– Italia. La produzione industriale è calata a sorpresa ad aprile, di -0,3% m/m dopo l’incremento di +0,5% m/m registrato a marzo (rivisto al rialzo di un decimo)…..
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
L’output si è mosso in direzione opposta a quanto atteso dal consenso (+0,3% m/m). Il dato è risultato inferiore anche alla nostra meno ottimistica previsione di una produzione stagnante nel mese.
– La variazione annua è rimasta in territorio positivo pur rallentando a +3,8% da +4,2% in termini grezzi e a +0,1% da +1,4% se corretta per gli effetti di calendario (aprile 2015 ha avuto un giorno lavorativo in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso).
– Nel mese il calo è spiegato da energia (-1,3% m/m) e beni di consumo (-1,2% m/m), e in particolare dai beni non durevoli (-1,7% m/m), visto che i durevoli sono saliti di +2,2% m/m. Se nel caso dei beni di consumo si tratta di una correzione speculare rispetto a quanto visto il mese precedente, per l’energia è il secondo mese consecutivo di calo, dunque in questa fase la produzione energetica sta significativamente frenando l’attività economica nell’industria in senso lato. Gli altri raggruppamenti principali di industrie sono risultati in lieve progresso (+0,1% m/m sia per i beni strumentali che per quelli intermedi).
– Lo spaccato per settore di attività economica resta misto. Dei 13 settori manifatturieri, 7 risultano in progresso su base annua (il numero è invariato rispetto al mese precedente). Il comparto più brillante si conferma come in tutti gli ultimi mesi quello dei mezzi di trasporto, anzi in accelerazione a +17,1% a/a (ancora una volta trainato dalle auto: +55,9%, ai massimi da dicembre del 2009). Si conferma anche la tendenza positiva per i prodotti petroliferi raffinati (anch’essi in accelerazione, a +16,8% a/a) e per farmaceutici e computer/elettronica (rispettivamente +9,1% e +7,8% a/a); peraltro, entrambi risultano in frenata nel mese (in particolare i farmaceutici: -2,3% m/m). All’estremo opposto, restano ampiamente in territorio negativo il settore tessile (-6,2% a/a), quello metallurgico (-5,1% a/a) e quello alimentare (-2,8% a/a), tutti in calo anche su base congiunturale ad aprile; resta in rosso anche il comparto-chiave della meccanica (-1,2% a/a). Al di fuori del manifatturiero, sia l’attività estrattiva che la fornitura di energia si confermano in netta diminuzione su base tendenziale (-2,4% e -2,1% a/a rispettivamente), ma la prima mostra un deciso rimbalzo congiunturale nel mese (+6,3% m/m).
– In sintesi, il dato sulla produzione industriale ha deluso le attese ma non ci sorprende interamente. Non condividevamo l’idea di consenso di un ulteriore incremento ad aprile dopo quelli dei due mesi precedenti, in quanto la salita di marzo era quasi interamente spiegata da un aumento “anomalo” nel settore farmaceutico (+9,2% m/m, probabilmente legato alla presenza in Italia di importanti multinazionali del settore che inviano le loro produzioni verso i Paesi di origine) e in quanto la settimana santa a inizio mese potrebbe aver in parte “distorto” la variazione mensile dell’output ad aprile. Anche per questi motivi, ci aspettiamo un rimbalzo della produzione a maggio.
– In generale, le indagini di fiducia delle imprese nel settore manifatturiero restano coerenti con un miglioramento della tendenza per l’attività economica nell’industria nei prossimi mesi. Inoltre, anche dopo il calo di aprile la “variazione acquisita” nel trimestre primaverile resta positiva (+0,2% t/t ipotizzando una stagnazione a maggio e giugno; tuttavia, il rimbalzo che ci aspettiamo per il mese di maggio potrebbe alzare il dato del trimestre portandolo circa in linea con lo 0,4% t/t visto nei tre mesi precedenti).
– La nostra stima per il PIL nel trimestre in corso è nel range +0,2/+0,3% t/t (da +0,3% d’inizio anno), e il dato sulla produzione industriale di aprile, pur segnalando qualche rischio verso il basso, non ci sembra al momento sufficiente per rivedere tale previsione. Un lieve rallentamento a 0,2% su base congiunturale in primavera sarebbe comunque coerente con la nostra stima di un PIL in crescita di 0,6% in media d’anno nel 2015.
Fonte : BondWorld.it
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