Flash: Inflazione. I prezzi al consumo nella zona euro dovrebbero essere confermati invariati sul mese

Da seguire: Area Euro: La seconda stima ha confermato un calo dei prezzi al consumo in Germania di -0,3% m/m a ottobre. L’inflazione è stabile a 0,8% a/a sulla misura nazionale, ma in calo di un decimo sulla misura…

 


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  • armonizzata. In Francia la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta stabile sul mese più forte delle stime di consenso ma in linea con le nostre previsioni. L’inflazione è risalita di un decimo a 0,5% sia sulla misura nazionale che sull’armonizzato. In Spagna la seconda stima dovrebbe confermare un recupero di un decimo dell’inflazione headline a -0,1% sulla misura nazionale e a -0,2% a/a sull’armonizzato. L’inflazione core è stabile a -0,1%.
  • Più tardi in mattinata la seconda stima per i prezzi Italia dovrebbe confermare la lettura preliminare a +0,1% a/a secondo l’indice NIC e a +0,2% a/a in base alla misura armonizzata UE. Nel mese i prezzi sono saliti di un decimo sull’indice nazionale e di tre decimi sull’armonizzato. L’aumento è interamente dovuto ai rincari di elettricità e gas, mentre le altre componenti mostrano una tendenza di fondo molto vicina o appena superiore allo zero.
  • Inflazione. I prezzi al consumo nella zona euro dovrebbero essere confermati invariati sul mese e l’inflazione in recupero a 0,4% da un precedente 0,3%. L’inflazione core, al netto di energia, alimentari e tabacchi, è vista a 0,7% in calo di un decimo rispetto a settembre come da lettura preliminare.

Ieri sui mercati

Sulla performance dei mercati azionari in Europa hanno pesato le sanzioni inflitte dalle authority USA, Gran Bretagna e Svizzera ai big del credito per 4,3 mld di euro per le manipolazioni sul cambio. Le borse sono attese in rialzo dopo la forte sessione in Giappone di questa notte favorita da dati su ordini di macchinari e produzione industriale di settembre più forti delle attese. Delude altresì l’andamento della produzione industriale in Cina (+7,7% a/a verso attese di +8,0% a/a) a ottobre. Gli spread dei periferici hanno allargato ieri fino 155 (Italia) e Spagna (129) ma hanno aperto in calo questa mattina. L’EUR scambia a 1,2453 in lieve rialzo rispetto alla chiusura di ieri. Petrolio ancora in calo a 80,2 $ a barile su preoccupazioni che l’OPEC non intende ridurre ulteriormente la produzione.

Area Euro. La produzione industriale è cresciuta di 0,6% m/m a settembre recuperando solo parte del calo di agosto (-1,4% m/m). Sull’anno, la produzione cala di 0,1% a/a dopo il -19,7% di agosto. La dinamica di agosto e settembre lascia la produzione area euro sei decimi al di sotto del livello di giugno e suggerisce pertanto rischi verso il basso alla nostra previsione di crescita del PIL area euro di 0,0%-0,1% m/m in estate. Lo spaccato settoriale evidenzia un contributo positivo della componente energia (+0,3% m/m) ed un parziale recupero dei beni capitali (+2,9% m/m, dopo -4,5% m/m), ma ancora un calo dei beni di consumo durevoli (-2,6% m/m, dopo -0,5% m/m).

BCE. Nell’intervento in memoria del suo mentore Federico Caffè, il Presidente della BCE ha ribadito che una politica monetaria ed una politica fiscale più flessibili, entro i limiti previsti dal Fiscal compact, non sono sufficienti a garantire una ripresa economica, ma che le riforme strutturali rimangono fondamentali. Draghi ha spiegato che l’efficacia di molte delle misure introdotte dalla BCE tra giugno e settembre dipendono ancora dall’azione delle banche che nell’Eurozona intermediano circa l’80% del credito. Lo stato di salute delle banche è fondamentale perché queste riescano a trasferire condizioni di finanziamento estremamente favorevoli alla clientela finale. A riguardo Draghi ha sottolineato che l’unione bancaria è il più grande passo fatto dalla crisi del 2012 per migliorare la governance nella zona euro. La frase conclusiva dell’intervento di Draghi, tra le righe, ribadisce l’importanza di una politica sovranazionale indicando che “la condivisione della sovranità nazionale è condizione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro comune viaggio europeo”. Draghi ha riaffermato l’impegno della BCE a fare di più in caso di necessità  Ma è arrivata pronta la contro risposta di Weidman che ha specificato che l’attesa di espansione del bilancio BCE non necessariamente implica azioni ulteriori per sottolineare ancora una volta la divisione interna al Consiglio.

BCE. L’indagine sulle condizioni di accesso al credito per le imprese di piccole e medie dimensioni mostra che nel periodo tra aprile e settembre di quest’anno l’accesso al credito rimane un problema in Grecia, mentre l’accesso a fonti di finanziamento appare essere un problema meno pressante in Spagna, Francia, Italia e Portogallo (il giudizio è vicino a 5 in una scala da 1 a 10). In Belgio, Germania, Olanda, Austria e Finlandia il punteggio rimane vicino a 4.

Stati Uniti

Plosser (Philadelphia Fed) ha detto che la Fed dovrebbe alzare i tassi “prima piuttosto che dopo” per evitare che poi l’inflazione acceleri e richieda interventi più aggressivi in seguito. Secondo Plosser sarebbe rischioso aspettare ad alzare i tassi fino a quando non saranno raggiunti gli obiettivi della Fed. Le previsioni del Presidente della Philadelphia Fed per il 2015 sono positive, con una crescita attesa intorno al 3% e un’inflazione in graduale rialzo verso il 2%, dopo una probabile ulteriore correzione nel brevissimo termine.  Kocherlakota ha espresso preoccupazioni per il recente andamento dell’inflazione negli Stati Uniti. Kocherlakota ha specificato che si aspetta tassi tra il 3% e il 4% nel lungo termine e che un rialzo dei tassi già il prossimo anno sarebbe un errore.

Fonte: BONDWorld.it


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