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Il Punto: Fed in stand-by: Il Congresso sblocca l’estensione dei sussidi fino a fine novembre

– Il Monetary Policy Report non contiene novità rilevanti rispetto a quanto emerso dai verbali della riunione di giugno. Le indicazioni generali di strategia monetaria continuano a considerare lo scenario centrale di crescita moderata segnalando che la Fed avrà gli strumenti per ritirare lo stimolo monetario quando appropriato. Non si danno, nel…


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testo, indicazioni relative a una possibile nuova fase di espansione con misure di politica monetaria non convenzionale. Nell’audizione di fronte alla Commissione Bancaria del Senato, Bernanke si è mantenuto fedele al copione del Monetary Policy Report, sottolineando uno scenario centrale di crescita moderata, se pure “un po’ più debole” di quanto previsto qualche mese fa e circondato da un grado “inusuale” di incertezza. Il testo dell’interevento di Bernanke ha indicato esplicitamente che la Banca centrale resterà flessibile di fronte agli sviluppi macroeconomici e finanziari, restando pronta ad agire per “sostenere il ritorno al pieno utilizzo del potenziale produttivo del paese in un contesto di stabilità dei prezzi”. Detto ciò, Bernanke ha dedicato più tempo a descrivere la strategia e gli strumenti per l’uscita della
politica monetaria dall’attuale fase super-espansiva che a elencare le misure per un eventuale rientro verso nuove politiche non convenzionali.

– Per quanto riguarda l’exit strategy, che resta parte dello scenario centrale della Fed, Bernanke ha detto che il primo passo dovrebbe essere un rialzo del tasso pagato sulle riserve delle banche. Per rendere più efficace il controllo dei tassi di mercato monetario, la Fed ridurrà anche pare delle riserve in eccesso, che superano da tempo 1 trilione di dollari. Il drenaggio delle riserve è già soggetto a test operativi, con operazioni di drenaggio e di offerta di depositi a termine. Con la normalizzazione del ciclo verrà poi anche la normalizzazione del bilancio della Banca centrale. Per ora, la Fed sta lasciando scadere i titoli delle agenzie e MBS senza reinvestire i proventi, mentre per quanto riguarda i Treasuries i titoli in scadenza vengono sostituiti con titoli di durata analoga. In futuro la Fed potrebbe, secondo Bernanke, reinvestire la liquidità generata dai Treasuries in scadenza con titoli più corti, ma per ora non ci sono pareri definitivi al riguardo. Per quanto riguarda invece le misure che potrebbero essere adottate in caso di necessità di ulteriore stimolo monetario, le possibilità sono limitate: la Fed potrebbe modificare le indicazioni verbali riguardo al sentiero dei tassi in modo ancora più espansivo, ridurre il tasso pagato sulle riserve o infine aumentare ancora l’attivo di bilancio.

Tuttavia, si sottolinea, come emerso anche dai verbali, che al momento non sono state prese in considerazione misure espansive e la Fed non può dire “quali sono le opzioni preferibili”, visto che tutte le alternative hanno costi da valutare. Bernanke ha detto che “se la ripresa sembrerà incagliarsi”, la Fed dovrà “almeno riconsiderare le opzioni” disponibili.

– In conclusione, in questo quadro di incertezza la Fed non è pronta a svoltare in nessuna direzione, né per aumentare né per ritirare stimolo monetario. La parola d’ordine è flessibilità e cauta attesa. La stance attuale durerà ancora a lungo.

– Sul fronte della politica fiscale, il Senato ha finalmente superato l’impasse in essere da marzo sull’estensione dei sussidi di disoccupazione. Con la nomina del senatore democratico per il seggio di Byrd, mancato a giugno, i democratici hanno recuperato i 60 voti necessari per aprire la procedura di “cloture” in grado di bloccare l’ostruzionismo repubblicano. I 60 voti che hanno permesso la fine dell’ostruzionismo sono 58 democratici (un voto democratico contrario) e 2 repubblicani. La legge che viene approvata è una versione ridotta del disegno di legge HR 4213, che include solo l’estensione a 99 settimane dei sussidi fino a fine novembre, per un costo sul budget federale di 34 miliardi di dollari. Dalla legge sono state tolte le misure relative ad altri interventi (estensione del pagamento federale di 25 dollari alla settimana ai percettori di sussidi e del supporto per l’assistenza sanitaria, oltre che degli incentivi agli acquisti di case). La legge è retroattiva e permette il pagamento dei sussidi anche per le settimane in cui erano scaduti (a partire da inizio giugno per una parte di percettori). Questo dovrebbe sostenere redditi e consumi da agosto in poi.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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