Minibond. Il mercato si consolida e raddoppia in tre mesi

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Particolare interesse arriva dalle pmi del lombardo-veneto…


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Epic Sim – la società di intermediazione che mira ad agevolare l’incontro diretto tra la domanda di credito delle PMI italiane e l’offerta di capitali di investitori istituzionali italiani e stranieri – presenta la seconda edizione di Epic MinibondTrends, un osservatorio trimestrale che vuole dare un quadro d’insieme sull’evoluzione del mercato delle emissioni obbligazionarie delle società non quotate.

Rispetto a tre mesi fa il mercato dei minibond è quasi raddoppiato di valore, passando da 331 a 650 milioni di Euro, grazie in particolare a un terzo trimestre del 2014 che ha visto una vera e propria esplosione del numero delle emissioni (25) e del loro valore (ben 362 milioni di Euro).

Tra i trend che emergono con maggior forza due meritano particolare attenzione, il primo di natura economica, il secondo più squisitamente finanziario:

–          la forte concentrazione territoriale, soprattutto sull’asse Milano – Venezia. In termini di valore, i minibond emessi da pmi con sede nella zona di Milano e in Veneto valgono complessivamente 307 milioni di Euro, cioè il 47% dell’ammontare complessivo del mercato dei minibond. Questa percentuale sale al 67% se si aggiungono le emissioni di società presenti in Emilia Romagna e Toscana;

–          la stabilizzazione dei rendimenti. Rispetto al recente passato sembra che certi eccessi nella definizione del valore della cedola siano definitivamente alle spalle. La forchetta di rendimento di tutte le emissioni dall’11 luglio a oggi oscilla tra il 4 e il 7%. In precedenza, si erano invece, registrate emissioni che offrivano rendimenti assai superiori, anche di 300 punti base.

Si confermano, inoltre, due tendenze già messe in evidenza nel primo Osservatorio:

–          l’esistenza di un rapporto diretto tra il rendimento offerto e la leva finanziaria dell’emittente, che vede le società con leva inferiore a 4 pagare cedole con spread inferiori ai 500 punti base, mentre quelle con una leva maggiore arrivano a pagare cedole con spread anche superiori ai 700 punti base;

–          l’esistenza di un collegamento tra i tassi dei minibond emessi e l’appartenenza dell’emittente a un dato settore: le utilities offrono infatti un tasso più basso.

Nel giro di qualche mese, grazie a un’imponente crescita dimensionale, l’ExtraMOT Pro si è strutturato come un vero e proprio mercato, dove l’incontro di domanda e offerta avviene secondo regole sempre più chiare. “Tre mesi fa – afferma Andrea Crovetto, co-fondatore e AD di Epic SIM – pensavamo che sarebbero stati necessari almeno un paio di anni ancora perché si potesse creare un mercato sufficientemente trasparente e popolato da poter individuare una curva dei rendimenti coerente. Se questo ritmo di crescita verrà mantenuto anche in futuro, però, il mercato dei minibond diventerà maturo in tempi decisamente più brevi”.

Con il passare dei mesi Epic si prefigge di ampliare analisi e contenuti della sua indagine trimestrale, per offrire uno spaccato del mercato a tutti i soggetti che, a vario titolo, sono interessati a contribuire allo sviluppo di canali di finanziamento per le PMI complementari al credito bancario.

Fonte: BONDWorld.it


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