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Flash: Italia. A luglio, i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in crescita

Da seguire: Area Euro: – Italia. A luglio, i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in crescita dello 0,1% m/m (con qualche rischio verso l’alto) e l’inflazione dovrebbe aumentare all’1,4% dall’1,3% a/a. Sull’armonizzato i …


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prezzi dovrebbero calare di -1,1% m/m e l’inflazione salire all’1,5% dall’1,4% a/a. Tra i rincari nel mese ricordiamo metano (+3,2%) e pedaggi autostradali, mentre viceversa dovrebbe registrarsi un calo dei prezzi dei carburanti (pari in media a quasi un punto percentuale) e dell’elettricità (-0,5%). L’inflazione core, al netto delle componenti più volatili, dovrebbe rimanere stabile all’1,3% a/a. Stimiamo per i prossimi mesi un’inflazione in crescita assai moderata, all’1,5% a/a a fine anno.

– La stima preliminare per il mese di luglio dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in crescita dell’1,7% a/a dall’1,4% a/a del mese precedente. I prezzi al consumo sono visti calare di
-0,4% m/m per via della stagionalità di luglio. L’inflazione core dovrebbe rimanere stabile allo 0,9% a/a. Stimiamo un’inflazione del tutto sotto controllo per i prossimi mesi (all’1,8% a fine anno). Sulla dinamica sottostante anzi restano ampie pressioni verso il basso.

– Il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe rimanere stabile al 10% a giugno. Si tratta di un massimo da 12 anni. Nel mese il tasso dei senza-lavoro è calato in Germania, ma potrebbe essere salito nella maggior parte degli altri paesi dell’area. Sia pur lentamente, la salita del tasso dei disoccupati potrebbe riprendere nei prossimi mesi nonostante i segnali di deciso miglioramento del ciclo.

– Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è visto in crescita all’8,8% a giugno. Il mese precedente, il tasso di disoccupazione era rimasto stabile all’8,7%, ma si era trattato di un segnale solo apparentemente incoraggiante, perché dovuto a un calo della forza-lavoro piuttosto che a un aumento degli occupati. La disoccupazione è vista ancora in crescita nei prossimi mesi e dovrebbe superare il 9% verso la fine dell’anno.

Stati Uniti

– La prima stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe vedere una crescita del 2,6% t/t ann., circa in linea con la dinamica del 1° trimestre (+2,7% t/t ann.), penalizzato da un ampio contributo negativo del commercio estero (-0,8pp). I dati più recenti di bilancia commerciale hanno, infatti, mostrato una dinamica delle importazioni molto più sostenuta (anche in termini reali) rispetto a quella delle esportazioni. La domanda domestica dovrebbe vedere contributi positivi da tutte le componenti. Le scorte dovrebbero contribuire positivamente per circa 0,3pp. I consumi dovrebbero aumentare a un ritmo del 2,7% t/t ann., l’edilizia residenziale sarà supportata dagli effetti positivi degli incentivi sulla parte iniziale del trimestre e tornare a contribuire positivamente alla crescita dopo il calo di -10,3% t/t ann. del 1° trimestre. Gli investimenti fissi delle imprese resteranno su un sentiero di rapida espansione, segnando una netta accelerazione rispetto al modesto +2,2% t/t ann. del 1° trimestre. La spesa pubblica dovrebbe vedere un aumento del contributo della componente federale grazie all’espansione della spesa per costruzioni, con un effetto prevalente sulla restrizione attuata a livello statale e locale.

– Il Chicago PMI a luglio è previsto in calo a 56 da 59,1 di giugno, il terzo calo consecutivo dal picco di 63,8 ad aprile. L’indice aveva registrato una correzione più contenuta rispetto a quanto visto dalle altre indagini, incluso l’ISM manifatturiero. La componente ordini dovrebbe calare ancora da 59 di giugno e l’indice di produzione, che era ancora aumentato a giugno a 64,2, dovrebbe correggere ampiamente per riavvicinarsi al livello degli ordini.

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (finale) dopo il crollo visto con il dato preliminare, dovrebbe risalire da 66,5 a 67, sostenuta dall’approvazione dell’estensione dei sussidi di disoccupazione e dall’ulteriore calo dei tassi sui mutui.

Ieri sui mercati

Ripiegano gli indici statunitensi e chiudono la seduta in territorio negativo: il Dow Jones a -0,29%, l’S&P500 a -0,42% e il Nasdaq a -0,57%. Debolezza sui mercati asiatici, con l’indice Nikkei che accusa una perdita pari a -1,64%. Tornano in calo i rendimenti dei bund con il titolo a 10 anni a 2,71% (-3pb) e il titolo a 2 anni a 0,83%, in calo di -2pb. Sul mercato dei cambi, l’EUR/USD ha raggiunto un nuovo massimo a 1,3108 grazie sia ai dati dell’area euro migliori del previsto, sia alla generalizzata debolezza del dollaro.

Area Euro

L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è salito di molto oltre le attese a luglio, a 101,3 da 99 (rivisto al rialzo di tre decimi) di giugno. È stata confermata la stima preliminare di un miglioramento della fiducia dei consumatori (a -14 dal precedente -17), e anche il morale delle imprese è migliorato (oltre le attese), a -4 da -6 nel manifatturiero e 6 da 4 nei servizi. Il livello dell’indice è ora coerente con una crescita annua di circa 1,5% a/a (dallo 0,6% a/a del primo trimestre).

Germania. Il tasso di disoccupazione è sceso ancora a luglio, proseguendo nel trend iniziato quasi un anno fa, arrivando al 7,6%. Si tratta di un minimo dal 1991. Il numero dei disoccupati è calato, su base destagionalizzata, di altre 20 mila unità (come a giugno). È il tredicesimo mese consecutivo di calo dei senza-lavoro. Il dato conferma l’ottima performance del mercato del lavoro tedesco specie se paragonato agli altri paesi dell’area euro.

Stati Uniti

Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione sono calate più del previsto a 457 mila unità nella settimana al 24 luglio, dalle 468 mila precedenti. La media a 4 settimane è scesa a 453 mila unità, un livello non distante dai minimi post-settembre 2008. Le richieste di rinnovi sono aumentate a 4.565.000 unità nella settimana al 17 luglio, da 4.484.000 unità precedenti. Anche in questo caso la media a 4 settimane è ai minimi dal 2008.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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