Da seguire: Area Euro: Francia. Meglio delle attese la crescita del PIL, data a +0,3% t/t e 0,4% a/a nel 3° trimestre 2014 nella stima preliminare appena diffusa da Insee. L’indicatore ciclico della Banca di Francia era coerente con un incremento di 0,2% t/t,…
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mentre l’Insee stesso aveva previsto una crescita di 0,1% t/t in media nel 2° semestre. Contributi positivi sono arrivati come previsto dai consumi e in generale dalla domanda finale interna (+0,2), nonché dall’aumento delle scorte (+0,3) e dall’export (+0,1), ma il balzo delle importazioni (connesso alla crescita dei magazzini) ha fatto sì le esportazioni nette togliessero lo 0,2%. Negativo, come si attendeva, l’andamento degli investimenti fissi lordi (-0.8% t/t in totale).
Germania. La stima preliminare ha mostrato una crescita del PIL di 0,1% t/t dopo il -0,1% t/t (rivisto al rialzo) dei mesi primaverili. Su base annua la crescita è accelerata a 1,2% a/a da un precedente 1,0% (rivisto al rialzo). L’incremento del PIL è stato trainato dai consumi e, secondariamente, dalle esportazioni nette.
Italia. È attesa un’altra marginale flessione del PIL nei mesi estivi, stimiamo di -0,3% t/t. Il maggior contributo al calo dell’attività economica potrebbe venire ancora una volta dagli investimenti, mentre potrebbe proseguire la, sia pur modestissima, ripresa dei consumi. Ci aspettiamo debolezza per entrambi i flussi commerciali, ma più marcata per l’import che per l’export. Su base annua, la contrazione dell’attività economica si accentuerebbe a -0,5% da -0,3% precedente.
Area euro. Sulla base dei dati nazionali, il PIL area euro potrebbe crescere di appena 0,1% t/t nel 3° trimestre, dopo la stagnazione dei tre mesi precedenti. Visto l’andamento delle indagini congiunturali, difficilmente ci si può attendere un’apprezzabile accelerazione per il trimestre in corso.
Inflazione. I prezzi al consumo nella zona euro dovrebbero essere confermati invariati sul mese e l’inflazione in recupero a 0,4% da un precedente 0,3%. L’inflazione core, al netto di energia, alimentari e tabacchi, è vista a 0,7% in calo di un decimo rispetto a settembre come da lettura preliminare.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in aumento di 0,3% m/m: al netto delle auto la variazione prevista è di 0,2% m/m. Le vendite di auto di ottobre sono state poco variate, sempre su livelli elevati, al di sopra di 16,3 mln di unità ann., ma nel mese ci dovrebbe essere anche una spinta dal lato dei prezzi. Sulle vendite di ottobre ci sarà un effetto negativo derivante dal calo del prezzo della benzina, stimato a -4,5% m/m. Tuttavia le altre componenti dovrebbero recuperare dopo la debolezza sorprendente registrata a settembre, quando oltre al calo delle auto (dopo un balzo straordinario ad agosto) e della benzina, si erano viste correzioni diffuse ad abbigliamento e arredamento, e stagnazione in altri comparti. A settembre c’era stata anche la distorsione indotta dall’uscita dell’I-Phone 6 (elettronica: +3,4% m/m). I fondamentali dei consumi restano più che solidi e prevediamo che nel 4° trimestre si registri un rimbalzo dalla crescita moderata del 3° trimestre (1,8% t/t ann.) e una dinamica molto modesta delle vendite a ottobre dovrebbe essere più che altro dovuta a un effetto prezzo.
I prezzi all’import a ottobre sono attesi in calo di -1,8% m/m, sulla scia di prezzi energetici ancora in contrazione e di apprezzamento del dollaro. Gran parte della correzione dovrebbe essere legata al calo del prezzo del petrolio (il quarto consecutivo), ma la previsione di un dato negativo, anche per la componente al netto del petrolio, dovrebbe confermare il ruolo del cambio come freno alla dinamica dei prezzi.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan (prel.) a novembre è attesa in rialzo a 87,1 da 86,9 di ottobre. Il calo del prezzo della benzina, la buona intonazione dei mercati, il costante miglioramento del mercato del lavoro dovrebbero continuare a sostenere la fiducia e i consumi nei prossimi mesi.
Ieri sui mercati
Si accentua il calo delle quotazioni petrolifere: il Brent Crude (prima scadenze del contratto future) è sceso sotto $78.
