Flash: Area euro. La stima definitiva dovrebbe confermare l’inflazione a gennaio in calo a -0,6% da un precedente -0,2%

Da seguire: Area Euro :Un nuovo Eurogruppo, che si riunirà in teleconferenza, è atteso esaminare il primo elenco di riforme che, come da accordi di venerdì scorso, il governo greco ha presentato a Bruxelles. L’approvazione del piano di riforme è condizione necessaria per il via libera alla proroga di 4 mesi del piano di aiuti deciso la settimana scorsa dai ministri finanziari dell’eurozona…..

 


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 Germania. La stima dettagliata sulla crescita del PIL a fine 2014 fa luce sulla forte accelerazione dell’economia tedesca (+0,7% t/t, da un precedente +0,1%). La crescita è stata spinta in particolare dai consumi (+0,8% t/t, come nei mesi estivi, che vedono una revisione verso l’alto di 1 decimo) e da un recupero della spesa in macchinari (+0,4% t/t da -1,4% t/t). Le costruzioni rimbalzano con una variazione di +2,1% t/t. Le esportazioni nette contribuiscono 0,2 pp alla crescita complessiva, le scorte sottraggono 0,2 pp. I dettagli del PIL danno complessivamente informazioni positive: la dinamica solida dei consumi, la ripresa moderata degli investimenti in macchinari, il contributo positivo delle esportazioni nette e il calo delle scorte che prelude a un aumento dell’attività a inizio 2015.  

Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è stabile in febbraio a 99 e il dato di gennaio è rivisto verso l’alto a 100 da 99. L’indice ha riflesso poco le oscillazioni del PMI manifatturiero, che a febbraio è calato significativamente a 47,7, ma è rimasto entro un range compatibile con l’attuale livello dell’indice INSEE. A febbraio, le imprese hanno segnalato ancora, come a gennaio, un andamento negativo della produzione, non registrato dal PMI, ma continuano a mostrarsi molto positive sulla tendenza futura. Il clima di fiducia dovrebbe comunque migliorare nei prossimi mesi.

Area euro. La stima definitiva dovrebbe confermare l’inflazione a gennaio in calo a -0,6% da un precedente -0,2% con l’inflazione core (al netto di energia e unprocessed food) in calo di due decimi a 0,5%. L’inflazione area euro dovrebbe rimanere a -0,6% anche a febbraio e in territorio negativo fino a ottobre.

Belgio L’indice di fiducia della Banca del Belgio è visto risalire a -8,3 a febbraio da un precedente -8,8. Il manifatturiero in particolare dovrebbe beneficiare della ripresa dell’industria tedesca. L’indice rimarrebbe in ogni caso al di sotto della media di lungo termine.

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio dovrebbe correggere a 99,6 da 102,9 di gennaio. Tutte le indagini di fiducia a febbraio hanno visto moderate riduzioni, dopo sensibili rialzi nei mesi precedenti. Il maltempo di febbraio e la svolta verso l’alto del prezzo della benzina dovrebbero essere le principali cause dell’interruzione del trend verso l’alto della fiducia. La correzione attesa è però anche una fisiologica normalizzazione dopo un periodo di ampi aumenti e non segnala, a nostro avviso, un cambiamento di direzione per i consumi.

La Fed pubblica il Monetary Policy Report, e Yellen presenta il rapporto nell’audizione semestrale di fronte alla Commissione bancaria del Senato. In questa occasione, Yellen darà un aggiornamento dello scenario economico e del dibattito sulla strategia di politica monetaria. Difficilmente emergeranno novità sostanziali rispetto a quanto letto nei verbali della riunione di gennaio: Yellen tipicamente non anticipa indicazioni su decisioni che devono essere prese a livello collegiale. La riunione di marzo sarà particolarmente importante, con nuove previsioni macroeconomiche e potenziali cambiamenti nella comunicazione. Fino ad allora il messaggio della Fed dovrebbe rimanere attendista.

Ieri sui mercati

Gli eventi della giornata di oggi sono di grande rilievo per tutti i mercati: oltre all’eurogruppo straordinario che discuterà le proposte del governo greco, ci saranno le audizioni di Yellen  e  Carney  di fronte a commissioni parlamentari, e un discorso di Draghi. Il clima resta complessivamente positivo, con avversione al rischio in calo.

La distensione, se pure non definitiva, della situazione in Grecia ha spinto ancora verso l’alto i mercati azionari europei e ridotto la volatilità. La debolezza del petrolio esercita un freno, in particolare negli USA, dove gli indici sono in modesta correzione, anche per via dell’attesa per l’audizione di Yellen in Congresso. 

Sui mercati obbligazionari, la minore avversione al rischio sostiene i periferici, che registrano rendimenti in calo a fronte di stabilità per i titoli dei paesi core (spread BTP- Bund a 112 pb). 

Area Euro

Germania. L’indice IFO è salito assai meno del previsto a febbraio, a 106,8 da 106,7 precedente. Ha deluso in particolare l’indice sulla situazione corrente, sceso a sorpresa a 111,3 da 111,7 di gennaio. Le aspettative sono salite ma meno del previsto, a 102,5 da 102. Il clima ha visto un lieve miglioramento nel manifatturiero e nel commercio al dettaglio, ma viceversa un minor ottimismo nel commercio all’ingrosso e un’accentuazione del pessimismo nelle costruzioni. Il livello della fiducia delle imprese resta superiore alla media storica (101,3) e coerente con una crescita del PIL tedesco in area 1,5% ovvero non molto diversa dal dato di fine 2014.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti sono calate più del previsto per il secondo mese consecutivo a gennaio, a 4,82 mln di unità ann., da 5,07 mln di dicembre (dato rivisto al rialzo). Si tratta di un minimo da 9 mesi e del calo percentuale più pronunciato da quasi un anno. I dati mostrano una flessione sia per le unità monofamiliari (-5,1% m/m), sia per quelle multi-familiari (-3,5% m/m). Le scorte di case invendute rimbalzano a 4,7 mesi di vendite (pur rimanendo molto basse in termini assoluti). Stabile all’11% la percentuale di vendite che riguarda unità pignorate o a rischio di pignoramento e al 17% gli acquisti fatti da investitori istituzionali; in calo per il secondo mese consecutivo, dal 29% al 28%, la quota di primi acquirenti). Il prezzo mediano delle unità immobiliari è sceso da 208 mila 200 dollari a 199 mila 600 dollari, comunque in aumento del 6,2% rispetto a un anno prima.

Fonte: BONDWorld.it


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