Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione della BCE e sul probabile annuncio di un programma di stimolo quantitativo. Sul fronte dei dati il PMI composito è atteso in lieve recupero a gennaio a 51,7, dal momento che il calo del prezzo del greggio e il deprezzamento del cambio dovrebbero cominciare ad avere un effetto sulla fiducia delle imprese.…
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Ci aspettiamo una stabilizzazione di morale presso le imprese in Francia a 99 e un lieve recupero in Belgio a -6,2, in entrambi casi la fiducia rimane su livelli depressi. Alla fine della settimana arriveranno anche le elezioni in Grecia, dove appare sempre più probabile la vittoria della sinistra e un duro confronto sul sostegno finanziario, con ripercussioni sulla stabilità finanziaria che stanno già emergendo.
La settimana ha relativamente pochi dati in uscita negli Stati Uniti. I dati riguardano il settore dell’edilizia residenziale a dicembre: vendite di case esistenti e cantieri dovrebbero essere in rialzo, confermando il graduale trend verso l’alto nel settore visto da metà 2014 in poi.
Venerdì sui mercati
Il cambio EUR/CHF si è stabilizzato intorno alla parità, oscillando fra 0,9748 e 1,02949 nella giornata di venerdì e fra 0,9876 e 1,0043 quest’oggi. La volatilità rimane quindi elevata. Secondo il ministro delle finanze del Lussemburgo, le autorità svizzere “sapevano che con l’arrivo dello stimolo quantitativo [della BCE], la pressione sul franco sarebbe cresciuta così tanto da rendere indifendibile l’ancoraggio”. Il governatore della Banca Nazionale Svizzera, Jordan, ha difeso la controversa decisione dichiarando che “se la BNS avesse continuato con la sua politica, avrebbe rischiato di perdere il controllo della politica monetaria di lungo termine” e che gli obiettivi che avevano giustificato l’ancoraggio non erano più “sostenibili e giustificabili”.
In Grecia, SYRIZA rafforza la sua posizione nei sondaggi a una settimana dalle elezioni del 25 gennaio: secondo i 4 sondaggi pubblicati il 16 e il 17, SYRIZA potrebbe conquistare fra il 29,6 e il 35,4% dei voti, contro il 25,8-30,8% di Nuova Democrazia.
Il rischio Grecia è ampiamente compensato dalle attese che la BCE lanci un programma di acquisto di titoli di stato. Venerdì i rendimenti dei titoli di stato sono scesi su tutti i mercati, ma più marcatamente nella periferia dell’Eurozona. Sui BTP il calo è andato da 5 a 10pb, con netto appiattimento della curva. I tassi sono invece rimbalzati sul mercato americano, anche se il movimento è poca cosa rispetto alla caduta verificatasi a partire da fine dicembre.
Euro in ulteriore discesa contro dollaro, con minimi infragiornalieri di 1,1459 e successivo rientro in area 1,15. Nuovo massimo per il cambio effettivo del dollaro, rafforzatosi di circa il 4% rispetto da inizio dicembre.
Il petrolio ha consolidato la ripresa iniziata il 14/1, salendo a 50,17 (Brent Crude Futures, primo contratto).
Area Euro
Area euro. La seconda stima conferma l’inflazione euro zona in calo a -0,2% a/a da un precedente +0,3% a/a. Sul mese i prezzi al consumo sono calati di 0,1% m/m. Il calo è interamente spiegato dalla componente energia (-8,9% m/m) che ha più che compensato il rincaro degli alimentari freschi (+0,7% m/m). I prezzi al netto di energia ed alimentari avanzano di 0,3% m/m per una dinamica annua che è stata rivista al ribasso di un decimo a 0,7%. L’inflazione core rimane quindi sul livello di novembre, un minimo assoluto. Nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe calare ancora e rimarrà, secondo le nostre stime più recenti in territorio negativo fino all’estate.
Italia. La Banca d’Italia stima nel bollettino economico trimestrale che il PIL sia “marginalmente sceso” nel 4° trimestre del 2014. La stima è in linea con la nostra (-0,1% t/t). Anche la previsione per l’anno 2015 è in linea con la nostra (0,4%), mentre Bankitalia è lievemente più positiva sul 2016 (1,2% contro l’1% del nostro scenario centrale). Da notare anche che la Banca centrale stima un’inflazione lievemente negativa in media d’anno nel 2015, a -0,2% (nell’ipotesi di un prezzo del greggio pari a 58,5 dollari in media nel 2015). Tale stima è inferiore alla nostra.
Stati Uniti
Il CPI a dicembre cala di -0,4% m/m (0,8% a/a). L’indice core è invariato su base mensile e rallenta a 1,6% a/a da 1,7% a/a. I dati mostrano un andamento molto misto fra le diverse voci. L’energia registra una correzione di -4,7% m/m (-10,6% a/a), sulla scia di una contrazione della benzina di -9,1% m/m. I servizi aumentano di 0,2% m/m, al netto dell’energia la variazione è di solo 0,1% m/m. I prezzi dei beni core correggono complessivamente di -0,3% m/m, mostrando anche gli effetti dell’apprezzamento del dollaro. I dati di dicembre, nonostante la stabilità dell’indice core, non mostrano per ora una disinflazione diffusa, vista la stabilità delle variazioni delle voci principali nel comparto servizi core (abitazione, sanità). Certamente la Fed rimarrà estremamente cauta nei prossimi mesi, in attesa di maggiori informazioni sulla eventuale trasmissione di disinflazione dall’indice headline a quello core.
La produzione industriale a dicembre cala di -0,1% m/m, dopo +1,3% m/m di novembre. Nel manifatturiero l’output aumenta di +0,3% m/m, nonostante un ampio calo nel settore auto (-0,9% m/m). La correzione della produzione totale è dovuta al calo di -7,3% m/m nelle utility (-7,1% m/m elettricità, -8,5% m/m gas naturale) per via di condizioni climatiche particolarmente miti. L’estrattivo registra un incremento di +2,2% m/m. I dati sono quindi positivi per l’espansione della crescita fra fine 2014 e inizio 2015.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan balza a 98,2 da 93,6 di dicembre, toccando il massimo da gennaio 2004. L’indagine mostra un forte aumento sia dell’indice delle condizioni correnti (a 108,3 da 104,8) sia di quello delle aspettative (a 91,6 da 86,4). Le aspettative di inflazione a 1 anno calano a 2,4% da 2,8%, ma quelle a 5 anni sono stabili a 2,8%. La fiducia delle famiglie riflette i fondamentali molto positivi per consumatori, con il mercato del lavoro in rapido aggiustamento e l’ampio aumento del potere d’acquisto legato al calo del prezzo della benzina.
Fonte: BONDWorld.it
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