Da seguire: Si tengono oggi le elezioni politiche nel Regno Unito, questa volta caratterizzate da elevatissima incertezza e da una forte probabilità che sia necessaria una…
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coalizione per formare il nuovo governo. Anche per questo, è probabile che soltanto i risultati definitivi possano sbloccare la reazione di mercato.
Area Euro
- Germania. Gli ordini all’industria sono attesi in recupero del 2,0% m/m a marzo dopo il calo inatteso del mese precedente di 1,2% m/m. Le indagini di clima hanno segnalato un recupero del libro ordini sia dall’interno che dall’estero a marzo e aprile. Se confermato, il dato lascerebbe in ogni caso gli ordini in rotta per un calo di 1,4% t/t sul trimestre. Il deprezzamento del cambio dovrebbe supportare la domanda estera rivolta all’industria tedesca nei prossimi mesi.
- Francia. La produzione industriale a marzo è calata di -0,3% m/m, dopo il +0,5% m/m di febbraio, rivisto al rialzo da zero. Il contributo della produzione energetica è stato pesantemente negativo, a causa di temperature tornate in linea con la media stagionale dopo un inverno mite. La produzione manifatturiera è salita di 0,3% m/m, dopo il +0,5% di febbraio. Nel 1° trimestre la produzione industriale cresce di ben 1,4% t/t, fornendo un significativo contributo positivo al PIL.
Ieri sui mercati
- Continua il crollo dei titoli governativi europei. Il rendimento del Bund decennale è salito a 0,59%, e la tendenza rimane molto negativa anche quest’oggi. I mercati della periferia subiscono anche l’ulteriore shock derivante dall’allargamento dei differenziali (135pb per il BTP).
Area Euro
Grecia. La BCE ha autorizzato l’aumento da 76,9 a 78,9 miliardi del tetto sulla ELA per le banche greche, senza aumentare per il momento il margine di garanzia.
Riguardo ai negoziati in corso, una dichiarazione congiunta del primo ministro ellenico e del presidente della Commissione Europea afferma che si è discusso riguardo “all’importanza di riforme che modernizzino il sistema previdenziale” e riguardo alla “necessità che l’andamento salariale e il regime del mercato del lavoro sostengano la creazione di posti di lavoro, la competitività e la coesione sociale”, e che le parti concordano sul ruolo di un sistema di contrattazione collettiva “moderno ed efficace”, in linea con i “migliori standard europei”. Sul fronte previdenziale, secondo Kathimerini il governo greco sarebbe pronto a concessioni, ma non ancora ad accettare il principio del pareggio dei flussi di cassa.
Sempre ieri Commissione Europea, FMI e BCE hanno cercato di mettere a tacere le voci di contrasti sostenendo di “condividere il medesimo obiettivo” e di “continuare a lavorare assieme”.
Secondo quanto riportano tutte le fonti, appare poco probabile che un accordo sia raggiunto all’Eurogruppo di lunedì 11 maggio, che servirà piuttosto per definire la piattaforma sulla quale basare l’intesa finale. Venerdì dovrebbe riunirsi la segreteria politica di Syriza, un’occasione per un confronto interno sulle concessioni che dovranno essere fatte per garantirsi gli aiuti finanziari e discutere riguardo all’eventuale necessità di una consultazione popolare sulle misure, opzione già prospettata nei giorni scorsi da Tsipras.
Le vendite al dettaglio sono calate più del previsto di -0,8% m/m a marzo, dopo essere cresciute di 0,1% (rivisto da -0,2% precedente) a febbraio. La variazione annua è rallentata a 1,6% da 2,8% di febbraio (da notare che gli alimentari sono sostanzialmente fermi rispetto a un anno fa mentre i non alimentari crescono del 3%). Le vendite sono calate in tutti i principali Paesi per cui sono disponibili i dati (Germania -2,3%, Francia -0,3%, Spagna -0,2% m/m). In sintesi, nel trimestre le vendite sono aumentate di 0,7% t/t, circa in linea con lo 0,8% dei tre mesi precedenti. Tuttavia, il calo di marzo crea un effetto di trascinamento negativo sul trimestre in corso.
Il PMI servizi di aprile per l’area euro è stato rivisto al rialzo a 54,1 da 53,7 della prima lettura (comunque in lieve calo rispetto al 54,2 di marzo). Di conseguenza, anche l’indice composito è stato riletto a 53,9 da 53,5 della stima flash (da 54 di marzo). In sostanza, il calo dei PMI del mese di aprile, che aveva sorpreso il consenso e i mercati è stato di molto ridimensionato. Da notare che mentre il PMI (servizi e composito) tedesco è stato rivisto verso il basso, viceversa decisamente più ottimistica è la lettura dell’indice francese (il PMI servizi sale di sei decimi a 51,4). La prima lettura dei PMI per Italia e Spagna ha mostrato una decisa accelerazione rispetto al mese precedente (in controtendenza rispetto a Germania e Francia).
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati ad aprile è di 169mila unità; il dato di marzo è rivisto a 175mila, da 189mila. I dati mostrano un aumento di 170mila occupati nei servizi e una correzione di 1000 nell’industria, dando supporto alla previsione di calo di occupati nel manifatturiero.
La crescita della produttività nel 1° trimestre resta ampiamente negativa a -1,9% t/t ann. (+0,6% a/a), dopo -2,1% t/t ann.. del 4° trimestre 2014. Il costo del lavoro per unità di prodotto balza di +5% t/t ann., dopo +4,2% t/t ann.
Dalla Fed sono arrivati altri discorsi che compongono un po’ alla volta il quadro delle opinioni all’interno del FOMC. Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che a suo avviso un rialzo dei tassi a settembre potrebbe essere appropriato, anche se tutte le riunioni possono essere in gioco. George (Kansas City Fed) ha invece messo l’accento sui rischi crescenti collegati agli acquisti di titoli da parte della banca centrale, segnalando che bolle e rischi per la stabilità finanziaria sono troppo difficili da individuare. Anche George ha detto che la svolta dei tassi può avvenire a qualsiasi riunione da ora in poi.
Fonte: BONDWorld.it
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