Flash: Germania. A giugno, i prezzi al consumo sono visti in crescita

Da seguire: Area Euro: -Germania. A giugno, i prezzi al consumo sono visti in crescita dello 0,2% m/m sulla misura nazionale e dello 0,3% m/m sulla misura armonizzata. L’inflazione dovrebbe accelerare ….


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all’1,1% a/a (da un precedente 0,9% a/a) sulla misura nazionale e all’1,2% a/a (dopo il +0,8% di giugno) sull’armonizzato. Secondo il nostro scenario di previsione, per i prossimi mesi ci aspettiamo un CPI nazionale circa stabile (mentre l’armonizzato potrebbe salire all’1,4% a/a per fine anno).

Stati Uniti

-Gli ordini di beni durevoli sono previsti in aumento di 0,5% m/m a giugno, dopo -0,6% m/m di maggio (rivisto da -1,1% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero essere in crescita di 0,3% m/m, dopo +1,6% m/m di maggio. Gli ordini nelle indagini restano in territorio espansivo, anche se si sono portati su livelli più bassi rispetto ai picchi di aprile. La componente ordini dell’ISM manifatturiero a giugno era scesa a 58,5 dopo due mesi consecutivi a 65,7, vicino ai massimi di questo ciclo (65,9 a gennaio 2010) e ben al di sopra della media storica di 54,3. Le indagini delle imprese segnalano ancora un chiaro trend verso l’alto degli ordini, anche se meno sostenuto del +15,4% a/a di maggio e del picco di +19% a/a di aprile. I dati di giugno dovrebbero registrare una ripresa degli ordini nel settore trasporti, dopo il forte calo di maggio (-6,9% m/m).

Ieri sui mercati

Segnali di incertezza sui mercati azionari statunitensi: l’S&P ha chiuso in calo del -0,1% mentre il DJ in positivo a +0,1% (le notizie societarie positive hanno compensato il calo della fiducia dei consumatori americani). La chiusura positiva delle Borse europee, trainate dai titoli bancari, ha pesato sul bund (rendimenti in salita di un 2pb sul decennale a 2,76% e di 4pb sul biennale, a 1,77%). E’ continuato il trend di restringimento degli spread sui Paesi periferici dopo il collocamento di titoli spagnoli e italiani e l’attesa per le nuove aste in Italia e Portogallo. Ieri l’euro ha raggiunto un nuovo massimo a 1,3046 EUR/USD, ma nonostante fattori favorevoli non è riuscito a mantenere tale livello, ed è tornato di nuovo in area 1,29. Apertura positiva stamane per le materie prime (specie i metalli industriali) mentre l’oro resta sui minimi da 3 mesi toccati ieri (1163 dollari l’oncia).

Area Euro

A giugno, la crescita annua della massa monetaria M3 è tornata a sorpresa in positivo, a +0,2% a/a dopo essere stata negativa in sei degli ultimi sette mesi. La media mobile a tre mesi è rimasta stabile su base annua (da -0,1% a/a precedente). Pur mantenendo una dinamica assai sostenuta, la crescita di M1 ha rallentato ancora a 9,2% a/a da un precedente 10,3% a/a. Tra le controparti di M3, circa stabili i prestiti al settore privato (0,3% da 0,2% a/a): prosegue il trend di aumento dei prestiti alle famiglie (a 2,8% da 2,6% a/a) mentre restano in calo su base annua i prestiti alle imprese (a -1,9% da -2,1% a/a). Da notare che l’aumento dei prestiti alle famiglie è guidato dai mutui immobiliari (3,4% da 3,1% a/a), mentre si contrae il credito al consumo (-1,6% da -0,3% a/a). La dinamica stagnante del credito al settore privato, nonostante la ripresa congiunturale, indurrà la BCE a una estrema gradualità nel decidere i tempi di “rientro” della politica di piena fornitura di liquidità alle banche (che riteniamo possa essere mantenuta almeno per tutto il 2010 e probabilmente nella prima parte del 2011).

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a luglio è scesa a 50,4 da 54,3 di giugno (rivisto al rialzo da 52,9). La flessione è maggiore di quella attesa dal consenso (51). In forte calo le aspettative che scendono a 66,6 da 72,7 di giugno (ai minimi da febbraio); anche la situazione corrente peggiora, ma in misura più contenuta, a 26,1 da 26,8 precedente. Peggiora ancora, a luglio, la valutazione sul mercato del lavoro: la differenza fra “jobs plentiful” e “jobs hard to get” scende a -41,5 da -39,2 di giugno, tornando sui livelli di marzo-aprile. L’indice del Conference Board, dopo il crollo fino al minimo di febbraio dello scorso anno e la lieve ripresa che ne è seguita, va stabilizzandosi su livelli ancora decisamente inferiori alla media storica (95,1). Il dato, a nostro avviso, non è sufficiente a mettere in dubbio il trend di crescita moderata dei consumi tuttora in atto.



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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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