Germania. La produzione industriale è calata di -0,1% m/m a novembre, contro attese di aumento. Tuttavia, il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo di quattro decimi punto a +0,6% m/m, e ciò limita la sorpresa. L’attività nel comparto manifatturiero ha continuato a crescere (+0,3% m/m) grazie alla spinta dei beni capitali (+0,5%m/m) e di consumo (+0,6%m/m)….
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La produzione di energia è calata di -2,4% m/m dopo il +0,9% m/m di ottobre. Torna, inoltre, a calare la produzione di nelle costruzioni. Il dato di novembre lascia la produzione industriale in rotta per un aumento di 0,4% t/t a dicembre, il che fa sperare in una crescita del Pil tedesco di 0,2% t/t nel quarto trimestre.
Germania. I dati di bilancia commerciale di novembre mostrano un calo inatteso dell’export di 2,1% m/m dopo il calo di 0,5% m/m di ottobre. Le importazioni avanzano di 1,5% m/m dopo il -3,3% m/m di ottobre, Di riflesso il saldo merci chiude a 17,9 miliardi di euro in calo dai 22,1 miliardi del mese precedente. Le indagini congiunturali continuano a segnalare un andamento degli ordini dall’estero piuttosto fiacco a cavallo del nuovo anno.
Francia. La produzione industriale è calata di -0,3% m/m in novembre, dopo il -0,7% di ottobre. Il calo riflette la debolezza della produzione manifatturiera, scesa di –0,6% m/m dopo il -0,1% di ottobre, mentre le utilities (dopo tre mesi di forte calo) sono cresciute di 1,2% m/m. La negatività del dato potrebbe risentire anche dei ponti festivi. La media trimestrale è stabile per il comparto manifatturiero, mentre le condizioni climatiche miti rispetto alla norma stagionale e il conseguente calo della produzione energetica spiegano il -0,5% per la produzione industriale complessiva. Da segnalare che le costruzioni crescono per il secondo mese consecutivo: +1,1% dopo +0,5% m/m in ottobre.
Spagna. La produzione industriale è attesa in crescita di 0,3% m/m dopo il calo del mese precedente di 0,5% m/m. La dinamica annua corretta per gli effetti stagionali dovrebbe comunque frenare a 0,5% a/a da un precedente 1,2% a/a. Le indagini di clima hanno segnalato una tenuta dell’attività in Spagna più che nel resto della zona euro, ma è possibile che si veda un rallentamento a inizio 2015 se il resto della zona euro non dovesse tornare a crescere.
Stati Uniti
L’employment report di dicembre dovrebbe dare altre notizie positive sul mercato del lavoro. La previsione è di crescita degli occupati non agricoli di 285 mila, dopo +321 mila di novembre. Nei mesi finali del 2014 dovrebbe proseguire l’effetto positivo della normalizzazione delle assunzioni dopo diverse stagioni pre-natalizie deludenti negli anni passati. I dati dovrebbero mostrare una dinamica sostenuta in tutti i comparti, alla luce dell’andamento solido delle vendite al dettaglio e della produzione industriale. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 5,7% da 5,8% dei due mesi precedenti. I salari sono previsti in aumento di 0,2% m/m, dopo il dato solido di novembre (+0,4% m/m). Al di là della volatilità legata alla destagionalizzazione che gonfia la dinamica occupazionale nel 4° trimestre, lo scenario per i nuovi occupati nei prossimi trimestri rimane solido, con incrementi attesi intorno a 230-250 mila al mese e un probabile calo del tasso di disoccupazione nel range di equilibrio stimato dalla Fed (5,2-5,5%) entro il 2° trimestre 2015.
Ieri sui mercati
Le aspettative legate alla riunione BCE del 22/1 dominano la scena. Il cambio euro/dollaro è sceso in area 1,17, con minimo infragiornaliero a 1,1753. Il dollaro avanza anche contro yen, che però rimane in area 119, e contro sterlina.
Netto restringimento degli spread contro Bund per il debito di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, con rendimenti in calo.
Chiusura nettamente positiva per gli indici azionari europei ed americani.
Area Euro
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è rimasto invariato per il 2° mese consecutivo a 100,7, livello coerente con una stagnazione dell’economia area euro a fine 2014. Il morale è migliorato in tutti i comparti ma è calato di 0,9 punti nell’industria a -5,2, livello ancora al di sopra della media di lungo termine. Il dettaglio dell’indagine mostra una revisione al ribasso delle attese per i prossimi mesi. Crollano le attese sui prezzi praticati a -4,9 da un precedente -1,6, livello più di una deviazione standard al di sotto della media di lungo periodo. La fiducia è migliorata nei servizi a 5,6 da un precedente +4,9, ma rimane ancora al di sotto della media di lungo periodo. Il morale è migliorato anche nel commercio al dettaglio a -5,3 da -6,0, livello superiore alla media di lungo periodo. La fiducia dei consumatori è confermata in aumento a -10,9 da -11,5, livello superiore alla media di lungo termine, sull’attesa di un miglioramento della condizione finanziaria personale ed economica generale nei prossimi mesi. Nel complesso l’indagine della Commissione Europea conferma il quadro di semi-stagnazione della zona euro a cavallo del nuovo anno.
Le vendite al dettaglio area euro sono salite dello 0,6% m/m a novembre, come il mese precedente (dato rivisto al rialzo di due decimi). La crescita su base annua è poco variata a 1,5%. Nel mese le vendite sono salite dell’1% m/m sia in Germania che in Spagna e dello 0,8% in Francia. Le vendite sono in rotta per una accelerazione a 0,5% da 0,1% t/t nel trimestre finale del 2014. La spesa dei consumatori dovrebbe beneficiare del recupero di potere d’acquisto associato al calo dell’inflazione.
In una lettera di risposta a un europarlamentare, Draghi ha ribadito che le nuove misure di stimolo potrebbero includere acquisti di titoli governativi. Coeuré ha commentato ieri che eventuali perdite associate ad una ristrutturazione del debito greco non potranno ricadere sul bilancio BCE.
I prezzi alla produzione sono calati di tre decimi su base mensile a novembre, come ad ottobre. I prezzi sono scesi anche al netto dell’energia (-0,2% m/m). Il PPI su base annua è calato a -1,6%, ai minimi dallo scorso marzo, da -1,3% precedente. Il dato ha sorpreso verso il basso e aggiunge ulteriori elementi per l’adozione di ulteriori misure non convenzionali di politica monetaria.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 3 gennaio calano a 294 mila da 298 mila della settimana precedente. I dati sono in linea con una solida creazione di nuovi posti di lavoro: manteniamo una previsione di calo del tasso di disoccupazione al di sotto di 5,5% entro metà 2015.
Fonte: BONDWorld.it
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