Economia reale: negli States, dalle minute della Fed, emergono un focus particolare sulle aspettative di inflazione (all’1,7% a/a ad ottobre) e preoccupazione sulla solidità della ripresa domestica,…..
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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena
con l’orientamento sulla tempistica dell’exit strategy invariato. A novembre, accelerano la manifattura di NY (a 10,16 p) e la fiducia commerciale della Fed di Filadelfia (a 40,8 p.), mentre la produzione (-0,1% m/m ad ottobre) e il Pmi manifatturiero (a 54,7 p. a novembre) registrano flessioni; salgono i permessi edilizi concessi ad ottobre (+4,8% m/m), ma calano a 1,009 Mln (-2,8% m/m) le nuove costruzioni abitative. In Area Euro, Draghi, ritiene improbabile un accelerazione imminente della crescita e la Bce potrebbe “ricalibrare le dimensioni, il ritmo e la composizione degli acquisti” di asset, con un sovereign QE che sembra possibile. A novembre, migliora l’indice Zew sulle aspettative future degli investitori, balzando a 11 p., ma scendono il Pmi manifatturiero e la fiducia dei consumatori, attestandosi rispettivamente a 50,4 p. e -11,6 p. (preliminari); inoltre a settembre la produzione edile dell’Eurozona si contrae dell’1,7% a/a. In Germania, l’indice Zew torna positivo, a 11,5 p. a novembre, mentre, nello stesso mese il Pmi manifatturiero registra una flessione inattesa, scendendo fino alla soglia dei 50 punti. In Italia, a settembre, il fatturato e gli ordini cedono il 2,2% a/a e lo 0,4% a/a e il surplus commerciale scende a €2,014 Mld (anche se l’avanzo vs i paesi UE è aumentato).
Tassi di interesse: tassi statunitensi lievemente in calo, con il tasso decennale rimasto oltre il 2,3%. In Zona Euro, il decennale tedesco scende allo 0,77%; in area periferica, nuovo minimo storico per il decennale italiano, intorno il 2,21%, con lo spread Btp-Bund sceso intorno a 144pb. Venerdì scorso, l’Euribor a 3M è risalito allo 0,081% (dai minimi storici della scorsa settimana).
Valute: euro in deprezzamento vs dollaro, con il cambio sceso poco sotto la soglia dell’1,24 in seguito all’apertura di Draghi al sovereign QE. La valuta peggiore è stata lo yen che si è deprezzata vs tutte le principali controparti sulla scia delle nuove elezioni politiche giapponesi indette per dicembre. Positivi rublo, rand e real.
Materie prime: settimana mista per le materie prime, con i preziosi in forte ripresa guidate dal rialzo dell’oro. Miste le agricole, con il caffè peggiore commodity della settimana, mentre rimbalzano le energetiche. Andamento misto per gli industriali che hanno beneficiato venerdì del taglio dei tassi di riferimento in Cina.
Borse: settimana positiva per le borse mondiali, con l’indice S&P500 che ha registrato nuovi massimi storici. Chiude in calo il Nikkei 225.
Tutti positivi i settori dell’indice Stoxx 600.
Fonte. BondWorld.it
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