Il deciso miglioramento della fiducia di famiglie e imprese conferma che la ripresa è avviata...
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
_ Sale decisamente e più del previsto a febbraio (per il secondo mese consecutivo) la fiducia sia delle famiglie che delle imprese italiane.
_ Particolarmente marcato è stato il rimbalzo per la fiducia dei consumatori, salita a 110,9 a febbraio da 104,4 del mese precedente. Si tratta di un massimo addirittura da giugno del 2002. Il dato è risultato molto
più forte del previsto.
o Anche il dettaglio dell’indagine è confortante, in quanto mostra che il miglioramento è generalizzato e riguarda sia la situazione economica dell’Italia che la condizione personale degli intervistati, sia i giudizi sulla situazione corrente che le attese per il futuro.
o Da notare in particolare che le aspettative delle famiglie sulla disoccupazione sono scese per il quarto mese consecutivo, a 10 da 40 precedente. Si tratta di un minimo da ben 13 anni. Accanto all’analogo miglioramento delle intenzioni di assunzione delle imprese e ai segnali visti negli ultimi mesi di ripresa degli occupati, si tratta di una conferma del fatto che il peggio per il mercato del lavoro potrebbe essere alle spalle.
o Gli intervistati segnalano anche un miglioramento della situazione economica della famiglie, del bilancio famigliare e delle possibilità sia attuali che future di risparmio. L’unico segnale negativo viene dal calo delle opportunità di acquisto di beni durevoli.
o Infine, in ulteriore flessioni risultano sia i giudizi che le attese sull’inflazione (a -27 da -22 e a -33 da -31, rispettivamente), a conferma del fatto che permane l’usuale correlazione negativa tra aspettative inflazionistiche e fiducia/intenzioni di acquisto dei consumatori. Ciò conferma che al momento la bassa inflazione non sembra rappresentare un freno per i consumi, anzi rappresenta un significativo sostegno al potere d’acquisto delle famiglie visto che il reddito da lavoro ristagna: le retribuzioni contrattuali sono rimaste come atteso vicine ai minimi storici a gennaio (1,1% a/a).
_ Anche l’indice composito di fiducia delle imprese elaborato dall’Istat è salito in misura significativa per il secondo mese consecutivo a febbraio, a 94,9 da 91,6 di gennaio. È il livello più alto post-crisi del debito (da giugno del 2011). La fiducia è salita in tutti i macro-settori (manifatturiero, servizi e commercio al dettaglio), con la rilevante eccezione delle costruzioni, che si confermano ancora una volta il comparto più lontano dalla ripresa.
o Nel manifatturiero (il settore considerato maggiormente anticipatore dell’attività economica), la fiducia è rimbalzata a 99,1 a febbraio, dopo essere calata marginalmente a sorpresa a 97,6 il mese precedente (peraltro, il dato è stato rivisto al rialzo di ben sei decimi).
o In miglioramento sia i giudizi che le attese su produzione e ordini (non solo dall’estero ma anche sul mercato domestico: le commesse dall’interno sono ai massimi dall’agosto del 2011). L’unico contributo negativo all’indice composito viene dal lieve aumento delle scorte (a 2 da 1).
o Soprattutto, l’indagine mostra un incoraggiante rimbalzo per le aspettative sia sull’economia che sull’occupazione; in particolare, le attese sull’economia sono ai massimi da giugno del 2007.
_ Il rimbalzo della fiducia sia delle imprese che delle famiglie conferma che l’economia sta cominciando a beneficiare dell’impatto dei recenti shock positivi sui mercati finanziari (da energia, cambio e QE). In particolare, il balzo della fiducia delle famiglie segnala una possibile accelerazione delle vendite al dettaglio a inizio 2015 dopo il +0,1% a/a di dicembre. In generale, gli indici anticipatori sono coerenti con un ritorno alla crescita per il PIL (di almeno 0,2% t/t) nel trimestre corrente.
_ Poiché le indagini di fiducia vendono rilevate nelle prime due settimane del mese, i dati di febbraio potrebbero aver risentito positivamente (in particolare per quanto concerne il morale delle famiglie) dell’elezione del nuovo capo dello Stato di fine gennaio, mentre viceversa non hanno incorporato la (sia pur temporanea) schiarita sul fronte-Grecia. Dunque, a nostro avviso il miglioramento non è interamente di natura temporanea e (al netto di una possibile correzione fisiologica per la fiducia delle famiglie) non è destinato a essere smentito nei prossimi mesi.
_ In sintesi, i dati confermano che la crescita in media d’anno nel 2015 potrebbe essere superiore (stimiamo di circa due decimi) rispetto alla nostra previsione corrente (0,4%). Conforta il fatto che i segnali di ripresa comincino a venire non solo dalle indagini di fiducia ma anche dai dati reali (produzione/ordini all’industria e vendite di auto, tra gli altri). I motori che stanno trainando la ripresa sono principalmente di natura esogena, tuttavia, come visibile dal dettaglio sulle indagini di fiducia di imprese e famiglie, qualcosa va muovendosi anche sul fronte della domanda domestica. In effetti, gli shock che stanno trainando la ripresa (energia e cambio) sono di natura temporanea, tuttavia un rafforzamento del morale di famiglie e imprese, anche indotto dai progressi sul tema delle riforme, potrebbe aiutare a creare un circolo virtuoso in grado di autosostenersi una volta che gli effetti positivi da tali shock siano stati assorbiti.
Fonte : BondWorld.it
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