Da seguire: La stima flash di giugno del PMI manifatturiero è salita da 49,2 a 49,6 in Cina ed è calata da 50,9 a 49,9 in Giappone….
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Area Euro
- Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese manifatturiere è sceso da 103 a 100 in giugno, mentre nei servizi è rimasto stabile a 95. Il peggioramento dell’industria tocca tutti gli indicatori, ma in particolare viene da un giudizio molto meno positivo riguardo alla produzione passata (7 contro 16 in maggio). Lieve ripresa a 91, ma su livelli ancora molto depressi nelle costruzioni.
- Area euro. Il PMI composito potrebbe calare per il 3° mese consecutivo a 53,4 da un precedente 53,6. Il PMI manifatturiero è visto a 52,0 da 52,2 dal momento che il settore potrebbe aver risentito del rallentamento di domanda dal resto del mondo e dell’incertezza sui negoziati con la Grecia. L’indice per i servizi è visto flettere a 53,6 da 53,8. Il PMI composito Germania è atteso circa stabile a giugno dopo la flessione di maggio, mentre in Francia il PMI è visto ritracciare parte del forte aumento del mese scorso e calare a 51,6 da 52,0.
- Italia. È attesa la sentenza della Corte Costituzionale in merito alla questione della legittimità del blocco contrattuale nel pubblico impiego in vigore dal 2010. Un eventuale parere di illegittimità avrebbe conseguenze ben più gravi rispetto alla sentenza di marzo sulla rivalutazione delle pensioni: secondo l’Avvocatura dello Stato il costo per il bilancio pubblico sarebbe di 35 miliardi per quanto concerne il pagamento degli arretrati (due punti e mezzo di PIL) e 13 miliardi l’anno dal 2016.
Stati Uniti
- Gli ordini di beni durevoli a maggio sono attesi in calo di -0,3% m/m, dopo -1,0% m/m ad aprile (rivisto da -0,5% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 0,6% m/m; gli ordini all’aeronautica civile sono attesi in aumento più moderato rispetto a quanto visto ad aprile, sulla base dei dati della Boeing di maggio. La componente ordini dell’ISM a maggio è salita per il secondo mese consecutivo (a 55,8), dopo correzioni ininterrotte fra novembre e marzo: le indicazioni sono di moderata ripresa degli ordini nei mesi centrali dell’anno.
Ieri sui mercati
- La reazione dei mercati alla ‘schiarita’ sul fronte greco è stata molto violenta. I tassi a lungo termine sulla curva tedesca sono balzati di 12-16pb, a cui si contrappongono i 14-16pb di calo dei rendimenti sulle stesse scadenze della curva italiana. Forti rialzi degli indici azionari (+4,1% per l’EuroStoxx50). Movimenti analoghi anche sui mercati extraeuropei.
- Euro sostanzialmente stabile sul dollaro, scambiato a fine giornata a 1,1340.
Area euro
Grecia. Nonostante le riunioni di Eurogruppo ed Euro Summit si siano concluse senza decisioni, i segnali indicano che un accordo è più probabile. L’Eurogruppo non ha espresso alcun giudizio ufficiale sulla controproposta del governo greco perché i documenti sono stati consegnati troppo tardi per disporre di un parere tecnico. Per questo motivo, anche l’Euro Summit si è ridotto a una riunione consultiva. Tuttavia, Dijsselbloem e Juncker hanno espresso un parere complessivamente positivo, spingendosi a prospettare che l’accordo sia concluso questa settimana sulla base della bozza inoltrata dal governo ellenico. L’esistenza di progressi è stata riconosciuta anche da Tusk. Tuttavia, il direttore generale del FMI, Lagarde, il ministro tedesco Schäuble e la cancelliera Merkel hanno rimarcato che rimane ancora molto lavoro da fare.
A seguito degli eventi di ieri, l’agenda della crisi si è modificata così:
- oggi nuova teleconferenza del consiglio BCE per estendere l’ELA alle banche greche; il ritmo dei prelievi dovrebbe calare, mentre la schiarita sul fronte dei negoziati potrebbe indurre la BCE a concedere autonomia almeno fino a mercoledì sera, riesaminando poi la questione giovedì. In parallelo, dovrebbero essere in corso i colloqui tecnici per smarcare i nodi irrisolti, chiarire i dubbi e verificare le cifre.
- Mercoledì sera, nuova riunione straordinaria dell’Eurogruppo, che dovrebbe a quel punto disporre di una proposta verificata dalle tre istituzioni da discutere in sede politica.
- Giovedì sera, approvazione da parte dei capi di governo.
Nonostante i segnali incoraggianti, il rischio di fallimento dei negoziati (e della Grecia) non è ancora del tutto scongiurato.
Fonte: BONDWorld.it
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