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AWFI: Mani forti sospingono ll’euro verso l’arrivo sugli Champselisees

La reazione del Bund e delle Borse europee ad un inizio di settimana in salita, tra downgrading dell’Irlanda e nuove difficoltà del sistema bancario austriaco..

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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(Ungheria e Basilea3 preview), dimostrano la capacità dell’Unione Europea di fronteggiare le proprie fragilità, di restare ben ancorata ad un euro sostenuto da “mani forti” che ha svoltato dopo l’esito dell’asta LTRO del 1 Luglio. L’earning season favorisce i bancari sui Corps e si riflette nelle strategie di vendite CDS e relativi indici. La Spagna continua a sovraperformare i PIIGS, insieme alla Grecia (buoni i risultati delle aste TBills). Nella settimana nella quale le tappe di montagne chiudono il Tour de France ed assisteremo alla pubblicazione degli stress test coordinati dal CEBS si alternano le reazioni verso risultati attesi come positivi ma che necessiteranno, come nel caso Usa , di una valutazione a posteriori sulle misure eventualmente necessarie di ricapitalizzazione.

Infatti la notizia fatta circolare da Bloomberg sull’incapacità della banca tedesca Hypo Real Estate di superare l’esame dei test ha innervosito le autorità di vigilanza tedesche che non hanno voluto commentare. Si attendono quindi i dettagli sulla Bad Bank che sarà creata per raccogliere oltre 200 mld di eur di Bad Assets per una realtà ormai nazionalizzata e quindi posta sotto tutela governativa.

Ma questa e’ anche la settimana che ha visto la trasformazione in legge della riforma finanziaria americana e che cambierà il modello finanziario Usa con misure particolarmente rigorose nei confronti del trading proprietario (Volcker Rule) e dell’- attività speculativa sui derivati (Cds e Oil/Energy, che rappresentano meno del 10- % del mercato dei derivati).

In questo botta e risposta sulle riforme il Comitato di Basilea conferma il suo impegno a presentare un pacchetto complessivo per il G20 di Novembre di Seoul, che segna un grande cambiamento nel calcolo dei requisiti di capitale e di gestione della liquidità degli istituti di credito con misure finalmente contro cicliche e che finalmente ridurranno il rischio sistemico per l’UE. Una piattaforma globale decisamente più flessibile e coerente della proposta Usa e che ben si adatta ad una realtà estremamente variegata di situazioni offerta dal sistema bancario europeo.

Seguendo le prime linee di riforma su Basilea 3 risulta decisamente più preoccupante il caso del sistema bancario austriaco, uscito con le ossa rotte dalla crisi sub prime ed esposta alla saga ungherese, che necessiterebbe, secondo Unicredit Bank Austria AG tra i 19 ed i 35 mld di euro per un adeguamento del capitale alle nuove regole , che entreranno in vigore dal 2012.

In questo scenario in evoluzione Moody’s continua l’affondo sui Paesi periferici con l’intervento sull’Irlanda. Pare curioso che a due mesi dall’uscita del capo del Team Sovereign Risk, Pierre Cailleteau, che aveva paventato la perdita della AAA per UK e Usa e dal report emesso seguentemente dallo stesso Team sul Rischio sovrano che tacciava i mercati di essere troppo pessimisti sul rischio del debito sovrano difendendo il proprio operato, i toni si siano di nuovo inaspriti e l’azione creditizia paia inesorabile (basti ricordare il caso islandese nel quale Moody’s ha atteso che i CDS sfondassero la barriera dei 1400 bp per rettificare un rating fermo a AA1, quando le altre case di rating da un anno erano già scese alla singola A!). Ma ciò che ha fatto veramente la differenza ed ha segnato la svolta di questo fine settimana verso le strategie del secondo semestre risiede nella conferma di una rottura tecnica importante dell’euro a 1.30 giustificato certamente dal differenziale dei tassi ma soprattutto dall’ottimo esito del meeting cino-tedesco che ha visto la Merkel raccogliere un risultato insperato negli accordi bilaterali tra le due locomotive economiche, l’una europea e l’altra asiatico- globale e soprattutto in un dichiarato sostegno all’euro che segue politiche di investimento europee tramite joint venture e M&A rafforzatesi nettamente negli ultimi 6 mesi. La frase “The European market has been in the past , is now and will be in the future one of the main investment markets for China’s foreign Exchange riserve” e’ emblematica e tangibile nei suoi effetti attuali e futuri, da parte di chi la vede lunga e punta sull’euro e sull’Europa con una convinzione che e’ soprattutto strategica e geopolitica a scapito di un’America sempre più in affanno.

La fiducia dei costruttori di case Usa si trova al più basso livello da un anno a questa parte, e la scadenza dei sussidi ai compratori di nuove case deprimono le previsioni sul comparto immobiliare, come testimoniato dalla National Association of Home Builders che pubblica il dato sulle nuove case al minimo dall’Aprile 2009, la tensione e’ tangibile quindi per i dati del pomeriggio.

Al dollaro Usa debole risponde uno spostamento di flussi di portafoglio verso l’Europa e il segmento fixed incombe e la prima visita del nuovo premier britannico in America si configura come un meeting tra Paesi AAA in difficoltà crescente soprattutto nel mood di mercato, uno spostamento di focus importante per il rafforzamento del mercato UE che continua a macinare buoni risultati sulle aste domestiche .

E la Cina sorpassa gli Usa anche sul lato dell’utilizzazione delle risorse energetiche , un sorpasso storico per un primato che gli americani detenevano sin dagli inizi del 1900 e che si e’ concretizzato in meno di 10 anni in una svolta epocale per il mercato energetico internazionale . La pax segnata tra Cina e Germania riporta quindi la tranquillità soprattutto nei rapporti tra le Corporates tedesche ed il governo cinese e spiana la strada ad un miglioramento dei rapporti anche per le altre Corps europee presenti sul vasto territorio cinese. Un’asse cruciale per un rinnovamento economico e produttivo europeo che vede finalmente coronati gli sforzi di 35 anni di relazioni diplomatiche guidate dalla Francia con molta lungimiranza.


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