Exane Macro: La Francia al microscopio

Il consensus sulle prospettive dei consumi e del settore immobiliare in Francia è ancora troppo cauto….

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A cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


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– Il pacchetto di riforme Macron contiene misure positive per il mercato del lavoro

– Il ritmo delle riforme potrebbe rallentare nei prossimi mesi a causa della resistenza alle riforme in Parlamento

Alla luce dell’ottenimento di una proroga di quattro mesi del programma di salvataggio sarebbe molto facile parlare della situazione greca, ma preferisco rimandare quest’argomento al ritorno dal mio viaggio in terra ellenica, previsto per questa settimana. Dopo aver espresso la scorsa settimana un giudizio positivo sull’Italia, continuiamo ora il nostro viaggio in l’Europa focalizzandoci sulla Francia. Seppur distanti dalla crisi del 2012, vi è ancora molto scetticismo da parte degli investitori su un paese il cui mercato del lavoro è rigido e dove il sistema socio/politico è diventato nel corso del tempo un peso per le imprese e per l’economia.

All’inizio del 2014 e dopo aver predicato cautela per anni, avevamo evidenziato che la contrazione dei margini aziendali era ormai giunta ad una conclusione e che la moderazione salariale avrebbe gradualmente migliorato il rapporto costo-competitività dell’economia francese rispetto a quella tedesca. La nostra view rimane immutata. Nel breve termine, a nostro avviso ci sono due aree in cui il consensus è troppo pessimistico: l’andamento dei consumi e l’investimento immobiliare.

Per quanto riguarda i consumi il consensus, alla luce del miglioramento del potere d’acquisto dovuto alla significativa disinflazione, rimane troppo prudente. Negli ultimi tre mesi le vendite al dettaglio sono aumentate notevolmente, mentre la fiducia dei consumatori è ai massimi degli ultimi 18 mesi. Alla luce della crescita del 2% del potere d’acquisto delle famiglie nel 2015, un aumento della spesa dei consumatori dell’1,5% non è affatto irrealistico.

Anche l’edilizia residenziale, come ci aspettavamo, sta finalmente mostrando segnali incoraggianti. La vendita di nuove case è aumentata nell’ultimo trimestre dello scorso anno, grazie alle richieste degli investitori che vogliono beneficiare dei nuovi incentivi buy-to-let. Il rimbalzo della domanda di abitazioni comporterà una stabilizzazione degli investimenti residenziali a metà anno.

Nel complesso, anche se rimaniamo cauti sulla costruzione di opere pubbliche e sugli investimenti societari, a nostro avviso la spinta ciclica attualmente in corso viene sottovalutata dal consensus. Senza contare che, sul piano delle riforme, è interessante il “pacchetto di riforme sulla crescita di Macron”, che comprende più di 200 misure volte ad aumentare la concorrenza in alcuni settori e a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. Riducendo l’incertezza ed i costi di licenziamento, il progetto di legge rappresenta, secondo, noi un passo nella giusta direzione.

Il timore di non avere una maggioranza sufficiente all’Assemblea Nazionale ha spinto il governo a ricorrere all’utilizzo dell’articolo 49.3 per far approvare il pacchetto di riforme “Macron” sulla crescita. Sebbene la decisione mostri che il governo sia ormai pronto a intraprendere delle riforme a prescindere dalla posizione del Parlamento, nei prossimi mesi il numero di ulteriori riforme ambiziose dovrebbe essere contenuto. L’uso questa settimana dell’articolo 49.3 per far passare la legge Macron rivela che all’Assemblea Nazionale non vi é una maggioranza sufficiente per approvare tali riforme. Anche se il governo potrà ancora bypassare il Parlamento per alcune leggi, il ricorso all’articolo 49.3 è limitato ad una volta per sessione parlamentare (cioè fino a giugno).

I frequenti sondaggi mostrano come i francesi siano pronti alle riforme. Ma l’élite politica è ancora contraria, come confermato nuovamente questa settimana dal Parlamento. Ciò significa che il processo di riforme in Francia continuerà ad essere graduale. Ma per quanto riguarda la regolamentazione, la complessità, lo stress nel mercato immobiliare e il peggioramento dei margini delle aziende francesi, la fase peggiore dovrebbe essere ormai alle nostre spalle. Nell’attuale contesto di ripresa ciclica, il consensus sulla Francia potrebbe essere eccessivamente negativo.

Fonte: BONDWorld.it


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