Weekly Outlook: Negli States, giungono indicazioni positive dai leading indicators di settembre

Negli States, giungono indicazioni positive dai leading indicators di settembre (il Pmi rimane sui massimi,  ed avanzano l’indice sulla manifattura della Fed di Richmond e quello dell’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori) e….


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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena


dalla revisione al rialzo, al +4,6% t/t annualizzato, del Pil del II trimestre dell’anno.
Fisher, membro della Fed, non esclude l’avvio di un graduale rialzo dei tassi a inizio 2015. Ad agosto, tuttavia, crollano gli ordinativi di beni durevoli (-18,2% m/m) ed arrivano segnali contrastanti  dal mercato immobiliare.

Nell’Eurozona, Draghi, non esclude che la Bce possa utilizzare altre misure non convenzionali per stimolare la crescita; a settembre, peggiorano il sentiment dei consumatori  (-11,4 punti) e il Pmi manifatturiero (a 50,5).

In Germania, dove il ministro Schaeuble si è detto contrario alle misure già  intraprese dalla Bce,  peggiorano gli indicatori anticipatori di settembre (con il Pmi manifatturiero a 50,3 p. e l’indice Ifo a 104,7 p.). In Italia, a luglio, scendono gli ordini industriali (-0,7% a/a) e scivolano sia le vendite al dettaglio che quelle dei beni industriali, con l’indice di fiducia dell’imprese che a settembre arretra a 95,1 p.; in lieve rialzo l’indicatore di fiducia dei consumatori (102 p. a settembre). Tra i governativi, rendimento del 10Y statunitense in ribasso mentre il 2Y fissa poco sotto lo 0,6%. In area Euro, cala il 10Y tedesco, tornato sotto l’1%; rendimenti poco mossi sulla parte a breve. In area periferica, risalgono su tutte le scadenze gli yield italiani, con lo spread BTP-BUND  intorno i 141pb.

Stabile l’Euribor a 3M, che venerdì scorso quotava allo 0,082%. Marcato deprezzamento dell’Euro vs le principali valute mondiali, con il cambio €/$ sceso  sotto quota 1,27; il biglietto verde risulta miglior valuta della settimana. Deboli le commodity, con forti vendite sui metalli industriali. Bene il Wti.

Miste le agricole con zucchero e cotone rispettivamente la migliore e la peggiore materia prima.
Settimana negativa per i principali listini mondiali.

All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori hanno chiuso in calo, con il settore retail, automobilistico e minerario tra i peggiori.

Fonte. BondWorld.it


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