Flash: Italia: Ripresa e riforme cominciano a incidere sulla disoccupazione

Da seguire: Grecia. Il lungo vertice di ieri sera fra il primo ministro greco, il presidente della Commissione Europea e il presidente dell’Eurogruppo si è concluso senza risultati definitivi, ma anche senza una rottura. In effetti, Tsipras ha…

 


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subito tranquillizzato riguardo al pagamento di venerdì al FMI e tutte le parti in causa, incluso Dijsselbloem, hanno riconosciuto che sono stati fatti dei passi avanti. Tuttavia, Tsipras ha di nuovo affermato che soltanto la proposta greca è realistica, facendo esplicito riferimento a richieste di alzare l’IVA sulle forniture elettriche di 10 punti percentuali e di tagli sulle pensioni. Inoltre, il ministro delle finanze tedesco ha dichiarato oggi di non avere alcuna informazione che siano stati fatti progressi decisivi. Le due parti sarebbero per lo meno vicine riguardo agli obiettivi fiscali: il piano dei creditori prevede un saldo primario di 1,0% nel 2015, 2,0% nel 2016, 3,0% nel 2017 e 3,5% in seguito (invece di 4,5%).

Una nuova riunione si svolgerà nei prossimi giorni: tenuto conto della necessità di trasformare l’accordo politico in un documento tecnico articolato, ottenere l’approvazione dell’Eurogruppo e  coinvolgere i parlamenti in diversi paesi, è necessario che tutto sia pronto per un voto dell’Eurogruppo entro due settimane, e perciò che l’intesa politica giunga entro qualche giorno. Per Tsipras, c’è l’ulteriore problema di ottenere l’approvazione del comitato centrale e del gruppo parlamentare di Syriza, all’interno dei quali è presente una folta minoranza che preferirebbe rompere con i creditori. Un altro rischio è che Tsipras sia costretto a indire elezioni anticipate per confermare il mandato popolare, come prospettato ieri dal portavoce del gruppo parlamentare di Syriza, Filis.

Stati Uniti

La produttività nel 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso il basso, segnando una contrazione di -2,9% t/t da -1,9% t/t della prima stima, in seguito alla revisione del PIL.

Ieri sui mercati

Nuovo violento rialzo dei tassi sulle curve europee, ma questa volta all’insegna di un restringimento dei premi al rischio. Il rialzo è stato di 18-21pb sulle scadenze lunghe della curva Bund, mentre si è fermato ad appena 3pb sulla scadenza quinquennale. Sui BTP l’aumento non ha superato i 5pb, con il risultato di abbattere di circa 13pb il differenziale decennale con il Bund. Pressione al rialzo, ma più limitata, anche sugli UST. I movimenti potrebbero essere ispirati da una combinazione di dati in miglioramento negli US, spiragli sul fronte della crisi greca e disinteresse della BCE per la volatilità sulla curva.

Coerentemente al movimento dei differenziali di tasso, l’euro è risalito nel primo pomeriggio fino a massimi di 1,1284, per poi correggere marginalmente a 1,1260. L’euro è avanzato anche rispetto alla sterlina. 

Area Euro

La seconda stima rivede al rialzo il PMI composito area euro a 53,6 da una stima preliminare di 53,4. L’indice risulta in ogni caso in calo di tre decimi rispetto ad aprile scorso. Per ora, le indagini rimangono coerenti con le nostre stime di crescita media annua del PIL eurozona di 1,5%.

Le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,7% m/m ad aprile dopo il -0,6% m/m del mese precedente. La debole uscita dai mesi invernali lascia la dinamica trimestrale delle vendite in rotta per un +0,4% t/t a giugno dopo il +0,7% t/t di marzo. Il forte aumento delle immatricolazioni auto tra marzo e aprile suggerisce che i consumi complessivi sono in rotta per un aumento di 0,5% t/t a giugno in linea con quella che dovrebbe essere stato il ritmo di crescita del 1° trimestre.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale ad aprile si chiude drasticamente, a -40,9 mld di dollari, da -50,6 mld di marzo (rivisto da -51,4 mld). Al netto del petrolio, il deficit cala a -34,1 mld, da -43 mld di marzo. I dati mostrano l’attesa normalizzazione dei flussi commerciali dopo la fine della disputa sul contratto dei portuali del Pacifico e la volatilità legata al capodanno cinese. Ad aprile le esportazioni sono in aumento di 1% m/m, dopo +0,8% m/m di marzo, le importazioni sono in calo di -3,3% m/m, dopo il balzo di 6,5% m/m di marzo. Con dati di maggio e giugno sui livelli di aprile, il canale estero darebbe un contributo positivo alla crescita del 2°  trimestre pari a circa 0,5 pp, dopo aver sottratto circa -1,9 pp alla crescita del PIL nel 1° trimestre.  

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a maggio è di 201mila, dopo +165mila di aprile. I dati sono in linea con le previsioni dei nuovi occupati non agricoli di maggio in uscita venerdì 5 giugno. 

L’ISM non manifatturiero a maggio cala a 55,7 da 57,8 di aprile. Gran parte dei sotto-indici sono in calo, ma da livelli molto elevati: attività a 59,5 da 61,6, ordini a 57,9 da 59,2, occupazione a 55,3 da 56,7. Sono invece in aumento gli ordini dall’estero (a 55 da 48,5), le importazioni (a 53,5 da 51,5) e i prezzi pagati (55,9 da 50,1, sul livello più elevato da agosto 2014). Il direttore dell’indagine, Nieves, ha detto di non essere preoccupato per un mese di correzione e di ritenere che l’attività nei servizi sia in espansione “su buoni livelli”. Il messaggio dell’indagine è complessivamente positivo per la crescita del 2° trimestre.

Focus – La BCE potrebbe aumentare l’EAPP in caso di necessità, ma non intende reagire alla maggiore volatilità

Nella conferenza stampa di ieri, Draghi ha aperto ad un aumento del target di acquisti mensili in caso di necessità, ovvero in caso di un’evoluzione avversa dei negoziati con la Grecia, offrendo, quindi, uno spiraglio di garanzia contro il rischio di contagio. Tuttavia, Draghi ha sottolineato che la BCE non intende reagire alla volatilità nei mercati finanziari e che gli operatori devono essere preparati a questo stato di cose.

La BCE ha rivisto marginalmente al rialzo la previsione di inflazione  per il 2015 a 0,3% da 0,0%, lasciando invariate le stime per il 2016 ed il 2017. Confermate le previsioni di marzo scorso di una crescita in ripresa all’1,5% nel 2015 e in accelerazione all’1,9% nel 2016 e al 2,0% nel 2017.

Focus – Italia: ripresa e riforme cominciano a incidere sulla disoccupazione

Si cominciano ad intravedere i primi segnali di miglioramento non solo della quantità ma anche della qualità dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione è sceso più del previsto ad aprile, al 12,4% dopo l’aumento a sorpresa registrato a marzo. Gli occupati sono saliti di ben 159 mila unità (+0,7% m/m), dopo essere calati di 37 mila (-0,2% m/m) nei due mesi precedenti. Il calo del tasso di disoccupazione è stato “attenuato” dall’espansione delle forze di lavoro (+119 mila unità ovvero +0,5% m/m), dovuta principalmente a un calo degli inattivi.

Fonte: BONDWorld.it


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