Gli eventi che abbiamo stimato correttamente: il deprezzamento dell’Euro, il rimbalzo dei mercati emergenti (in particolare del Brasile) nell’H1, il basso livello di inflazione associato alla debole crescita e le difficoltà della Germania…
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Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
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Gli eventi che non abbiamo stimato: il calo dei rendimenti dei T-Bond USA a 10 anni, l’estate travagliata (Ucraina, crescita in Francia e in Italia), la marcia indietro di Draghi; Looking forward: restiamo positivi sulle prospettive economiche del 2015
Essendo entrati nell’ultimo trimestre dell’anno, pensiamo sia arrivato il momento di analizzare con occhio critico la nostra macro view di inizio anno, per capire, in particolare, i nostri errori.
In breve, al di là della debolezza del 1° trimestre negli Stati Uniti, la nostra stima sull’abbondante livello di liquidità globale e sulle deboli prospettive di crescita globale si sono rivelate corrette ed in linea con l’andamento positivo del mercato azionario globale nella prima metà dell’anno. In un contesto caratterizzato da eccesso di liquidità e da decoupling monetario, anche la nostra view sulla debolezza dell’euro a partire dall’estate ha trovato conferme nella realtà. All’inizio dell’anno abbiamo avuto ragione anche nell’affermare che il consensus sulla crescita dei mercati emergenti, ed in particolare sul Brasile, era troppo pessimista. Allo stesso tempo, ci attendavamo un ulteriore stress sui cambi dei paesi emergenti essendo, a nostro avviso, gli investitori sempre più concentrati su una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed nella seconda parte dell’anno. La nostra stima in merito ad una basso livello d’inflazione globale per un periodo più lungo del previsto è stata confermata da un livello del parametro sorprendentemente basso sia in USA che in Europa.
Tuttavia, abbiamo di recente cambiato le nostre aspettative sui T-Bond USA: ci attendiamo tassi a lungo termine bassi per un periodo di tempo considerevole. Infatti, il calo del rendimento del T-Bond USA a 10 anni, in un momento in cui la parte a breve della curva dei tassi USA era in rialzo, ci ha sorpreso: i mercati hanno iniziato a scontare un rialzo dei tassi da parte della Fed nei prossimi anni, ma l’eccesso di risparmio globale ha pesato sull’andamento del parametro. Per questo motivo siamo recentemente tornati alla nostra view strutturale e riteniamo quindi che il processo globale di deleveraging influenzerà i rendimenti globali a lungo termine nei prossimi anni, ed in misura maggiore rispetto a quanto atteso dal consensus.
Oltre alle aspettative sui rendimenti obbligazionari USA, anche altre stime non si sono rivelate corrette.
In primo luogo, pur essendo giustamente cauti sulla Germania a causa del calo delle importazioni dai paesi emergenti, ammettiamo di aver sottovalutato l’impatto sul sentiment di mercato della crisi in Ucraina durante l’estate. Il DAX, dall’inizio dell’anno, è il mercato che ha registrato la performance peggiore. Si noti che lo scorso fine settimana, Putin ha ordinato il ritiro delle truppe russe dal confine ucraino e giovedì prossimo incontrerà Poroshenko.
In secondo luogo, sebbene la crisi in Ucraina sia stata uno dei fattori che ha permesso la realizzazione della nostra view più prudente rispetto a quella del consensus sulla crescita tedesca, siamo stati eccessivamente positivi sulle stime di crescita di Francia e Italia ed un po’ troppo negativi sulle prospettive di crescita per Spagna e Irlanda. In Francia, il crollo del settore immobiliare influenzerà negativamente il Pil di quest’anno dello 0,5% mentre l’Italia ha patito sia la crisi ucraina che la mini-recessione tedesca. Le prossime settimane potrebbero ancora esser caratterizzate dalla pubblicazione di dati economici deboli ma restiamo positivi sulle prospettive di crescita per il 2015 in Francia, dove il settore immobiliare inizia a registrare segnali di stabilizzazione, ed in Italia, dove gli ultimi dati sulla crescita del credito concesso alle aziende sono incoraggianti.
Una terzo argomento sul quale la nostra view si è rivelata troppo ottimista è relativo al comportamento della BCE. In particolare, aspettandoci una Draghi put più forte da aprile, potremmo aver sopravvalutato le abilità comunicative di Draghi nel sostenere le speranze dei mercati dopo la riunione della BCE di giugno ed il discorso di Jackson Hole. Durante l’ultima riunione della BCE Draghi, dopo aver determinato un aumento delle aspettative per una politica più aggressiva da parte della BCE per combattere la frammentazione del mercato del credito alle aziende, ha per la prima volta deluso i mercati. Continuiamo ad aspettarci un’espansione di bilancio della BCE di 700 mld di Euro nel corso dei prossimi 12 mesi, anche se la recente marcia indietro di Draghi mette a rischio di revisione al ribasso le nostre stime.
Nonostante alcune delle nostre aspettative non abbiano trovato conferme nella realtà, quanto accaduto non è sufficientemente rilevante per cambiare la nostra view positiva sulle prospettive economiche globali per il 2015. Gli Stati Uniti stanno vivendo una fase di accelerazione, l’Eurozona beneficerà del deprezzamento dell’Euro, del calo dei rendimenti e del ribasso del prezzo del petrolio mentre le economie dei paesi emergenti dovrebbero beneficiare dell’aumento della domanda globale. Allo stesso tempo, non è prevista alcuna riduzione di liquidità a livello globale con la BCE e la BoJ che continueranno le loro politiche di allentamento quantitativo. Purtroppo, nel corso del mese di ottobre, gli investitori avranno una bassa visibilità sulle prospettive di crescita per il 2015, essendo il mese ancora caratterizzato da incertezza a livello macro.
Fonte: BONDWorld.it
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