L’arrivo dell’autunno ha risvegliato gli orsi, anziché mandarli in letargo….
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Sono i dati macroeconomici a dare la direzione ai mercati. Ed è la Germania a preoccupare i mercati: ordini dell’industria in calo del 5,7%, produzione industriale in discesa del 4% ed esportazioni che fanno segnare un -5,8% su base mensile. Il tutto condito dalle previsioni di crescita economica per il 2014 ed il 2015 non certo rosee per l’area euro. Male anche l’Italia. Dopo la revisione al ribasso delle stime del PIL da parte dell’FMI (-0,2% nel 2014 e +0,8% per il 2015) venerdì mattina deludono anche i dati sulla produzione industriale che, pur facendo segnare un leggero rialzo del +0.3% su base mensile hanno fatto registrare un calo del 3,7 % su base annua.
Il trend macroeconomico ha influenzato la performance della settimana di tutti i principali listini azionari europei, FTSE -0,75%, Dax -2,28%, Cac -2,67%, Ibex -1,59%, Male anche il FTSE Mib che, dopo essersi riportato brevemente sopra quota 20.000 punti ha chiuso giovedì sera a 19.382, facendo segnare un -2,75% rispetto alla settimana precedente.
Meglio si sono comportati i listini amaricani: Dow Jones +0,52%, S&P500 +0,71%,
Le condizioni di mercato hanno influenzato negativamente l’esecuzione della IPO Intercos. Quella di Intercos, a posteriori, non è una sorpresa. La decisione della società di rinunciare alla IPO giunge pochi giorni dopo la medesima decisione di Italiaonline e conferma che un trend per la liquidità che sembra preferire i nomi noti ed il reddito fisso.
Il decennale italiano, dopo una settimana un po’ altalenante, ha chiuso giovedì sera a 2,31% con una variazione minima rispetto a 7 giorni prima.
In leggero miglioramento lo spread verso il decennale tedesco che ha chiuso giovedì sera a 140bps rispetto ai 143 bps della settimana scorsa.
Le incertezze dei mercati favoriscono il collocamento dei titoli a breve termine del Tesoro. Buona la ricezione per l’asta BOT a 12 mesi venerdì: collocati 8 miliardi ad un rendimento del 0,301% (leggermente in rialzo rispetto al precedente 0,271%) con un bid to cover ratio di 1.7 (in miglioramento rispetto all’1,64 della precedente asta).
Sul mercato del debito l’attenzione dei mercati si rivolge ora ai verdetti delle agenzie di rating attesi per stasera dopo la chiusura dei mercati: Moodys e Dbrs si pronunceranno sul rating dell’Italia, ma c’è molta attesa anche per il pronunciamento di S&P sulla Francia su cui i mercati percepiscono il rischio di un downgrade. Attesi inoltre i giudizi di S&P sulla Finlandia, Dbrs su Olanda e Spagna e Fitch sul Portogallo.
Fermo il mercato degli emittenti privati (banche e corporate) a causa delle trimestrali. La finestra di collocamento per questi emittenti si riapre a partire dalla fine del mese di ottobre.
Ancora forte il dollaro nei confronti dell’Euro: Il cambio Euro/Usd chiude la settimana attorno a quota 1.2630 poco variato rispetto alla settimana precedente.
Issuer | Coupon (%) | Maturity | Ratings (M/ S&P/ F) | Crncy | Amount (€) | Announc. Date | Issue Price | Yield at start date (%) | Reoffer Spread (bp) | Market spread (bp) |
BOT | 0,00 | 14/10/2015 | //BBB+ | EUR | 8.000.000.000 | 10/10/14 | 99,696 | 0,301 | MS+11,4* | 17 |
Fonte: BondWorld.it
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