Flash: La volatilità sui mercati rimane elevata

Da seguire: Stati Uniti: Le vendite di case esistenti a settembre sono previste in aumento a 5,2 mln di unità ann. da…

 


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5,05 mln di agosto. I contratti di compravendita a luglio erano in crescita e segnalano che la correzione delle vendite ad agosto dovrebbe essere transitoria, senza modifiche al trend positivo in atto dal 2° trimestre in poi.

Ieri sui mercati

La volatilità sui mercati rimane elevata, con ampie fluttuazioni intraday su tutti i mercati, in particolare sui periferici. I mercati azionari americani hanno chiuso in positivo, nonostante utili deludenti per IBM, sulla scia della convinzione più radicata che la ripresa non sia messa in dubbio dalla debolezza europea. Negative invece le chiusure europee, nonostante il rimbalzo di ordini e fatturato in Italia e la probabile apertura ieri del programma di acquisti della BCE (vedi sotto).

Questa mattina la pubblicazione di molti dati cinesi dà indicazioni miste: il PIL rallenta a 7,3% a/a nel 3° trimestre (ma supera il consenso a 7,2% a/a), da 7,5% a/a; a settembre, la produzione industriale accelera a 8% a/a da 6,9% a/a (consenso: + 7,5% a/a); investimenti e vendite al dettaglio frenano più delle attese Nell’insieme, le informazioni congiunturali cinesi, pur confermando il rallentamento della crescita, non danno segnali tali da indurre una reazione espansiva da parte delle autorità. Dopo una risposta inizialmente negativa sui mercati asiatici, si registra una modesta ripresa degli indici azionari.

Sui mercati obbligazionari, la settimana si è aperta con una seduta ancora negativa per i periferici dell’area euro. I Btp registrano rialzi in termini di rendimento non trascurabili, mentre i Bund segnano un andamento opposto. Lo spread si trova così in area 174pb, dopo una chiusura venerdì a 163pb e dopo aver superato nella giornata di giovedì i 200pb, ai massimi dallo scorso febbraio.

Sul mercato primario italiano, ieri è partito il collocamento del nuovo Btp Italia. Alla chiusura della prima giornata di emissione il valore degli ordini aveva superato i 2,6 miliardi di euro, secondo quanto riportato sulla stampa.

 Area Euro

BCE. Secondo indicazioni di stampa la BCE ha dato avvio al programma CBPP3 con l’acquisto di covered bonds a breve termine francesi e spagnoli. Lo scorso 17 ottobre la BCE ha comunicato che i dettagli sugli acquisti di covered bonds verranno diffusi settimanalmente. Il successo del programma dipende da quanto la BCE sarà aggressiva sui prezzi e sulle quantità in particolare in questa fase iniziale. Quanto riusciranno ad acquistare dipende anche dalle condizioni del primario.

Italia. Sia il fatturato (+0,4% da -1,1% m/m) che gli ordini all’industria (+1,5% da -1,5% m/m) hanno fatto segnare un rimbalzo ad agosto dopo il calo di luglio. Il recupero è più marcato di quello segnato nello stesso mese dalla produzione (+0,3% m/m). A salvare l’industria è ancora il mercato estero (+3% m/m sul fatturato, +2,5% m/m sugli ordini). In ogni caso, il rimbalzo non è tale da impedire una caduta della tendenza annua sia delle vendite (-2,3% da -1,3% a/a di luglio) che delle commesse (-3,2% da -0,7%). I dati sul fatturato mostrano che la ripresa ha riguardato i beni strumentali (+2,5% m/m), i beni di consumo durevoli (+1,3% m/m) e l’energia (+1.4% m/m), mentre gli altri macro-comparti hanno continuato a contrarsi (in particolare i beni di consumo non durevoli: -1,4% m/m). Lo spaccato per settore conferma la crisi strutturale che attanaglia i settori metallurgico e della raffinazione, oltre che l’alimentare e il legno e stampa. Peggiora anche vistosamente la meccanica (fatturato -6,2%, ordini -9,5% a/a). Viceversa, evidenziano una variazione positiva sia del fatturato che degli ordini i mezzi di trasporto (fatturato +23,6%, ordini +8,8%), il farmaceutico e le apparecchiature elettriche (in deciso recupero rispetto ai mesi scorsi). In sintesi, il dato mostra che la ripresa dell’export (+1,1% m/m ad agosto) sta tornando a spingere l’industria dopo la frenata della prima metà dell’anno. Tuttavia, al di là della volatilità su base mensile, la tendenza della congiuntura nell’industria non giustifica certo slanci di ottimismo.

Stati Uniti

E. Rosengren (Boston Fed) ha ribadito che la Fed non deve reagire in modo eccessivo all’aumento di volatilità che “di per sé non è una cosa negativa, dato che riflette solo che c’è molta incertezza sul mercato”. Rosengren non ritiene che ci siano state vere soprese recenti né sul fronte dell’economia reale né su quello dell’inflazione. Sulla base dei commenti più recenti e dell’andamento dei mercati, sembra probabile che il FOMC a fine ottobre sancisca la fine di QE3.

 

Fonte: BONDWorld.it

 

 


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