Da seguire: Area Euro: L’avvocatura generale della Corte Europea di Giustizia si pronuncerà alle 9:30 sulle OMT. Il giudizio definitivo arriverà tra 4-6 mesi. Per quanto il parere sia relativo a un programma dalle…
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- caratteristiche molto diverse rispetto al QE, non si può escludere che alcuni dettagli possano risultare rilevanti anche per acquisti finalizzati all’espansione della base monetaria. Ricordiamo che una delle principali obiezioni sollevate dalla Corte di Giustizia di Karlsruhe era il rischio che le OMT eccedessero il mandato della BCE, portando a un finanziamento (sebbene indiretto) degli Stati.
- La produzione industriale area euro è vista invariata a novembre dopo l’incremento di un decimo registrato a ottobre. Le indicazioni dalle indagini congiunturali non hanno segnalato un recupero a dicembre/inizio 2015. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per una stagnazione a dicembre dopo il -0,5% t/t dei mesi estivi.
- Francia. In dicembre, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,1% m/m, per una variazione tendenziale identica (+0,1% a/a). L’incremento è il risultato di aumenti stagionali nei servizi che hanno compensato il calo della componente energetica (-2,6% m/m e -4,4% a/a), peraltro inferiore alle attese, e degli alimentari (-0,1% m/m). L’inflazione dovrebbe diventare negativa in Francia da gennaio, quando il calo stagionale sarà ulteriormente aumentato dalla dinamica dei prezzi energetici.
- Italia. L’inflazione di dicembre dovrebbe essere confermata a zero sull’indice NIC e a -0,1% a/a sull’armonizzato. I rischi restano verso il basso. Anche l’indice nazionale è destinato a tornare in territorio negativo nei prossimi mesi.
Stati Uniti
- I prezzi all’import a dicembre sono previsti in calo di -3,2% m/m (-5,5% a/a), sulla scia della continua contrazione dei prezzi energetici. Anche i prezzi al netto del petrolio dovrebbero però calare (-0,4% m/m) per via degli effetti dell’apprezzamento del dollaro. I prezzi all’export dovrebbero essere in calo più contenuto rispetto a quelli all’import, mostrando comunque debolezza legata al settore energetico.
- Le vendite al dettaglio di dicembre sono attese in aumento modesto, +0,1% m/m, dopo +0,7% /m di novembre. Su dicembre peserà ancora l’effetto negativo del calo del prezzo della benzina, che dovrebbe frenare le vendite complessive di circa -0,3% m/m. Inoltre, le vendite di autoveicoli a dicembre sono calate modestamente rispetto a novembre e dovrebbero limitare la dinamica delle vendite complessive, dopo l’ampio balzo di novembre. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m. I dati restano comunque coerenti con una crescita solida dei consumi nel 4° trimestre; infatti, le vendite in termini reali dovrebbero aumentare dello 0,5% m/m, dopo un dato molto forte a ottobre. Sulla base delle informazioni disponibili, la stima della variazione dei consumi nel 4° trimestre è compresa fra il 4 e il 4,5% t/t ann., dopo +3,2% t/t ann. del 3° trimestre.
- Il Beige Book, redatto per la riunione del FOMC del 28 gennaio, dovrebbe confermare un quadro solido per la ripresa americana, con espansione rapida dei consumi privati. Mercato del lavoro e domanda finale dovrebbero continuare a dare segnali positivi. Il focus si sposta sulle prospettive di salari e inflazione, che al momento rappresentano la fonte di maggiore incertezza per le previsioni di politica monetaria.
Ieri sui mercati
- Le aste a medio/lungo termine del Tesoro italiano si sono chiuse positivamente: i tre BTP sono stati allocati per l’importo massimo della forchetta prevista, 7 miliardi di euro. I titoli a 7 e a 15 anni hanno segnato nuovi minimi storici in termini di rendimento (1,29% e 2,46% rispettivamente) a fronte anche di buoni rapporti di copertura (1,51x e x1,53x). Leggermente meno positivo il collocamento sul tre anni in termini di rendimento (0,62%), anche se la domanda è stata robusta (1,64x).
- L’euro ha saggiato di nuovo il minimo di 1,1752 dollari, rimbalzando poi verso 1,1790. Si rafforza invece lo yen, che ha toccato 116,74 prima di rientrare sopra 117.
- Nuovi minimi per il prezzo del Brent Crude: la prima scadenza dei futures è scesa fino a $45,19, per chiudere a $45,69.
Area Euro
Le dichiarazioni rilasciate ieri da vari membri del consiglio direttivo BCE (Coeuré, Hansson, Nowotny) confermano che la riunione di gennaio potrebbe essere molto importante, ma anche che rimangono divergenze di opinione.
Italia. La produzione industriale è aumentata più del previsto a novembre, di 0,3% m/m, dopo essere rimasta stabile a ottobre (dato rivisto verso l’alto da una prima lettura di -0,1% m/m). Su base congiunturale è il dato migliore dallo scorso giugno. L’output resta in rosso su base annua, ma la flessione si attenua a-1,8% da -3% precedente. A nostro avviso, tali effetti (come visibile anche dal miglioramento del morale delle imprese manifatturiere a dicembre) non potranno che amplificarsi nei prossimi mesi (anche se la presenza di ponti festivi a dicembre e gennaio potrebbe pesare sulle variazioni mensili dell’output). La variazione “acquisita” della produzione industriale per il trimestre autunnale è di -0,3% t/t. Si tratta del 4° trimestre consecutivo di calo, che tuttavia sarebbe assai meno marcato che nei mesi estivi (-1% t/t). In altri termini, il contributo negativo al valore aggiunto dall’industria (-0,1% negli ultimi due trimestri) potrebbe risultare poco significativo negli ultimi mesi dell’anno. Ciò segnala qualche rischio al rialzo sulla nostra previsione di un PIL ancora in calo nel trimestre: il dato potrebbe risultare nel range tra -0,1% e zero. Il ritorno alla crescita è comunque rimandato al trimestre in corso.
Stati Uniti
L’indice di fiducia delle piccole imprese della National Federation of Independent Business a dicembre balza a 100,4 da 98,1 di novembre, toccando il massimo da ottobre 2006. I miglioramenti sono diffusi a gran parte delle componenti dell’indagine, e danno segnali particolarmente positivi per occupazione, vendite e investimenti, sia correnti sia attesi.
Kocherlakota (Minneapolis Fed) ha ribadito che i tassi non dovrebbero essere alzati nel 2015 e che l’inflazione ci metterà diversi anni a tornare al 2%. Sulla scia del forte calo atteso per l’inflazione e dei dati deboli sui salari visti con l’employment report di dicembre, il mercato ha spostato in avanti il primo rialzo dei fed funds, da giugno a settembre-ottobre. La nostra valutazione è che la debolezza dei salari di dicembre non è coerente con la forza di tutti gli altri indicatori del mercato del lavoro (v. anche indagine NFIB commentata qui sora) e potrebbe essere rivista nei mesi successivi. Non modifichiamo la nostra previsione di primo rialzo a metà 2015.
Fonte: BONDWorld.it
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