Flash: Italia: le prospettive di ripresa e le misure governative cominciano ad avere impatto sull’occupazione

Da seguire: Area euro: Germania. Le vendite al dettaglio sono aumentate molto più delle attese a gennaio, con un rialzo di 2,9% m/m in termini reali (consenso: +0,4% m/m), dopo tre mesi in forte aumento. Il dato di gennaio,…

 


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insieme alla forte uscita dal 2014, lascia i consumi in rotta per una crescita trimestrale solida nel 1° trimestre, dopo +1,5% t/t di fine 2014. I consumi delle famiglie beneficiano di una crescita del reddito disponibile reale del 2,5% e dovrebbero essere uno dei principali motori della ripresa della domanda interna tedesca nel 2015.

Stati Uniti

  • Le vendite di autoveicoli a febbraio sono attese in calo a 16,4 da 16,6 mln di unità ann. di gennaio. La correzione delle vendite a febbraio, dal picco di 17,1 mln di dicembre, dovrebbe in parte essere causata dal clima straordinariamente avverso che ha provocato il blocco di trasporti e attività in un’ampia parte del Paese.

Ieri sui mercati

Mercati azionari in rialzo ieri negli Stati Uniti, nonostante dati USA un po’ deludenti e commenti piuttosto aggressivi da parte della Fed sul sentiero dei tassi. Modeste correzioni in Europa (a parte il Dax, circa stabile) e in Giappone. La banca centrale in Australia ha lasciato i tassi fermi, dopo il taglio del mese scorso, ma ha affermato che sarà necessario ulteriore indebolimento del c ambio e potrebbe essere appropriato nuovo stimolo monetario nel prossimo futuro.  

I mercati obbligazionari sono in attesa dei dettagli che la BCE darà giovedì riguardo al programma di acquisto titoli. Nella giornata di ieri, i rendimenti sono stati in modesto aumento sia per i titoli core sia per i periferici. Lo spread Btp-Bund si è stabilizzato a 98 pb in chiusura di giornata. Sul debito greco hanno pesato favorevolmente le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, Dijsselbloem, secondo cui i creditori internazionali della Grecia potrebbero pagare parte dei 7,2 miliardi di euro dell’ultima tranche di prestiti del programma di aiuti ad Atene già questo mese, se il Governo ellenico inizierà ad adottare le riforme necessarie.

Il Tesoro tedesco ha annunciato che la prossima settimana lancerà un nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione con scadenza 2026, con un’offerta fino a 2 miliardi di euro. L’emissione rientra nell’obiettivo della Germania di espandere l’offerta di debito indicizzato nel corso del 2015.

Area Euro

La seconda stima ha rivisto leggermente al ribasso il PMI manifatturiero, a 51 da 51,1 della prima lettura; il dato è invariato rispetto a gennaio. La prima lettura del PMI italiano ha mostrato un aumento superiore alle attese a 51,9 da 49,9 di gennaio: per trovare un valore più elevato occorre risalire allo scorso giugno.

Il tasso di disoccupazione è calato a 11,2% a gennaio, e il dato di dicembre è stato rivisto al ribasso di un decimo all’11,3%. Il tasso dei senza-lavoro è sceso in tutti i maggiori Paesi, di un decimo in Germania, Francia e Italia e di due decimi in Spagna (che comunque si conferma seconda solo alla Grecia in questa poco invidiabile classifica, al 23,4%).

In base alla stima preliminare, l’inflazione area euro è risultata più alta del previsto a febbraio, a -0,3% da -0,6% a/a di gennaio. Nel mese i prezzi sono saliti di 0,6% m/m, per effetto soprattutto del rimbalzo dei prezzi dei carburanti. L’inflazione core è rimasta stabile a 0,6% (è risalita a 0,6% da 0,4% quella ex energy), per una variazione congiunturale di 0,5% m/m.

BCE. Constancio, Vice presidente della BCE, ha indicato che la BCE può attingere da uno stock di titoli per un valore nominale di 4 trilioni di euro e che se i titoli da acquistare non dovessero essere disponibili in quantità sufficienti, la BCE potrebbe estendere gli  acquisti ad altre classi di asset.

Italia. L’ISTAT ha diffuso i dati annui su PIL e indebitamento della PA nel 2014. Il PIL nominale è aumentato a sorpresa di 0,4%, mentre il PIL reale è sceso di altrettanto. I dati di finanza pubblica mostrano un deficit in linea con le attese al 3% del PIL nel 2014 (dal 2,9% del 2013); in pratica, l’indebitamento è risultato in linea con la soglia prevista dal Trattato di Maastricht. Il saldo primario è sceso per il secondo anno consecutivo all’1,6% del PIL, dal 2% del 2013 e dal 2,2% del 2012. Il debito è salito al 132,1% del PIL, dal 128,5% dell’anno precedente. Per il 2015, stimiamo un deficit al 2,7% e un debito al 133,3% del PIL.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a febbraio cala a 52,9  da 53,5 di gennaio. L’indagine è influenzata dagli effetti della vertenza del rinnovo ddei contratti dei portuali del Pacifico e dal clima avverso: i dati non vanno letti come un segnale di inversione di tendenza: la ripresa prosegue su  ritmi compresi fra il 3 e il 3,5%.

