MC: Un brusco cambio di film: Cosa è successo sui mercati e cosa attendersi?

Scherzo irriverente da ragazzini per testare la prontezza di un adulto. Due film dello stesso genere alla tele, per esempio due polizieschi. Appena c’è una pubblicità o un attimo di distrazione, si cambia da un film all’altro, con la velocità di  ..


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Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


un pistolero sul telecomando.  Il gioco continua fino a quando  il telespettatore si accorge. A volte, il gioco  va avanti  fino alla fine del film e, spesso, il  commento stravolto di chi ha assistito senza aver capito nulla, ma non vuole ammetterlo è: “una trama complessa”.
 
Nelle scorse settimane, sui mercati finanziari è successo qualcosa di molto simile.  Di Borsa e valute si parla, ma il film è cambiato improvvisamente.
 
Dopo mesi di tranquillità surreale in cui i mercati, drogati dalla liquidità, sono saliti ignorando qualsiasi tipo di notizia macroeconomia, fondamentale, tecnica e geopolitica,  gli operatori hanno  di colpo realizzato che le quotazioni alle stelle forse non riflettevano correttamente il rischio, qualche ordine di vendita un po’ più pensante del solito ed è iniziato il marasma.   
 
I mercati azionari sono scesi con cali tra un 10% (SP500 USA) e un 22 % (FTMIB Italia).  Gli spread di rendimento tra bond “sicuri” e periferici si sono riaperti, con lo spread BTP-Bund salito da 132 di inizio settembre a un massimo di 182 punti base.  Sulle valute, lo Yen Giapponese si è apprezzato, con il cambio Dollaro/Yen Giapponese sceso da area 110 a 105.50 nell’arco di 10 giorni. Il Dollaro USA si è indebolito anche contro Euro di oltre il 2%, con il cambio Euro/Dollaro risalito da 1.25 a 1.2870. Ricoperture sono iniziate su alcuni carry trade.  

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In Europa,  hanno pesato i dati sul rallentamento dell’economia tedesca, i peggiori dal 2009, che si sommano alle incertezze della guerra Ucraina, a  nuovi timori sul debito greco, dopo che il premier Antonis Samaras,  per  tenere in piedi la coalizione di Governo,  ha ventilato un’uscita anticipata dal piano di austerità imposto da Europa e FMI dopo il salvataggio dal default.  
 
Negli USA, la sorpresa negativa è arrivata da un calo delle vendite al dettaglio, nonostante il maggior numero di occupati e dal diffondersi dell’Ebola.
 
In realtà, nessuna di queste notizie era veramente nuova. Forse è stato un soffio di vento di troppo su un castello di carte che era diventato troppo alto.  

Le banche centrali da settimane, come Cassandre, avevano ammonito di un’eccessiva e diffusa compiacenza nel prendere rischi, ma pochi le hanno ascoltate.  
 
Poi, negli ultimi due giorni della settimana, è partito un rally delle Borse che ha riportato su gli indici azionari di un 5-6% dai livelli minimi. Utili sopra le attese di alcune Blue Chips, tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley e General Electric, dati sul mercato del lavoro migliori del previsto, produzione industriale USA in ripresa, +1%,  Philly Fed Manifactury Index  e  Sentiment  del Consumatore USA sorprendentemente buoni, conditi dalle parole di James Bullard, Presidente della Federal Reserve di St. Louis su una possibile continuazione degli stimoli monetari. Sono partite le ricoperture delle posizioni ribassiste e alcuni hanno comprato.  
 
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I sistemi HFT, trading ad altissima frequenza e velocità, e il diffuso impiego della leva finanziaria, che si intuisce già dal Margin Debt ai massimi storici,  hanno reso tutto il movimento ancora più veloce del solito.  
 
Siamo ora in una situazione aperta.  
 
Le probabilità statistiche sono a favore di un periodo ancora volatile, in cui le oscillazioni dovrebbero continuare a essere più marcate dei mesi scorsi.  L’indice della volatilità è salito da 10 a 31  della scorsa settimana, chiudendo sopra 20, considerato livello spartiacque fra mercati relativamente tranquilli o turbolenti.  Sopra 20, la turbolenza sale a livelli esponenziali.  Il livello 10 è paragonabile a una tranquilla passeggiata nella campagna inglese.  Tra 20 e 30 è un ascensione sul Monte Bianco.  Sopra 30 è uno scenario Himalayano…ci vuol l’ossigeno!
 
Operativamente e per concludere.  
 
Sul cambio Euro/Dollaro, riapriamo gradualmente le posizioni in dollari sopra 1.28, fino a 1.31.  
Sui Bond,  attendiamo un aumento dei rendimenti/calo dei prezzi sui periferici e quindi aspettiamo a comprare. La correzione e riapertura degli spread sui corporate bond possono essere occasioni di acquisto, ma in ottica tattica, di breve periodo. Nello scenario deflattivo e incerto ancora in essere, i “safe heaven” come Bund e Treasury Note / Bond dovrebbero rimanere attraenti, ma sugli strappi al rialzo vanno alleggeriti.   
 
Sui mercati azionari, chi fosse completamente scarico può iniziare ad accumulare sugli storni più pesanti (come sul mercato italiano), ma molto gradualmente e senza spaventarsi in caso di discese sotto i minimi.  
Chi invece fosse ancora completamente investito, potrebbe cogliere i rimbalzi per alleggerire le posizioni.  
 
Buona settimana a tutti, con attenzione al Vix…e al telecomando!

Fonte: BONDWorld.it

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