Flash: I mercati finanziari europei sono rimasti sotto pressione anche ieri

Area euro. Eurostat pubblica i conti nazionali trimestrali secondo il metodo ESA 2010. La principale differenza con il sistema di conti ESA 95 riguarda la contabilizzazione delle spese per ricerca e sviluppo che prima venivano assimilate a spesa pubblica e spesa per armamenti che rientrano nel computo degli investimenti fissi…

 


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Inoltre si introduce un trattamento più dettagliato di contributi pensionistici e un cambiamento metodologico per la contabilizzazione delle importazioni ed esportazioni. La transazione di un bene è computata come export solo se la proprietà cambia ed è trasferita a un’entità estera. I conti ESA 95 tipicamente sottostimavano il PIL dal momento che la spesa in ricerca e sviluppo veniva dedotta dal computo del PIL. Alla revisione dovuta al Sec2010 si aggiunge l’introduzione di nuove fonti statistiche nazionali. Al momento solo alcuni Paesi hanno fornito i risultati (almeno sui dati annuali). Ciò ha comportato una revisione del livello del PIL nominale pari al 3,4% per la Germania (di cui 2,7% dovuti al nuovo Sec2010; anno 2010), al 3,2% in Francia (di cui 2,4% per il nuovo Sec2010; anno 2010) e al 3,7% per l’Italia (di cui 1,6% dovuti al nuovo sistema; anno 2011). A oggi non è chiaro quale sarà l’impatto non sul livello ma sulle variazioni del PIL.

Stati Uniti

I nuovi cantieri a settembre sono attesi in aumento a 1,030 mln di unità ann., da 956 mila di agosto. I dati dei cantieri dovrebbero confermare il trend verso l’alto dei cantieri, nonostante l’ampia volatilità esibita dalla serie da inizio anno. La fiducia dei costruttori, le vendite di abitazioni, il livello delle scorte di case invendute e soprattutto il miglioramento del ciclo sono coerenti con un’espansione del settore. Le licenze dovrebbero aumentare a 1,040 mln da 1,003 mln di agosto, con indicazioni positive sia per le unità monofamiliari, sia per quelle multifamiliari.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) dovrebbe essere poco variata a 84,5, da 84,6 della lettura finale di settembre.

Ieri sui mercati

I mercati finanziari europei sono rimasti sotto pressione anche ieri. Gli indici azionari hanno nuovamente chiuso in ribasso, e i rendimenti dei titoli governativi della periferia sono saliti vigorosamente: sulla curva BTP l’aumento è stato di ben 20pb sul tratto 2-5 anni, e oltre i 15pb su quello 10-30 anni. L’asta di debito a lungo termine spagnola ha risentito del clima sfavorevole: sono stati collocati 3,2 miliardi rispetto a una forchetta di 2,5-3,5 miliardi, con rendimenti in rialzo di circa 12pb rispetto alla precedente asta per il decennale. Il dollaro rimane intorno a 1,28 contro euro a e 106 contro yen.

Area euro

La seconda stima ha confermato l’inflazione area euro a 0,3% a settembre, in calo rispetto al mese precedente. L’inflazione core al netto di energia, alimentari e tabacchi è stata rivista al rialzo di un decimo a 0,8%. Il dato di settembre lascia la nostra stima 2014 a 0,6%. Nei prossimi mesi l’inflazione è attesa risalire assai gradualmente verso 0,9% per marzo 2015, per quanto le attuali dinamiche dei prezzi delle materie prime abbiano il potenziale di generare nuove sorprese al ribasso.

BCE. Riguardo al programma di acquisto di ABS Nowotny ha indicato che il programma non partirà prima di dicembre e che il mercato ha delle aspettative eccessive sul volume degli acquisti. Nowotny era uno dei tre dissenzienti su lancio del programma. Coene ha indicato che i segni di ripresa economica sono troppo deboli e la BCE comincia ad essere seriamente preoccupata della dinamica della produttività totale dei fattori e di quanto un calo continuato possa influenzare la crescita potenziale.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione scendono a 264 mila nella settimana conclusa l’11 ottobre, da 287 mila della settimana precedente. I sussidi toccano il minimo da aprile 2000. Secondo il Labor Department non c’era nessun elemento inusuale nella settimana considerata. I dati sono un’ulteriore indicazione di miglioramento del mercato del lavoro.

La produzione industriale a settembre aumenta di 1% m/m (consenso: +0,4% m/m), dopo -0,2% m/m ad agosto. L’utilizzo della capacità produttiva sale a 79,3%. Nel settore manifatturiero la produzione cresce di 0,5% m/m, compensando il calo di -0,5% m/m del mese precedente. I dati sono complessivamente positivi, con crescita forte dell’output e dell’utilizzo della capacità produttiva in tutti i comparti.  

L’indice della Philadelphia Fed a ottobre scende solo marginalmente a 20,7 da 22,5 di settembre.

L’indagine di fiducia dei costruttori a ottobre cala a 54 da 59 di settembre, tornando sui livelli di luglio-agosto. L’indagine mostra correzioni delle componenti vendite correnti (a 57 da 63) e future (a 64 da 67). Gli indici restano comunque tutti in territorio espansivo.

La Fed dà segnali di potenziale risposta non solo verbale alla turbolenza dell’ultima settimana. Bullard (St Louis Fed) ha detto che il FOMC dovrebbe valutare l’opzione di ritardare la fine degli acquisti (che dovrebbe essere sancita alla riunione del 29 ottobre) alla luce del significativo calo delle aspettative di

Fonte: BONDWorld.it

 

 


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