Flash: La BCE ha alzato di soli 200 milioni

Da seguire: Area Euro: Area euro. A maggio, il PMI composito dovrebbe recuperare la flessione del mese precedente e risalire a 54,1 da 53,9. Il PMI manifatturiero è visto tornare a 52,3, un decimo al di sopra del livello di marzo scorso. In particolare, ci aspettiamo un miglioramento degli ordini domestici ed una stabilizzazione degli ordini dall’estero. Il PMI servizi dovrebbe risalire a 54,2 da 54,1. I servizi dovrebbero..

 


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  • essere sostenuti dalla dinamica della domanda interna. Il PMI composito tedesco è visto recuperare a 54,4 da un precedente 54,1, ancora al di sotto del livello di marzo (55,4), grazie ad un miglioramento di fiducia nel manifatturiero a 52,5 (da 52,1) e nei servizi a 54,6 (da 54,0).
  • La BCE pubblica le Minute della Riunione del 15 aprile. Sarà interessante verificare la discussione sull’implementazione dell’EAPP e sulla Grecia. Riguardo l’EAPP i Membri del Consiglio si sono espressi indicando che ipotesi di tapering prima di settembre 2016 sono premature.

Stati Uniti

  • L’indice della Philadelphia Fed dovrebbe essere poco variato a maggio, a 8 da 7,5 di aprile. Si dovrebbe vedere graduale miglioramento di ordini e consegne rispetto a dati ancora deboli di aprile, mentre l’indice di occupati dovrebbe calare dopo un aumento un po’ sorprendente a 11,5. Le aspettative a 6 mesi sono in ripresa dopo il crollo di febbraio, ma non dovrebbero segnalare ulteriore accelerazione. Il settore manifatturiero dovrebbe registrare un’espansione moderata dell’attività nei prossimi trimestri. 
  • Le vendite di case esistenti dovrebbero nuovamente aumentare ad aprile, a 5,25 mln di unità ann. da 5,19 mln di marzo, alla luce delle indicazioni positive dei contratti di compravendita, in rialzo per tre mesi consecutivi e sui massimi da metà 2013. I contratti di compravendita fanno prevedere ulteriore aumento delle vendite anche a maggio, confermando la tendenza positiva prevista per tutte le variabili del settore immobiliare residenziale.

Ieri sui mercati

  • Grecia. Nuova escalation dei toni nei negoziati. Il portavoce della maggioranza in parlamento ha ammesso che in mancanza dello sblocco dell’ultima tranche di aiuti (pari a circa 7,2 miliardi di euro) da parte dei partner europei Atene non sarà in grado di far fronte al pagamento della prossima tranche dovuta al FMI in scadenza il 5 giugno, pari a circa 300 milioni di euro. Simile avviso è arrivato dal ministro Varoufakis in un’intervista a Channel 4. In giugno sono calendarizzate in tutto quattro tranche: il 5, il 12, il 16 e il 19, per un totale di circa 1,55 miliardi di euro dovuti a titolo di rimborso di capitale. L’annuncio non è una sorpresa per i contenuti, abbastanza ovvi, ma il fatto che l’accento sia caduto sul rischio di fallimento invece che sulla probabilità di successo sembra un tentativo di forzare la mano sui negoziati. Kathimerini riferisce che il ministro Flambouraris ha informato la segreteria politica di Syriza che l’eventuale accordo non includerebbe tagli a pensioni e salari, imporrebbe obiettivi fiscali più bassi e farebbe riferimento alla necessità che il debito greco sia ristrutturato.

Dal fronte dei creditori, i toni sono stati analogamente duri. Intervistato da Les Echos, il ministro delle finanze tedesco Schäuble ha definito “possibile” un default della Grecia e ha chiesto alla Commissione Europea di non travalicare i limiti del suo mandato nella ricerca di una mediazione. Sempre Schäuble ha espresso dubbi sulla fattibilità di un terzo programma, perché la Grecia non ha più un avanzo primario, non rispetta le condizioni e non vuole un programma di aiuti.  Fonti europee citate da Kathimerini sostengono che sono già state fatte molte concessioni al governo di Atene e che è sopravvissuto soltanto un terzo delle condizioni inizialmente previste per il completamento del programma.

Intanto, la BCE ha alzato di soli 200 milioni, a 80,2 miliardi, il tetto dell’ELA per le banche greche.

  • Il mercato secondario dei titoli governativi ha chiuso con modesti rialzi dei rendimenti a medio e lungo termine in Europa, e con ribassi negli Stati Uniti (dove hanno pesato i verbali del FOMC). Movimenti contrastati e nel complesso limitati per i premi al rischio.
  • Terza giornata di recupero per il dollaro, che riporta il cambio dell’euro ai minimi del mese: 1,1091, con minimi infragiornalieri a 1,1061. Euro debole anche contro sterlina e franco svizzero.
  • Le quotazioni del petrolio sono risalite dai minimi del 19/5; il future sul Brent ha chiuso a $65,03.

Stati Uniti

I verbali della riunione del FOMC di fine aprile non modificano la valutazione dello scenario economico, confermano che il rialzo non verrà telegrafato in anticipo, ma segnalano anche che giugno, pur non essendo escluso, è assai improbabile come data della svolta.

Fonte: BONDWorld.it


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