Un grande interesse da parte degli investitori USA per il mercato azionario europeo …; in particolare, in un contesto in cui le obbligazioni sovrano presentano rendimenti negativi, per quei titoli che offrono dividendi con cadenza regolare; Come accaduto con il QE della FED, il quantitative easing della BCE farà aumentare l’appetito per il rischio degli investitori…
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A cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
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La scorsa settimana ho incontrato, in compagnia di David Finch dell’Ideas Team, degli investitori americani. Dall’inizio della crisi finanziaria, non ho mai visto gli investitori USA così interessati ad investire in azioni europee. Sebbene permangano ancora incertezze, specialmente dal punto di vista politico, che potrebbero minare la nostra view positiva sulle prospettive economiche dell’Eurozona, ho riscontrato un largo consenso sul fatto che il lancio del QE da parte della BCE rappresenti un punto di svolta
In particolare, è molto probabile che il QE della BCE porti gli investitori ad assumersi un rischio maggiore. Il 16% dei titoli di Stato dei paesi sviluppati presenta rendimenti negativi. I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono negativi su tutte le scadenze inferiori ai 7 anni, mentre il Bund tedesco a 10 anni ha un rendimento inferiore a quello dei titoli di Stato giapponesi con la stessa scadenza. Anche la curva dei rendimenti del Franco svizzero è ormai negativa su tutte le scadenze inferiori ai 12 anni. Una prova ancor più evidente del fatto che stiamo affrontando una situazione del tutto nuova può essere riscontrata nelle obbligazioni a breve termine di Nestlé denominate in Euro, il cui rendimento è diventato negativo: probabilmente è la prima volta nella storia che un’obbligazione corporate con scadenza superiore ad un anno offre un rendimento negativo.
In un tal contesto, la ricerca di rendimento sarà nel breve termine sempre più importante ed è probabile che possa diventare un tema di investimento strutturale. In particolare, secondo molti investitori statunitensi esiste un parallelismo fra il QE della Fed e quello della BCE: al riguardo tali investitori sottolineano che il QE della Fed ha innescato una sovraperformance dei titoli azionari con caratteristiche simili alle obbligazioni, cioè offrire rendimenti con cadenza regolare. Negli Stati Uniti, il P/E ratio non è stato un indicatore molto utile a misurare la performance delle azioni con un dividendo in crescita.
Alla luce di tali argomenti, non è mancato l’interesse per una selezioni di titoli europei con tali caratteristiche. Una selezione in cui l’accento viene, in particolare, posto sulle società di fondi comuni di investimento immobiliari come Klepierre o SPS. Si tratta, infatti, di titoli che hanno un comportamento maggiormente simile a quello delle obbligazioni. In un contesto caratterizzata dal crollo del prezzo del petrolio e da numerose scadenze elettorali in Europa, la selezione dei titoli di David Finch offre anche una buona protezione nei confronti della volatilità macroeconomica.
Continuiamo a ritenere che gli indicatori economici europei potranno continuare a sorprendere positivamente nel corso dei prossimi 3 mesi. Tuttavia, oltre all’accelerazione ciclica dell’economia dell’Eurozona, il QE della BCE aumenterà il già abbondante livello di risparmio in Europa. Dato che una vasta gamma di asset, in particolare sui mercati obbligazionari sovrani, presenta ormai rendimenti negativi, si corre il rischio di giungere ad una situazione senza precedenti, caratterizzata da svalutazioni competitive e dalla continua ricerca di rendimento. Come dice il nostro analista, la ricerca di rendimento potrebbe, nei prossimi anni, essere il nuovo beta dei mercati azionari europei.
Fonte: BONDWorld.it
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