Flash: Bernanke si è mantenuto fedele al copione del Monetary Policy Report

Da seguire: Area euro: – Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è aumentato a luglio a 98 da 96 di giugno (rivisto da 95), contro attese di consenso per un calo a 94. Hanno pesato negativamente i giudizi, ancora ….


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negativi (a -9 da -7), sulla produzione attesa nei prossimi tre mesi. Segnali più incoraggianti sono venuti dalla produzione corrente (a -2 da -4).

– Il PMI composito per l’area euro è visto in leggero calo a 55,7 a luglio da un precedente 56. La diminuzione sarebbe dovuta a un arretramento sia nel settore dei servizi (a 55,1 da 55,5) che nel manifatturiero (a 55,4 da 55,6). La flessione potrebbe essere più accentuata nel comparto dei servizi, più suscettibili alla debolezza della domanda interna. Viceversa il calo sarebbe modesto nel manifatturiero, maggiormente trainato dal rimbalzo della domanda mondiale. L’indice resterebbe comunque su livelli superiori alla sua media di lungo termine (53,4) e in territorio ampiamente espansivo.

Stati Uniti

– Le vendite di case esistenti a giugno sono previste in calo a 5,2 milioni di unità ann. (-8,1% m/m), dopo un calo di -2,1% m/m a maggio. I contratti di compravendita (“pending home sales”) a maggio sono crollati del 30% m/m, dopo 3 mesi consecutivi di forti aumenti. Il calo previsto per le vendite di case esistenti porterebbe il livello di giugno sotto quello di marzo (5,36 milioni), ma manterrebbe le vendite su un trend verso l’alto rispetto ai minimi della serie (minimo a 4,53 milioni a novembre 2008) e rispetto ai livelli pre-incentivi (4,89 milioni a giugno 2009).

Ieri sui mercati

I mercati azionari americani hanno corretto dopo due giorni di rialzi, con cali diffusi a tutti gli indici, compresi fra -1 e -1,5%, spinti anche dalla delusione delle aspettative di indicazioni espansive da parte di Bernanke; cali più modesti si sono registrati su tutte le borse asiatiche. In Europa invece i mercati hanno recuperato una parte delle correzioni dei giorni precedenti. I mercati obbligazionari americani dopo l’audizione di Bernanke in Senato hanno registrato un calo di 7pb sul 10 anni, chiudendo a 2,87%; il 2 anni ha segnato un calo di 2pb a 0,55%. In Europa, l’euro ha confermato la correzione dal picco di 1,30 del 20 luglio, riportandosi poco sopra 1,27; i rendimenti sono stati poco variati su tutte le scadenze. Le aste europee non hanno avuto risultati favorevoli, con domanda per il 30 anni tedesco inferiore ai 4 miliardi di euro offerti, e i T-bills portoghesi a 1 anno offerti per 1,2 miliardi di euro a un tasso più che raddoppiato rispetto all’asta precedente. I mercati europei restano in attesa dei risultati degli stress test sulle banche che verranno pubblicati domani.

Stati Uniti

Il Monetary Policy Report non contiene novità rilevanti rispetto a quanto emerso dai verbali della riunione di giugno. Le indicazioni generali di strategia monetaria continuano a considerare lo scenario centrale di crescita moderata segnalando che la Fed avrà gli strumenti per ritirare lo stimolo monetario quando appropriato. Non si danno, nel testo, indicazioni relative a una possibile nuova fase di espansione con misure di politica monetaria non convenzionale.

Nell’audizione di fronte alla Commissione Bancaria del Senato, Bernanke si è mantenuto fedele al copione del Monetary Policy Report, sottolineando uno scenario centrale di crescita moderata, se pure “un po’ più debole” di quanto previsto qualche mese fa e circondato da un grado “inusuale” di incertezza. Il testo dell’interevento di Bernanke ha indicato esplicitamente che la Banca centrale resterà “flessibile” di fronte agli sviluppi macroeconomici e finanziari, restando pronta ad agire per “sostenere il ritorno al pieno utilizzo del potenziale produttivo in un contesto di stabilità dei prezzi”. Detto ciò, Bernanke ha dedicato più tempo a descrivere la strategia e gli strumenti per l’uscita della politica monetaria dall’attuale fase super-espansiva che a elencare le misure per un eventuale rientro verso nuove politiche non convenzionali. In questo quadro di incertezza la Fed non è pronta a svoltare in nessuna direzione, né per aumentare né per ritirare stimolo monetario. La parola d’ordine è flessibilità e cauta attesa. La stance attuale durerà ancora a lungo.
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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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