Da seguire: Area Euro: Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE dovrebbe tornare a migliorare fino a 101,6 dopo tre mesi di stabilizzazione a 100,7, in linea con la media di lungo periodo. In particolare ci aspettiamo di vedere un miglioramento dell’indice per…
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- l’industria a -4,5 da un precedente -5,2. Nei servizi ci aspettiamo un aumento più contenuto a 6,0 da 5,6, dopo il balzo di 1,6 punti del mese precedente. Il clima nelle costruzioni è atteso circa stabile a -25,5, livello sensibilmente al di sotto della media di lungo termine. La fiducia nel commercio al dettaglio è attesa stabile a -5,3, livello superiore alla media storica. La dinamica di M3 è attesa accelerare al 3,5% a/a a dicembre dal 3,1% a/a del mese precedente. Sulla dinamica mensile dovrebbe incidere in parte un effetto base favorevole. Tuttavia, ci aspettiamo una crescita più sostenuta dell’aggregato M3 – M2, che è già tornato a crescere di 0,3%a/a il mese scorso dal -12,1% di maggio. Tra le controparti di M3 dovrebbe attenuarsi ulteriormente il calo dei prestiti alle imprese dal -1,6% a/a del mese precedente.
- Germania. La stima preliminare per gennaio dovrebbe mostrare un calo dei prezzi al consumo di -1,1% m/m a gennaio per un’inflazione in calo a -0,3% (da 0,2% per l’indice nazionale e da 0,1% per l’armonizzato). La dinamica mensile dovrebbe essere spiegata ancora dalla calmierazione del capitolo energia (che dovrebbe aver contribuito per almeno 0,4 -0,5% m/m) e dalla stagionalità negativa per i prezzi core (-0,7% m/m). A meno di ulteriori sorprese dalla dinamica del greggio e/o dei prezzi core, gennaio dovrebbe segnare un minimo per l’inflazione tedesca che tuttavia rimarrà in media annua assai vicino a 0,0%. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 6,5% a dicembre. Le indicazioni per la dinamica occupazionale sono moderatamente positive. Non ci aspettiamo ulteriori cali del tasso di disoccupazione dalla soglia più recente già in linea con il livello strutturale.
- Italia. La fiducia dei consumatori è attesa in lieve ripresa a 100 a gennaio dopo il calo di tutta la seconda metà del 2014. Anche la fiducia delle imprese manifatturiere è attesa in progresso, a 98 da 97,5 di dicembre; si tratterebbe in questo caso del quarto aumento consecutivo. In entrambi i casi il morale dovrebbe essere sostenuto in particolare dal calo dei prezzi dell’energia. Sempre in Italia, i salari contrattuali sono visti stabili a dicembre (invariata a 1,1% anche la tendenza annua).
- Italia. Si riunisce l’assemblea dei grandi elettori (composta dai membri delle due camere e dai delegati regionali) per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. In base all’articolo 83 della Costituzione, la maggioranza richiesta è di due terzi dell’assemblea nei primi tre scrutini (673 voti su 1009 totali) e la maggioranza semplice dal quarto in poi (505 voti). È probabile che l’elezione avvenga a maggioranza semplice ovvero dal quarto scrutinio in poi (atteso per sabato o lunedì).
Ieri sui mercati
- Le scosse del terremoto greco si stanno facendo più violente sui mercati. I rendimenti del decennale greco superano il 10%, i rendimenti sul 2 anni intorno al 16,5% segnalano i timori di default, la borsa di Atene corregge del 9,2% nella giornata di ieri, con il crollo di oltre il 25% delle quotazioni delle principali banche greche. S&P ha rivisto l’outlook del Paese portandolo a negativo da stabile, spiegando che il rating potrebbe essere tagliato in caso di stallo nei negoziati con Ue, Bce e Fmi. Il governo greco ha già annunciato misure che eliminano riforme attuate recentemente (privatizzazione del porto del Pireo e del principale fornitore di energia, riduzione dei dipendenti pubblici). Il primo ministro ha ribadito che intende trovare una soluzione per il problema del debito, ma il ministro delle finanze ha sottolineato che i negoziati “non saranno facili”. Le posizioni fortemente antagonistiche prese da Atene garantiscono ulteriore ampia incertezza e volatilità nelle prossime settimane.
- Cali generalizzati dei mercati azionari (S&P 500 -1,4%, Eurostoxx -0,4%, Nikkei -1,1%, FTSE MIB -0,8%), con l’eccezione del DAX e del FTSE 100. Ulteriore limatura dei rendimenti dei governativi core (Bund 10 anni a 0,34%, T-note 10 anni a 1,7%), a fronte di rialzi dei rendimenti nei paesi periferici (BTP 10 anni a 1,62%, spread 128).
- La mancanza di sorprese dal FOMC ha contribuito a mantenere poco variati i mercati valutari, con l’euro intorno a 1,13 e lo yen fra 117 e 118.
Stati Uniti
Focus – FOMC in stand-by
Fonte: BONDWorld.it
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