Flash: nell’attesa della riunione BCE i mercati dei titoli di stato hanno registrato movimenti insignificanti

Da seguire: Area Euro: La riunione del consiglio direttivo BCE dovrebbe essere di natura più tecnica rispetto alle ultime, e potrebbe essere accompagnata in particolare dalla pubblicazione di ulteriori indicazioni sul programma di acquisto di titoli governativi che partirà…

 


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  • dalla prossima settimana. Tuttavia, anche su questo fronte non bisogna attendersi troppo: l’APP dovrà essere costruito giorno per giorno in un contesto molto più complesso di quello americano, e la BCE potrebbe aver bisogno di mantenere un quadro operativo flessibile – che significa anche più indeterminato. Per quanto riguarda le comunicazioni più convenzionali di politica monetaria, riteniamo che le stime di crescita 2015-16 saranno alzate, mentre quelle di inflazione saranno tagliate ancora. In questa occasione la BCE pubblicherà le prime proiezioni sul 2017: a tale riguardo, ci aspettiamo che le stime di inflazione siano coerenti con un politica monetaria ancora ampiamente accomodante dopo il 2016.
  • Germania. Gli ordini all’industria  sono scesi di -3,9% m/m in gennaio, riassorbendo gran parte del balzo di dicembre (+4,4% m/m, rivisto al rialzo). Il calo ha interessato sia la componente estera (-4,8%), sia quella domestica (-2,5%). Su base tendenziale, la variazione è diventata marginalmente negativa (-0,3% a/a). Le indicazioni dall’IFO e PMI manifatturiero sono coerenti con un ulteriore miglioramento del libro ordini a inizio 2015, nonostante la volatilità di questi ultimi mesi.
  • Italia. La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 4° trimestre 2014 dovrebbe confermare la stagnazione del PIL. La domanda domestica dovrebbe essersi contratta per via di un’ulteriore flessione degli investimenti, mentre potrebbe essere proseguita la pur lenta ripresa dei consumi. Il calo della domanda interna è stato compensato dal contributo positivo del commercio con l’estero, per via dell’accelerazione dell’export favorita dalla maggiore domanda dai principali partner commerciali (Germania e Stati Uniti in primis) nonché dal cambio debole. Il PIL, a nostro avviso, tornerà a crescere nel trimestre corrente.

Stati Uniti

  • La produttività nel 4° trimestre dovrebbe essere rivista verso il basso, con una contrazione prevista di -2,4% t/t, da -1,8% t/t della prima stima.

Ieri sui mercati

  • Mentre nell’attesa della riunione BCE i mercati dei titoli di stato hanno registrato movimenti insignificanti, il cambio euro/dollaro è sceso per il quinto giorno di fila. Il movimento ha superato i minimi di gennaio e nelle ultime ore ha portato il cambio a 1,1025. L’euro si è indebolito anche rispetto alla sterlina (0,7247) e al franco svizzero (1,0676).
  • La banca centrale del Brasile ha alzato il SELIC di 50pb al 12.75%, come reazione all’andamento sostenuto dell’inflazione.
  • La Cina ha annunciato un obiettivo del 7% per la crescita del PIL nel 2015

Area euro

Il dato finale di febbraio del PMI servizi è stato rivisto da 53,9 a 53,7. In Spagna, il PMI dei servizi è sceso da 56,7 a 56,2. In Italia, da 51,2 a 50,0. In entrambi i paesi, però, le aspettative sono ulteriormente migliorate, così come l’indice dei nuovi ordini. Confermato il balzo da 49,4 a 53,4 dell’indice francese già segnalato nella stima preliminare, mentre l’aumento dell’indice tedesco è stato ridimensionato a 0,7 punti, da 54 a 54,7.

L’indice PMI composito per l’Eurozona è stato rivisto da 53,5 a 53,3. L’indice italiano è sceso da 51,2 a 51,0, in quanto la dinamica del manifatturiero ha compensato in gran parte la flessione dei servizi. In gennaio, le vendite al dettaglio sono cresciute di 1,1% m/m e 3,7% a/a. I dati di dicembre sono stati rivisti al rialzo a 0,4% m/m e 3,1% a/a. La crescita ha riguardato tutte le categorie,  alimentari (+1,0%), prodotti non alimentari (+1,2%) e carburanti (+3,2%).

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a febbraio è pari a 212 mila, dopo 250 mila di gennaio (rivisto da 213 mila).

L’ISM del settore non manifatturiero a febbraio aumenta a 56,9, da 56,7 di gennaio, contro attese di una correzione a 56,5. 

La Fed ha pubblicato il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC del 17-18 marzo. Il rapporto conferma anche questa volta espansione diffusa sia per aree geografiche sia per settore.

Evans (Chicago Fed) ha detto che a suo avviso i tassi non dovrebbero salire prima del 1° semestre 2016, in modo da mantenere un ampio stimolo che permetta di portare l’inflazione al 2% entro il 2018.

Fonte: BONDWorld.it


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