Flash: Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è atteso in miglioramento

Da seguire: Il focus dei mercati si sposterà sul FOMC di domani che dovrebbe confermare che la normalizzazione della politica monetaria dipenderà dall’evoluzione dei dati macroeconomici, con tempi incerti…..

 


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

   L’azionario europeo potrebbe aprire in calo dopo la chiusura in negativo di Wall Street e del Giappone (su dati più deboli del previsto). Nella giornata di ieri le principali piazze azionarie europee hanno recuperato in corso di seduta, in parte nella speranza di uno sblocco dei negoziati con la Grecia, a seguito della decisione del governo greco di creare una nuova squadra di negoziatori per le trattative con i creditori europei (v. sotto). La borsa di Atene è salita del 4,4%, mentre a Piazza Affari il FTSE Mib ha messo a segno un +1,62%. Risvolti positivi anche sull’obbligazionario: dopo un’apertura in rialzo, i periferici hanno chiuso con un diffuso calo dei rendimenti ed in particolare del tratto 5-15 anni. Torna sotto 12 bps lo spread BTP-Bund e lo spread Bonos –Bund scende sotto 115. In salita anche l’oro fino a 1202,6$, da 1176 in apertura di seduta. Il cambio EUR ha sfiorato 1,09 in corso di giornata per poi tornare in area 1,089, improbabile però una rottura dei massimi recenti a 1,1052 EUR/USD in attesa della riunione del FOMC e della Banca del Giappone. L’eventuale raggiungimento di 1,10 EUR/USD nel breve non precluderebbe comunque una successiva correzione nel range 1,05-1,00 EUR/USD, purché il primo rialzo Fed non venga rinviato dal 3° al 4° trimestre. Poco mosso, infine, il prezzo del petrolio intorno ai 65$ a barile sui segnali di futuro calo della produzione negli Stati Uniti e sugli scontri nello Yemen. Il future giugno sul WTI segna 56,37 dollari al barile.

Area Euro

   Francia. L’indice di fiducia dei consumatori è atteso in miglioramento ad aprile a 94 da 93 del mese precedente. Sebbene l’indice sia ancora al di sotto della media di lungo periodo (100), l’andamento dei primi mesi dell’anno mostra un recupero del morale rispetto al 2014 (media a 87), sostenuto dal basso livelli dei prezzi e dal modesto alleggerimento fiscale. A pesare rimangono le condizioni del mercato del lavoro, ancora molto debole.

Stati Uniti

   La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile è prevista in aumento a 102 da 101,3 di marzo, su livelli di metà 2007, con una conferma del trend positivo. A marzo, la componente aspettative era salita ampiamente, mentre l’indice corrente aveva corretto. Per aprile, è prevista una moderata ripresa dell’indice coincidente e una stabilizzazione delle aspettative. Tutti gli indici di fiducia nelle ultime settimane sono stati in rialzo dopo la pausa dei primi mesi del 2015.

Ieri sui mercati

Area euro

Grecia Il primo ministro Tsipras, infatti, dopo il nulla di fatto dell’Eurogruppo della scorsa settimana, ha annunciato che i negoziati saranno coordinati dal vice Ministro degli esteri Tsakalotov, mettendo così implicitamente più sullo sfondo il ministro delle finanze Varoufakis (a cui resta il ruolo di supervisore della trattativa), duramente criticato dai colleghi europei durante l’incontro di Riga.

BCE Nell’ottava del 24 aprile, il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 11,71 miliardi di euro salendo a 85,01 miliardi di euro da 73,3 miliardi della precedente ottava. Il ritmo di acquisti settimanali è in line con quello della precedente ottava ma ancora leggermente inferiore alla media delle 5 settimane precedenti. Gli acquisti di titoli covered sono stati leggermente al di sopra della media delle precedenti settimane e pari a 2,96 miliardi di euro, portando il portafoglio CBPP3 a 72,61 miliardi dai 69,65 precedenti, mentre gli acquisti settimanali di ABS sono stati pari a 241 milioni, portando il totale titoli in portafoglio a 5,76 miliardi di euro dai 5,52 miliardi della precedente ottava.

Giappone

Le vendite al dettaglio sono crollate a marzo ad un ritmo (-9,7% a/a) che non si vedeva dal 1998, ben al di sotto delle stime di consenso per un calo di 7,5%a/a. Le vendite presso i grossisti calano del 13% anche in questo caso più del previsto. La fiducia presso le piccole imprese è rallentata a 47,4 da 49,8, tornando sui livelli di ottobre scorso. I dati sulle vendite al dettaglio suggeriscono che i consumi in Giappone rimangono piuttosto deboli. Il dato arriva prima della riunione della Banca del Giappone di questo giovedì e della pubblicazione delle previsioni di crescita che potrebbero mostrare una revisione verso il basso alle stime di inflazione.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.