Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda….
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Da seguire:
I market mover della settimana
Nell’area euro le stime preliminari dovrebbero mostrare un recupero dell’inflazione a 0,0% da -0,1% nella media area euro e di due decimi in Germania (a +0,3%) e Spagna (a -0,5%). In Italia, invece, la dinamica annua dei prezzi al consumo potrebbe rallentare di due decimi a -0,3% a/a sulla misura nazionale e tornare in territorio negativo a -0,2% a/a su quella armonizzata, per effetto della revisione delle tariffe elettriche. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso in lieve progresso a 104,1. La fiducia delle imprese in Italia è vista poco variata. La Spagna è il 1° paese a pubblicare i dati sulla crescita del PIL nel 1° trimestre: ci aspettiamo una crescita di 0,8% t/t, dopo il +0,7% t/t di fine 2014. Le vendite al dettaglio dovrebbero essere cresciute di 0,5% m/m in Germania a marzo dopo la lieve flessione del mese precedente; in Francia le vendite di beni manufatti sono attese in aumento di 0,4% m/m da 0,1% m/m di febbraio.
La settimana è ricca di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. La riunione del FOMC non dovrebbe offrire nuove informazioni di rilievo, in attesa di nuovi dati che facciano luce sull’evoluzione dello scenario. I dati dovrebbero dare segni di disgelo, dopo la pausa invernale. La prima stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe mostrare una significativa frenata. Ad aprile, la fiducia dei consumatori, l’ISM manifatturiero e le vendite di autoveicoli dovrebbero confermare la riaccelerazione della crescita. Per marzo, la spesa personale dovrebbe accelerare, pur a fronte di un rallentamento della crescita del reddito. I deflatori dei consumi dovrebbero segnare aumenti in linea con quanto visto per il CPI, con una modesta accelerazione del trend dei prezzi core.
Venerdì sui mercati
Gli scarsi progressi tra Grecia e Eurogruppo questo fine settimana a Riga erano in parte attesi, tuttavia i toni sono stati più perentori del previsto (v. sotto), per il momento la risposta dell’azionario è ancora positiva con le principali piazze ancora in rialzo in apertura di sessione. Il mercato obbligazionario ed in particolare i periferici sembrano risentire dell’incertezza sulla Grecia con il 10 BTP e Bonos in rialzo in apertura di seduta. L’EUR ha aperto in area 1,0858 e il trend potrebbe essere confermato supportato dai dati positivi in Europa Venerdì il trend di rialzo sarà temperato dal QE BCE ed in parte dalle preoccupazioni sulla Grecia.
Area euro
L’Eurogruppo di venerdì si è chiuso senza progressi sostanziali, come previsto, ma il tono e le dichiarazioni sono molto pesanti nei confronti della Grecia. Il comunicato rammenta che “l’accordo del 20 febbraio rimane il quadro entro cui raggiungere un accordo” e afferma che “la responsabilità è principalmente sulle spalle delle autorità greche”. Non si fa alcun cenno alla possibilità di convocare una nuova riunione straordinaria dell’Eurogruppo prima dell’11 maggio. Il tono apparentemente neutro delle frasi incluse nel testo scritto ha acquistato un colore più netto nelle dichiarazioni orali: l’Eurogruppo rifiuta la richiesta di introdurre un processo di rilascio graduale dei fondi, che avrebbe consentito alla Grecia di implementare soltanto parte delle richieste, e rifiuta altresì la richiesta di iniziare subito a discutere del terzo programma di aiuti; la posizione dei creditori è che dovrà essere prima concluso il secondo programma. Questo rappresenta a tutti gli effetti un aut-aut al governo greco.
Ancora una volta, le dichiarazioni di Varoufakis riportano una lettura apparentemente diversa: pur ammettendo che si è trattato di una riunione “intensa”, il ministro delle finanze greco ha ribadito di “volere un accordo” e di essere disposto “a fare compromessi per conseguirlo”, sostenendo “che alla fine si troverà una soluzione”. Può darsi che faccia buon viso a cattivo gioco, per evitare il panico. A meno che il governo greco non creda ancora che l’Eurogruppo cederà all’ultimo secondo, ora sarà necessario scegliere rapidamente fra una piena accettazione del programma, rischiando la crisi interna a Syriza, e la strada che porta al controllo dei capitali e al default.
Germania. L’IFO registra il sesto miglioramento consecutivo portandosi ad aprile a 108,6 da 107,9, lasciando l’indice ai massimi da dieci mesi. L’indice sulla situazione corrente migliora a 113,9 da 112,1 (rivisto al rialzo di un decimo), anche in questo caso sesto incremento consecutivo, sui massimi da giugno 2014. Delude invece l’indicatore sulle aspettative, che passa a 103,5 da 103,9. In sintesi, la lettura della tornata di indagini di aprile suggerisce che il trend di fondo dell’economia tedesca è ancora solido. Tuttavia, il calo delle attese nelle indagini ZEW ed IFO per la prima volta da ottobre scorso suggerisce che l’incertezza collegata alla crisi Greca e ai rischi geopolitici nell’area mediterranea potrebbero impattare sull’ottimismo delle aziende nei prossimi mesi. I prossimi dati su vendite al dettaglio e produzione industriale saranno cruciali per valutare l’entrata nel secondo trimestre, ma per il momento confermiamo lo scenario di una crescita dell’economia tedesca attorno all’1,9%-2,0% per l’anno in corso
Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio è circa stabile ad aprile passando a -6,2 da -6,3, meno delle stime di consenso. L’indice per il comparto manifatturiero, che risente maggiormente delle condizioni economiche dei paesi core, è migliorato a -7,3 da -8,1 (terzo rialzo consecutivo), grazie ad un aumento del libro ordini. Il clima peggiora nel commercio e nelle costruzioni. L’indice sintetico è al di sopra della media di lungo periodo (-7,7) ed è quindi coerente con una crescita moderata del PIL in Primavera e in lieve accelerazione rispetto a inizio 2015. La prossima settimana, è in uscita la stima preliminare sulla crescita del PIL nel 1° trimestre.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a marzo sorprendono verso l’alto, con un aumento di 4% m/m (consenso: 0,6% m/m), dopo -1,4% m/m di febbraio. Il dato è sostenuto da un forte aumento nel comparto volatile dell’aeronautica civile (+30,6% m/m), che incorpora una parte di ordini di febbraio arrivati troppo tardi per entrare nella rilevazione del mese. Al netto dei trasporti gli ordini invece deludono, con una correzione di -0,2% m/m (consenso: +0,3% m/m). Gli ordini di beni capitali aumentano di 4,8% m/m; al netto della difesa l’incremento è di 3,5% m/m; al netto di difesa e aerei gli ordini calano invece di -0,5% m/m. I cali sono diffusi, con l’esclusione del segmento dell’informatica. Le consegne di beni capitali sono in rialzo di 0,6% m/m; al netto di difesa e aerei, invece si registra un calo di -0,4% m/m, che mette ombre sulla performance degli investimenti fissi delle imprese nel 1° trimestre. Le scorte aumentano di 0,1% m/m; il rapporto scorte/fatturato cala a 1,67 da 1,69 di febbraio. I dati complessivamente sono misti e segnalano il perdurare dell’effetto restrittivo del dollaro forte sul settore manifatturiero. La previsione di un solido rimbalzo dei consumi nel 2° trimestre mantiene però positivo lo scenario della crescita nel resto dell’anno.
Fonte: BONDWorld.it
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