Flash: Italia: La fiducia dei consumatori è attesa ancora in recupero a febbraio

Da seguire: Area Euro: Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile a 6,5% per il secondo mese consecutivo a febbraio. La disoccupazione in Germania è ormai al livello strutturale e difficilmente si avranno cali sotto questa soglia nei prossimi….

 


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  • mesi nonostante la ripresa ciclica.
  • Area Euro. La dinamica annua di M3 è attesa accelerare a 3,8% a gennaio da un precedente 3,6%. La media a tre mesi è vista recuperare fino al 3,4% da 3,1%. La dinamica di M3 sta beneficiando di un aumento dei depositi e dell’aggregato M2-M3. Tra le controparti, dovrebbe vedersi ancora un miglioramento della dinamica dei prestiti al settore privato.
  • L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto migliorare per il 2° mese consecutivo a febbraio, stimiamo a 102 da 101,2 di gennaio. In particolare ci aspettiamo di vedere un miglioramento dell’indice per l’industria, a -4 da un precedente -5. Nei servizi ci aspettiamo un aumento più contenuto a 5,5 da 4,8. La fiducia dei consumatori dovrebbe essere confermata a -6,7, in netto miglioramento rispetto a -8,5 del mese precedente. In sintesi, l’indice segnala una possibile accelerazione del PIL eurozona nel 1° trimestre.
  • Italia. La fiducia dei consumatori è attesa ancora in recupero a febbraio, a 104,5 (a gennaio l’indice aveva fatto segnare un netto rimbalzo a 104 dopo il calo di tutta la seconda metà del 2014); a sostenere la fiducia dovrebbe essere il miglioramento delle prospettive sull’economia e il calo delle aspettative inflazionistiche. Anche la fiducia delle imprese manifatturiere è attesa in progresso, a 98 dopo il lieve calo a sorpresa a 97,1 di dicembre; l’indice è comunque in netto recupero dai minimi locali toccati l’estate scorsa; è possibile che continui a migliorare anche la fiducia delle imprese nei settori diversi dal manifatturiero (servizi, commercio e costruzioni); in effetti, l’effetto dei recenti shock su energia e cambio non sembra ancora interamente incorporato. Sempre in Italia, i salari contrattuali sono visti stabili su base tendenziale a gennaio (a 1,1%, poco sopra il minimo storico); il mese dovrebbe vedere un incremento su base congiunturale di 0,6% m/m, per effetto delle applicazioni già previste di alcuni contratti in vigore.

Stati Uniti

  • Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in aumento di +3% m/m, dopo -3,3% m/m di dicembreGli ordini al netto dei trasporti sono previsti in aumento modesto, +0,5% m/m, dopo due mesi consecutivi di contrazioni.
  • Il CPI a gennaio è previsto in calo di -0,7% m/m, -0,1% a/a. La variazione negativa sarà nuovamente dominata dalla contrazione del prezzo della benzina, ancora una volta a due cifre. L’indice core dovrebbe essere in rialzo di 0,1% m/m, dopo la variazione nulla di dicembre. Occorre segnalare, che il recente rialzo del prezzo della benzina porta a prevedere che per febbraio la variazione del CPI headline possa essere positiva per la prima volta dopo tre ampie contrazioni consecutive.

Ieri sui mercati

Maggiore cautela sui mercati ieri, con pochi dati in uscita e nessuna novità rilevante dalle banche centrali: i mercati azionari hanno chiuso con modeste correzioni, a parte il DAX, rimasto praticamente invariato. Da segnalare due elementi rilevanti: un nuovo movimento al rialzo dei prezzi del petrolio, nonostante l’aumento delle scorte in USA, e la valutazione della Commissione Europea sui piani di bilancio, che adotta le nuove regole di flessibilità e non apre procedure di deficit eccessivo per Italia, Francia e Belgio.

Per quanto riguarda i giudizi della Commissione, la Francia deve adottare nuove misure fiscali, già da quest’anno, per raggiungere gli obiettivi di deficit nei prossimi 3 anni, con un’estensione dell’orizzonte al 2017. Nel 2015, occorrono misure per ridurre di 0,5% il deficit strutturale, che con il budget attuale viene ridotto di solo -0,3%. Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione ha deciso di non aprire procedure di deficit eccessivo, riconoscendo le circostanze eccezionali che hanno portato a deviare dagli obiettivi (output gap fra -3 e -4%, con una stima per l’Italia di -3,4%), e adottando le nuove regole di flessibilità. All’Italia non si richiedono nuove misure di correzione, accettando la stima di riduzione del deficit strutturale di 0,3% collegato alle riforme; tuttavia viene ribadita la necessità di ridurre il debito/PIL a ritmi più rapidi. 

Sui mercati obbligazionari, modesti ribassi dei rendimenti dei paesi periferici, concentrati prevalentemente sul segmento intermedio e lungo delle curve. Decisamente più consistenti i flussi in acquisto sul debito core, con i Bund protagonisti di un vero e proprio rally: il decennale tedesco infatti a fine giornata registra una flessione, in termini di rendimento, pari circa a 5pb mentre il bond a 5 anni registra un ulteriore calo e vede il tasso scendere ancor più in territorio negativo poco lontano dalla soglia di -0,1%. Lo spread BTP-Bund è in allargamento a 112pb a causa della flessione maggiore dei tassi sui titoli tedeschi.

Area Euro

I dati sul commercio verso i Paesi extra-UE a gennaio hanno mostrato un calo per entrambi i flussi commerciali, più pronunciato per l’export (-2,4% m/m) che per l’import (-0,4% m/m). Tuttavia: 1) per l’export, il calo segue il forte rimbalzo di dicembre (+3,2% m/m); 2) i dati (nominali) sono viziati dall’energia (-18,5% m/m l’export, -5,8% m/m l’import), al netto della quale le variazioni congiunturali sarebbero state meno accentuate (-1,6% m/m l’export mentre l’import sarebbe cresciuto di +1,6% m/m); 3) si tratta di dati nominali, sui quali l’indebolimento del cambio agisce in primis in senso sfavorevole alla bilancia commerciale (secondo l’effetto noto in letteratura come “effetto J”). Pertanto, riteniamo che il dato non sia indicativo di una contrazione dell’export. Da notare che lo spaccato per Paese dell’export tendenziale è molto differenziato: da un lato gli Stati Uniti sono l’unico Paese con una crescita significativa (+24,4% a/a), dall’altro pesano le pesanti contrazioni delle vendite verso la Russia (-36,7% a/a), ma anche Mercosur, Paesi ASEAN, Giappone e Cina. In sintesi, riteniamo che non si siano visti appieno sulla bilancia commerciale gli effetti del deprezzamento dell’euro, che potranno ampliarsi nei prossimi mesi e sosterranno l’export netto probabilmente per tutto il 2015.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a gennaio sono poco variate a 481 mila, da 482 mila di dicembre, contro attese di correzione a 470 mila. Le scorte di case invendute sono stabili a 5,4 mesi. A febbraio i dati dovrebbero essere più deboli per via del peggioramento del clima in ampie parti del paese, e in particolare nel Nord-Est. Il trend rimane di moderato rialzo.

Fonte: BONDWorld.it


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