Interamente collocati i 6 miliardi di titoli a medio e lungo termine offerti dal Tesoro italiano. Contenuto rialzo dei rendimenti sui BTP a 3 e 7 anni (rispettivamente +7pb a 0,77% e +3pb a 1,74%), lieve ribasso per il BTP a 15 anni. Sul mercato secondario, marginale rialzo dei rendimenti su tutte le scadenze, a fronte di ribassi altrettanto marginali sui mercati core.
Forte volatilità sui mercati azionari, che in Europa hanno chiuso in modesto rialzo.
Sui mercati valutari, il dollaro rimane vicino ai massimi come cambio effettivo, nonostante il lieve cedimento rispetto ad euro registrato ieri. Arretrano infatti la sterlina, il dollaro canadese, lo yen e diverse divise emergenti. Il rublo è tornato ad arretrare dopo qualche giorno di respiro seguito all’abbandono degli obiettivi di cambio, superando già ieri i precedenti minimi contro dollaro. Per l’euro, il cambio effettivo è in ripresa (+1,4%) dai minimi di inizio ottobre.
Area Euro
Coeuré ha indicato che la politica monetaria rimarrà accomodante ancora a lungo e sicuramente più a lungo che negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Coeuré ha anche ripreso quanto indicato nell’editoriale del bollettino mensile BCE: le stime di crescita BCE per il 2014–16 (0,9%, 1,6% e 1,9%) saranno riviste verso il basso. Nessun indizio, invece, riguardo alla possibile revisione delle stime di inflazione per il 2014–16. Coeuré ha anche sottolineato che la BCE ha deciso sui parametri per gli acquisti di ABS, ma non ha offerto dettagli. Ha aggiunto inoltre che la BCE, ad oggi, ha acquistato circa 11 miliardi di euro di covered bond: secondo i dati ufficiali, alla fine della scorsa settimana gli acquisti cumulati avevano raggiunto 7,4 miliardi, dunque la BCE ha acquistato quasi 4 mld nei primi giorni della settimana, in decisa accelerazione rispetto al ritmo tenuto nelle prime ottave del programma.
L’indagine dei previsori ufficiali SPF condotta dalla BCE tra il 16 e il 23 ottobre 2014 mostra una revisione delle stime di inflazione di 0,1-0,2 a 0,5%, 1,0% e 1,4% su livelli solo marginalmente inferiori a quelli indicati dallo staff a settembre scorso. La crescita è vista a 0,8%, 1,2% e 1,5%, più debole delle stime BCE di settembre. Queste stime di crescita e inflazione risultano più ottimistiche delle nostre previsioni più recenti per il 2014–16 (crescita: 0,7%, 1,0% e 1,4% e inflazione: 0,5%, 0,9% e 1,4%). La BCE sottolinea che la previsione di graduale ripresa del ciclo è confermata, anche se più debole rispetto alla primavera.
Italia. La seconda stima ha confermato la prima lettura dei dati sui prezzi al consumo di ottobre, a +0,1% sia m/m che a/a sul NIC, +0,3% m/m, +0,2% a/a secondo la misura armonizzata. Si conferma dunque il ritorno in positivo dell’inflazione dopo due mesi in territorio negativo. L’aumento dei prezzi nel mese è interamente dovuto ai rincari di elettricità e gas, mentre le altre componenti mostrano una tendenza di fondo molto vicina o appena superiore allo zero. In prospettiva, riteniamo che il rimbalzo di ottobre non rappresenti un’inversione di tendenza per l’inflazione, che vediamo stazionare intorno allo zero ancora per diversi mesi (probabilmente fino alla prossima primavera).
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’8 novembre risalgono a 290 mila, da 278 mila della settimana precedente. Secondo il Labor Department non c’erano fattori speciali nella settimana considerata. I sussidi sono rimati sotto 300 mila ininterrottamente da metà settembre in poi, e sono in linea con il proseguimento di una crescita occupazionale superiore a 200 mila unità al mese.
I dati sui flussi di lavoro (Job Openings and Labor Turnover) continuano a dare indicazioni positive sul mercato del lavoro, con livelli elevati per posizioni aperte, assunzioni e dimissioni volontarie: i segnali di settembre indicano una maggior velocità di aggiustamento.
Dudley (NY Fed) ha detto che ritiene “ragionevoli” le aspettative di svolta sui tassi a metà 2015, anche se sono condizionate all’evoluzione dello scenario economico. Dudley ha sottolineato che il sentiero dei tassi dopo il primo rialzo sarà determinato dagli sviluppi congiunturali e in parte anche dalle reazioni dei mercati finanziari alla svolta restrittiva della Fed. Secondo Dudley, può essere benefico che la Fed lasci correre l’economia a ritmi “un po’ caldi”, ma ci sono rischi che la svolta sui tassi dia luogo a turbolenza sui mercati.
Fonte: BONDWorld.it
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