Area Euro: Italia. La produzione industriale è vista in lieve recupero a novembre (+0,1% m/m), dopo il calo a sorpresa, della stessa entità, di ottobre. La flessione annua si attenuerebbe a -1,9% da -3%…
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precedente. Se confermato il dato lascerebbe l’output nell’industria in rotta per un calo di -0,6% t/t nel 4° trimestre, dopo il -1,1% t/t dei mesi estivi.
Ieri sui mercati
Mercati ancora in fase di avversione al rischio sul timore che il calo del prezzo del greggio possa innescare una spirale deflazionistica, ancora in rialzo i governativi sia negli Stati Uniti che in Europa e in Giappone. La borsa giapponese ha chiuso in negativo, al traino della borsa americana sul calo del prezzo del greggio (Brent sotto i 48$ a barile) e recupero dello Yen. Il future sull’Euro Stoxx 50 sono poco variati dopo il recupero di ieri. Rendimenti governativi ancora in calo sulla percezione che il calo del prezzo del greggio possa innescare una spirale deflazionistica. L’euro tiene in area 1,1843.
Area Euro
BCE. A pochi giorni dall’inizio del periodo di purdha (questo giovedì) continuano ad arrivare indicazioni su di un possibile annuncio di un programma di stimolo quantitativo già il prossimo 22 gennaio. Secondo l’Handelsblatt, Draghi sta ancora lavorando al raggiungimento di un consenso ma in ogni caso vi è una “maggioranza chiara” a favore. Secondo l’Handelsblatt almeno 7 membri su 19 sarebbero contrari ad un QE. Makuch (Banca di Slovacchia) ha indicato che la BCE lancerà un programma di stimolo quantitativo se necessario, ma per il momento “i dettagli sono ancora da finalizzare”. Riguardo la sua posizione, Makuch ha indicato che il sostegno ad un QE non sarà incondizionato ma dipende da come il programma verrà disegnato. Coeure ha dichiarato che la BCE è pronta a decidere su un QE questo mese e che è possibile, anche se non desiderabile, decidere a maggioranza. Nowotny ha indicato che la BCE dovrebbe intervenire prima piuttosto che dopo per contrastare il rischio deflazione. Nowotny ha sollevato la questione della condivisione, o meno, del rischio in caso di acquisti di titoli governativi. Continuiamo a ritenere che il prossimo 22 gennaio la BCE pre-annuncerà un programma di stimolo monetario tramite acquisti di governativi, titoli corporate e sovranazionali per circa 500 miliardi di euro, come da indiscrezioni recenti di stampa. Riteniamo che gli acquisti di governativi saranno condotti in base alle quote paese nel capitale BCE e calibrati in modo tale da non distorcere eccessivamente il mercato. E’ possibile che per ogni titolo la BCE vorrà indicare una soglia massima in percentuale dell’ISIN di acquisto titoli. In assenza di un programma di stimolo quantitativo aggiuntivo che preveda acquisti di titoli governativi per 300-350 miliardi di euro, un’espansione di bilancio in due anni per circa 1 trilione di euro è assai poco probabile.
BCE. Dal 20 ottobre sino al 9 gennaio la BCE ha acquistato 31,291 miliardi di euro, di cui 1,659 nell’ultima ottava, un ritmo più blando rispetto ai 2,7 miliardi delle settimane precedenti. Gli acquisti di ABS procedono a ritmo assai blando dal momento che, dal lancio del programma, la BCE ha acquistato solo 1,7 miliardi di euro.
Grecia Coeure ha indicato che la BCE non può essere d’accordo con la ristrutturazione del debito in Grecia ed esclude anche un rimodulazione delle scadenze. Noyer (Banca di Francia) ha altresì indicato che sarebbe favorevole ad una ristrutturazione del debito tramite un allungamento delle scadenze. La posizione di Nowotny indica che un’uscita dall’euro della Grecia sarebbe catastrofica per il paese ma riconosce che non vi sono soluzioni scontate nel caso di una vittoria di Syriza.
Stati Uniti
La variazione del Labor Market Conditions Index di dicembre è risultata in accelerazione a 6,1, da 5,5 punti (rivisti al rialzo da una prima lettura di 2,9) di novembre. Si tratta di un indice composito che tiene conto di 19 indicatori sul mercato del lavoro. Il livello è ai massimi dallo scorso mese di maggio e ben superiore alla media storica di lungo termine (1,9).
Fed Williams (San Francisco Fed) ha indicato che un rialzo dei tassi in America da giugno è ragionevole dato l’andamento del mercato del lavoro, ma riconosce che i dati su prezzi e salari sono ancora deboli. Locakart (Atlanta Fed) ha indicato che la FED dovrebbe mantenere un approccio cauto alla normalizzazione dei tassi, ma ha concesso che se la crescita e l’andamento del mercato del lavoro si manterranno solidi l’inizio di un ciclo di rialzi da metà 2015 sarebbe ragionevole.
Fonte: BONDWorld.it
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