Flash: Stress test nel Vecchio Continente: su 91 banche solo 7 non hanno superato i test

Da seguire: Stati Uniti: – Le vendite di nuove case a giugno sono previste in aumento a 330 mila, da 300 mila di maggio. A maggio le vendite erano crollate da 446 mila a 300 mila, il minimo storico per la serie (che esiste dal 1963). ….


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La previsione è che le vendite si riportino vicino ai minimi precedenti (339 mila a gennaio 2009), recuperando una parte del calo di maggio e riportandosi su un modesto trend verso l’alto.

I market mover della settimana

Nell’area euro l’indagine ISAE e l’indice di fiducia elaborato dalla Commissione Europea chiudono la tornata di indagini di fiducia relative al mese di luglio, che hanno dato segnali piuttosto incoraggianti. I dati sul mercato del lavoro dovrebbero mostrare ancora un tasso di disoccupazione stabile in Germania e un aumento invece in Italia e nell’area euro in generale. I dati sull’inflazione in Germania, Italia ed Eurozona dovrebbero mostrare un lieve aumento, senza particolari pressioni dalla componente core. Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe rimanere in terreno negativo, a causa in una prosecuzione del calo nei prestiti alle imprese.

Negli Stati Uniti, i dati sugli ordini di beni durevoli di giugno dovrebbero essere in aumento dopo il calo di maggio e mantenere il trend positivo. Le vendite di case nuove dovrebbero vedere un aumento a giugno dopo il crollo di maggio. La prima stima della crescita del 2° trimestre dovrebbe mostrare una dinamica circa in linea con quella del 1° trimestre. Il Beige Book dovrebbe dare un quadro di espansione moderata.

Venerdì sui mercati

Wall Street ha chiuso in positivo venerdì, e il movimento è proseguito stamane sulle Borse asiatiche ed europee, dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test nel Vecchio Continente (su 91 banche solo 7 non hanno superato i test e avranno bisogno di aumentare il capitale di 3,5 miliardi di euro in tutto). Impatto piuttosto limitato sui mercati obbligazionari e sui cambi.

Area Euro

Francia. La spesa per consumi è scesa a sorpresa a -1,4% m/m a giugno, da un precedente +0,6% m/m. Sull’anno i consumi sono scesi drasticamente a -1,9% a/a (dopo il +1,9% a/a di maggio). Soltanto tra l’ottobre 2008 e il febbraio 2009 si sono verificate delle riduzioni annue più forti. Sul mese, i consumi sono calati in quasi tutti i comparti, ad eccezione del settore auto, dove le vendite restano stabili a giugno dopo i cali dei mesi precedenti. La spesa per consumi è scesa nel trimestre primaverile di -0,9% t/t. Il dato segnala qualche rischio verso il basso sulla nostra previsione di crescita del PIL francese di 0,3% t/t.

Italia. A luglio, la fiducia dei consumatori è cresciuta a sorpresa a 105,6 (da un precedente 104,5). A determinare il miglioramento è stato un maggior ottimismo, sia nella valutazione della condizione corrente (a 114,9 da 114,2) che nelle aspettative sul futuro (96,4 da 94,6). Gli intervistati hanno espresso maggior ottimismo sul clima economico generale (a 79,7 da 76,8) che sulla condizione personale (che comunque sale a 119,3 da 119,1). Il dato interrompe, seppur forse solo temporaneamente, la discesa nella fiducia dei consumatori avviatasi da inizio 2010.

Germania. L’IFO è salito significativamente e in maniera inattesa a luglio, a 106,2 da un precedente 101,8. Si tratta del livello più alto degli ultimi tre anni e di un valore decisamente superiore alla media storica. E’ migliorata sia la valutazione sulla condizione corrente (a 106,8 da 101,1) che l’indice delle aspettative (a 105,5, massimo dall’ottobre 1994). Gli aumenti più significativi sono stati nel commercio all’ingrosso (a 15,6 da 3,6) e al dettaglio (a 3,7 da -9,9), un segnale incoraggiante circa una possibile ripresa dei consumi. In generale, il dato è molto confortante e suggerisce che la crescita tedesca, dopo un possibile picco nel secondo trimestre (che potrebbe sfiorare l’1% t/t), possa rimanere sostenuta anche nel periodo estivo.

Italia. Le vendite al dettaglio sono calate inaspettatamente per il secondo mese consecutivo a maggio (dopo il tentativo di recupero di febbraio-marzo), di -0,3% m/m. Sull’anno le vendite calano di -1,9% a/a da un precedente -0,6% a/a. Nel mese il calo è stato più accentuato nel settore alimentare. Sull’anno, tra i non alimentari gli unici settori in positivo sono “elettrodomestici, radio, tv e registratori” e “supporti magnetici e strumenti musicali” (comunque in rallentamento rispetto al mese precedente). Il dato conferma che è ancora presto per vedere una significativa ripresa dei consumi delle famiglie, penalizzati da un reddito disponibile reale ancora in calo.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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