe salire sopra l’1% negli ultimi mesi dell’anno.
Spagna. L’inflazione potrebbe rimanere in territorio negativo per il terzo mese consecutivo a settembre, risalendo tuttavia a -0,1% da -0,5% di agosto. L’aumento dovrebbe essere spiegato dalla risalita della componente core. L’inflazione spagnola potrebbe tornare sopra lo zero nei prossimi mesi, favorita tra l’altro dal deprezzamento del cambio.
Italia. Si tiene oggi la delicata riunione della direzione del PD che ha per oggetto la riforma del mercato del lavoro, duramente contestata dalla minoranza interna.
Aste. L’Italia offre il nuovo CCTeur dic-2020 per un ammontare di 2,5-3,0 miliardi e riapre i BTP 1,5% ago-2019 e 2,5% dic-2024 per complessivi 4,5-6,0 miliardi. Carta a breve termine viene collocata in Francia e Germania.
Stati Uniti
La spesa personale ad agosto è prevista in aumento di 0,4% m/m, sulla base delle informazioni solide viste con le vendite al dettaglio. Il reddito personale di agosto è atteso in crescita di 0,3% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe calare a 5,6% da 5,7% di luglio. Il deflatore dei consumi, in linea con le indicazioni del CPI, è previsto in calo di -0,1% m/m. Il deflatore core dovrebbe essere stabile su base mensile e in aumento di 1,4% a/a. Il nuovo rallentamento del trend dell’inflazione non rappresenta rischi di eccessiva disinflazione, ma sottolinea che la Fed avrà libertà di manovra nella determinazione della svolta, anche perché l’apprezzamento del dollaro contribuirà progressivamente a contenere la dinamica dei prezzi all’import.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona il focus sarà sulla riunione della BCE. In calendario i dati di inflazione di settembre per area euro, Germania, Italia e Spagna: il CPI è visto stabile nell’area euro e in Italia, in lieve calo (sull’armonizzato) in Germania e in risalita (ma ancora sotto zero) in Spagna; in sintesi, il dato di settembre non dovrebbe attenuare le preoccupazioni deflazionistiche. L’indice di fiducia economica della Commissione UE completerà la tornata di indagini congiunturali di settembre, mostrando un probabile calo del morale delle imprese (oltre a quello delle famiglie). La disoccupazione è attesa stabile nei principali Paesi, ma su livelli molto diversi (Germania 6,7%, area euro 11,5%, Italia 12,6%). Infine, sia in Germania che in Francia, le vendite al dettaglio potrebbero rimbalzare ad agosto dopo il calo di luglio.
La settimana è densa di dati importanti in uscita negli Stati Uniti. I principali dati di settembre confermeranno la ripresa solida e il miglioramento del mercato del lavoro. Gli indici ISM dovrebbero rimanere vicini ai livelli molto elevati dei mesi recenti, l’employment report dovrebbe mostrare un’accelerazione della dinamica occupazionale e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione, le vendite di auto e la fiducia dovrebbero restare solide. Per agosto, spesa e reddito personali e spesa in costruzioni sono previsti in aumento, mentre il deficit della bilancia commerciale dovrebbe deteriorarsi moderatamente.
Venerdì sui mercati
Nuovo passo avanti del dollaro: il cambio con l’euro è sceso fino a 1,2663 questa notte, ritoccando al ribasso il minimo di venerdì (1,2675). Dollaro in rafforzamento anche contro yen (109,6) e sterlina (ma in questo caso i massimi di inizio settembre non sono ancora stati avvicinati). In arretramento anche alcune divise emergenti, come rublo, real, rupia indiana, peso messicano e won coreano. Come risultato, il cambio effettivo del dollaro è ai massimi dal terzo trimestre 2010.
Moderato rialzo dei rendimenti sul mercato americano e sul debito dei periferici europei. Rimbalzo correttivo dei mercati azionari.
Un altro piccolo segnale di disgelo sul fronte russo-ucraino: secondo il commissario europeo Oettinger, i due governi sarebbero vicini a un accordo sulle forniture di gas.
Area Euro
Italia. La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero è calata ancora, per il quarto mese consecutivo, a settembre, a 95,1 da 95,4 (dato rivisto al ribasso di tre decimi) precedente. Si tratta di un minimo da oltre un anno. Il dato è all’incirca in linea con la nostra previsione e inferiore alle aspettative di consenso. La componente più importante, quella degli ordini, è in deterioramento sia per quanto riguarda le valutazioni correnti che le attese per il futuro; in flessione non solo le commesse domestiche, ma anche quelle dall’estero (ai minimi da maggio del 2013). La fiducia delle imprese è calata anche al di fuori del settore manifatturiero: a 75,4 da 76,7 nelle costruzioni, a 84,9 da 87,4 nei servizi di mercato e a 92,5 da 97,7 nel commercio al dettaglio. Di conseguenza, l’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese (costruito come media ponderata del morale nel manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio) ha fatto segnare un calo a 86,6 da 88,1. Si tratta di un minimo dallo scorso dicembre. In sintesi, l’indagine conferma il rallentamento congiunturale in atto non solo nell’industria ma anche in tutti gli altri principali settori. È arduo in questa fase individuare un motore sostenibile di crescita, visto che la domanda interna resta anemica e il sostegno dalla domanda estera va affievolendosi (ma in prospettiva potrebbe essere favorito dal deprezzamento del cambio). L’andamento recente delle indagini di fiducia delle imprese segnala che, dopo un probabile calo del PIL nel trimestre estivo, è a rischio anche la previsione di una ripresa dell’attività economica nell’ultima parte dell’anno.
In Spagna, il governo della Catalogna ha deciso di procedere con l’organizzazione del referendum del 9 novembre sull’indipendenza dalla Spagna, nonostante l’incostituzionalità dell’iniziativa.
Stati Uniti
La stima finale del PIL del 2° trimestre rivede la crescita verso l’alto da 4,2% t/t ann. a 4,6% t/t ann. Le revisioni positive sono diffuse a gran parte delle componenti del PIL, tranne i consumi che restano in crescita di 2,5% t/t ann. come nella seconda stima. Le revisioni più significative sono quelle degli investimenti. Nel comparto non residenziale, gli investimenti sono rivisti al rialzo a +9,7% t/t ann. da +8,4% t/t anni. Gli investimenti non residenziali crescono di 8,8% t/t ann. dalla stima precedente di 7,2% t/t ann.. La spesa pubblica è rivista verso l’alto (+1,7% t/t ann. da +1,4% t/t ann.). Le esportazioni sono più solide di quanto stimato in precedenza (+10,1% t/t ann.). La crescita del 2° trimestre sovrastima il trend sottostante e in parte è la conseguenza della contrazione di inizio anno. Tuttavia, la valutazione della ripresa è positiva: la nostra previsione per il secondo semestre e per il 2015 è di crescita fra il 3 e il 3,2% t/t ann., con contributi positivi di tutte le componenti della domanda finale privata.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (finale) è invariata a 84,6 rispetto alla stima preliminare, con marginali variazioni delle componenti.
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