Il governo di SYRIZA cercherà di trovare una soluzione ad alcuni problemi greci come la corruzione…
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A cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
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… ma il suo piano sul lungo termine fa troppo affidamento sulla capacità della BCE di stampare moneta
– Fino a quando non verrà raggiunto un nuovo accordo con l’Europa, il Grexit rimarrà, agli occhi degli investitori, un evento possibile
Questa settimana sono stato ad Atene per incontrare funzionari, responsabili politici e bancari. Quando si viaggia in Grecia, si rimane sempre stupiti dalla qualità delle infrastrutture. Se di primo acchito si potrebbe avere l’impressione di essere in Svizzera, un occhio ai prezzi sottolinea la differenza. Viaggiare in Svizzera è, infatti, ormai divenuto estremamente costoso mentre in Grecia i prezzi sono ancora contenuti. Soggiornare nel miglior albergo di Atene costa meno che dormire in un motel a Ginevra! Questo dimostra quanto sia stato difficile adeguarsi agli standard di vita greci. Mentre la Grecia sta cercando di negoziare, entro fine giugno, un nuovo programma di bailout, siamo tornati dal nostro viaggio con alcune convinzioni forti.
Innanzitutto, riteniamo che la situazione economica si stia nuovamente indebolendo. L’attuale incertezza politica ha infatti determinato una significativa stretta creditizia. Inoltre si è completamente arrestata l’emissione di nuove obbligazioni societarie. Di conseguenza stanno nuovamente diminuendo gli investimenti delle imprese e l’economia greca è quindi sull’orlo di una nuova recessione, nonostante il tentativo di rimbalzo dello scorso anno.
Durante il nostro soggiorno ci siamo, tuttavia, resi conto che l’ammontare dei depositi bancari si è stabilizzato nel corso della scorsa settimana. Questa stabilizzazione arriva dopo un calo, iniziato a dicembre, di 20 miliardi di Euro dei depositi bancari greci che ammontano attualmente a circa 140 mld di Euro. Secondo la Banca di Grecia, l’80% dei soldi prelevati dai clienti è finito sotto il materasso. In un tal contesto, le banche greche continueranno a dipendere in modo significativo dall’ELA.
Il tempo trascorso ad Atena ci ha permesso di capire che i dirigenti di Syriza, al contrario dei componenti di Podemos in Spagna, sono di qualità, pragmatici e coscienti dell’interesse del paese di restare nella zona Euro. Tuttavia, il loro piano a lungo termine si basa troppo sulla capacità della BCE di stampare moneta. Per questo motivo SYRIZA ed i partners dell’Eurozona hanno visioni ancora molto distanti: i negoziati saranno quindi molto difficili.
La sfida principale a lungo termine sarà combattere la corruzione e creare un contesto più favorevole alle imprese. Ovviamente si tratta di un obiettivo difficile. Essendo un nuovo partito politico, SYRIZA dovrebbe essere in grado di combattere la corruzione. Dall’elezione di Tsipras, il governo ha già individuato 400 milioni di Euro di evasione fiscale (per esempio persone che trasferiscono più di 100mila Euro all’estero dichiarando un reddito minore a tale cifra!) ed ha nominato alcune persone molto competenti per ripulire il sistema.
Sebbene SYRIZA non riuscirà a rispettare tutte le sue promesse, gli esperti di politica sono abbastanza fiduciosi sulla capacità del partito di mantenere una maggioranza relativamente stabile in Parlamento. Il governo, per mantenere una stabilità socio/politica, deve almeno riuscire ad evitare un ulteriore inasprimento fiscale e deve implementare alcune misure simboliche, come la riattivazione della fornitura di energia elettrica alle famiglie povere.
Fino a quando proseguiranno i negoziati con l’Eurozona, permarrà, agli occhi degli investitori, il rischio di una Grexit con un impatto negativo per l’economia ellenica. Paradossalmente, per riportare una stabilità sociale in Grecia, la vittoria di SYRIZA era necessaria, essendo questo partito maggiormente predisposto a combattere la corruzione, uno dei principali problemi a lungo termine del paese.
Guardando alle sfide che il paese deve affrontare, senza una crescita demografica e con un debito così elevato, l’infinita saga greca rischia di proseguire anche oltre giugno, che rappresenta la prossima scadenza chiave. Per la prima volta dall’inizio della crisi al centro del dibattito non ci sono solo problemi monetari, ma anche ideologie e punti di vista differenti. Il recente alleggerimento delle regole fiscali in Europa e l’implementazione del QE da parte della BCE sono un segno evidente del fatto che l’Europa stia cercando di trovare un miglior equilibrio tra riforme strutturali e situazione economica di breve termine. Questo equilibrio è però fragile in quanto gli interessi politici ed economici dei paesi europei non sono sempre allineati.
Fonte: BONDWorld.it
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