Il Punto: l’audizione di Yellen prepara la fine della forward guidance

Fed: la fine della pazienza si avvicina. BCE: in arrivo la revisione delle stime di crescita e inflazione, ma l’interesse sarà soprattutto per eventuali comunicazioni tecniche sulle modalità di conduzione del programma di acquisto di titoli….


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–  La massa di banche centrali in fase di espansione monetaria è tale da fare passare in secondo piano segnali espliciti di preparazione alla svolta della Fed: questa settimana si sono aggiunti i tagli dei tassi da parte di Turchia e Israele; da inizio anno 18 banche centrali hanno aumentato lo stimolo monetario. Le condizioni distensive per la liquidità globale aumentano la probabilità che la Fed possa scegliere la strategia di politica monetaria in base alle prospettive dello scenario domestico. Nelle audizioni in Congresso questa settimana, Yellen ha mosso qualche passo sul sentiero che porta alla svolta dei tassi. Secondo Yellen, il FOMC ritiene ancora di poter essere “paziente” nell’iniziare ad alzare i tassi: i fed funds possono restare invariati “per almeno un paio di riunioni”. Yellen aggiunge che, se le condizioni economiche continueranno a migliorare, come atteso, “il  Comitato a un certo punto inizierà a considerare un rialzo dell’intervallo obiettivo per i fed funds di riunione in riunione. Prima di allora, il Comitato cambierà la sua  forward guidance”. Questa affermazione viene però qualificata: un cambiamento della guidance, secondo Yellen, “non deve essere letta come un’indicazione che il Comitato necessariamente alzerà l’intervallo obiettivo in un paio di riunioni”.  

–  In conclusione, l’audizione di Yellen prepara la fine della  forward guidance, che prevediamo per la riunione di marzo. Inoltre, la Fed vuole anche segnalare che  un rialzo a giugno è possibile, anche se non certo. Se Yellen ha dato questo segnale, è perché c’è un ampio consenso nel FOMC sulla volontà di avere le mani libere per alzare i tassi da metà 2015 in poi.

–  Avendo la BCE appena annunciato l’estensione dell’APP ai titoli di stato, la prossima riunione del suo Consiglio Direttivo non è accompagnata da grandi attese. L’aggiornamento delle proiezioni vedrà probabilmente una revisione al rialzo di quelle di crescita e al ribasso di quelle di inflazione; saranno pubblicate per la prima volta anche le stime per il 2017, che però saranno utilizzate per sostenere le aspettative che le misure di politica monetaria appena introdotte siano mantenute per lungo tempo e non avranno per il momento grande valore segnaletico.  L’aspetto più interessante della riunione potrebbe essere la comunicazione di ulteriori dettagli sulla conduzione dell’APP (asset purchase programme), in particolare con riferimento all’eventuale introduzione di flessibilità sui flussi di acquisto mensili per adattarsi alla stagionalità del mercato primario e agli accorgimenti che saranno adottati per garantire la massima ‘neutralità’ dell’APP. Appare ormai quasi scontato che l’Eurosistema farà grande affidamento sugli intermediari finanziari per la conduzione del programma, che si presenta tecnicamente molto più complesso da gestire rispetto a quelli condotti in passato da Federal Reserve e Bank of England.

 


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