I dati di spesa e reddito di gennaio sono fortemente influenzati dal calo dei prezzi; in termini reali i dati sono molto positivi. La spesa personale a gennaio cala di -0,2% m/m; in termini reali la spesa aumenta di +0,3% m/m. Il reddito personale aumenta di 0,3% m/m; il reddito reale è in rialzo di 0,5% m/m, il reddito disponibile reale balza di +0,9% m/m, dopo +0,5% m/m a dicembre. Il tasso di risparmio a gennaio sale a 5,5%, da 5% di dicembre. Il deflatore dei consumi cala di -0,5% m/m (+0,2% a/a), dopo -0,2% m/m a dicembre. Il deflatore core aumenta di 0,1% m/m (1,3% a/a).

La spesa in costruzioni a gennaio cala a sorpresa segnando una contrazione di -1,1% m/m (consenso: +0,3% m/m), dopo +0,4% m/m a dicembre. Nel settore residenziale la spesa aumenta di +0,6% m/m, mentre in quello non residenziale la spesa cala di -2% m/m.

La Fed segnala con sempre maggiore insistenza che il mercato deve aggiustare le aspettative sui tassi con un sentiero più vicino a quello delle proiezioni del FOMC. Fischer (Vice presidente Board) ha detto che è possibile che le aspettative di mercato si avvicinino a quelle del FOMC dopo la svolta sui tassi, e che il primo rialzo “aggiunga credibilità a quello che stiamo dicendo”. Dudley (NY Fed) ha detto che la Fed non ha particolare fretta di alzare i tassi, ma se i rendimenti straordinariamente bassi non saliranno quando la Fed inizierà la svolta, la Fed potrebbe dover seguire un sentiero molto più aggressivo dovuto al fatto che le condizioni finanziarie sono anche più accomodanti delle attese e forniscono maggiore stimolo alla crescita. Il mercato è avvisato ormai da una lunga serie di discorsi: a marzo ci sarà una svolta nella comunicazione e il FOMC si adopererà per fare adattare le aspettative e spingerle verso l’alto, preparando i rialzi che molto probabilmente inizieranno a metà 2015.

Focus Italia: le prospettive di ripresa e le misure governative cominciano ad avere impatto sull’occupazione

  • Italia. In base ai dati provvisori mensili, il tasso di disoccupazione è sceso per il secondo mese consecutivo a gennaio, al 12,6% dal 12,7% precedente (il dato di dicembre è stato rivisto al ribasso da una prima lettura di 12,9%). Si tratta di un minimo dallo scorso giugno (il record storico è stato toccato al 13,2% a novembre).
  • L’indagine sulle forze di lavoro ha mostrato che nel 4° trimestre 2014 il tasso di disoccupazione (in termini destagionalizzati) è salito di due decimi rispetto al trimestre precedente, al 13%. Nel trimestre, accelera a +0,7% la crescita dell’occupazione, anche se la ripresa si conferma trainata dalle donne (+1% contro il +0,5% degli uomini), dagli stranieri (+113 mila unità contro +44 mila degli italiani), dal part-time (+3,2% contro il +0,2% degli occupati a tempo pieno; per oltre il 64% si tratta di part-time involontario) e dai “precari” (i dipendenti a termine crescono di 145 mila unità e i collaboratori di 31 mila mentre i dipendenti permanenti a tempo pieno calano di 53 mila unità). Lo spaccato settoriale conferma la contrazione ancora in corso nelle costruzioni (-7% a/a).
  • In sintesi, i dati ripartizionali relativi al 4° trimestre 2014 confermano che la ripresa in corso per l’occupazione per ora riguarda per lo più occupati temporanei e part-time involontario mentre i lavoratori “tipici”, quelli che se fossero in crescita renderebbero più credibile la svolta in corso per il mercato del lavoro (dipendenti a tempo pieno), risultano ancora in calo. Tuttavia, i dati provvisori relativi al mese di gennaio confermano che i segnali di miglioramento vanno intensificandosi e confermano la nostra idea che il peggio per il mercato del lavoro italiano possa essere alle spalle. L’aumento delle aspettative sull’occupazione da parte sia delle imprese che delle famiglie negli ultimi mesi conferma tale trend, e le prospettive di ripresa del ciclo rendono sostenibile tale miglioramento.

Fonte: BONDWorld.it


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