Flash: Fischer (Board Fed) ha detto che l’economia USA è ora “vicina alla piena occupazione”

Da seguire: Area Euro: BCE – I verbali della riunione dello scorso 3 giugno faranno luce sul dibattito all’interno del Consiglio sulla possibilità di rimodulare gli acquisti nell’ambito dell’EAPP per far fronte a uno scenario avverso di inasprimento inatteso delle condizioni finanziarie all’interno…

 


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dell’area. Inoltre le minute daranno indicazione sulla valutazione dei rischi per lo scenario macro.

Stati Uniti

  • L’employment report di giugno dovrebbe essere di nuovo ampiamente positivo. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di 250 mila, dopo +280 mila di maggio. Il settore pubblico dovrebbe continuare a creare posti, in linea con la media degli ultimi due mesi (+16mila). Gli indicatori del mercato del lavoro sono sempre favorevoli a un’espansione degli occupati sopra i 200 mila posti al mese: i nuovi sussidi continuano a calare (dato della settimana di rilevazione, 267 mila); le posizioni aperte ad aprile hanno toccato il massimo da quando esiste la serie e con l’accelerazione dei salari dovrebbero dar luogo a incrementi di assunzioni. Il tasso di occupazione dovrebbe mantenersi sul trend al rialzo (59,4% a maggio, massimo da giugno 2009). Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 5,4% da 5,5% di maggio, con una stabilizzazione del tasso di partecipazione a 62,9%. I salari orari sono previsti in crescita di 0,2% m/m dopo +0,3% m/m: la dinamica retributiva dovrebbe accelerare ulteriormente nei prossimi mesi, confermando la svolta iniziata verso fine 2014, spinta dalla continua riduzione di risorse inutilizzate. I dati dovrebbero confermare “ulteriore miglioramento del mercato del lavoro”, condizione necessaria per aprire la strada alla svolta dei tassi Fed, attesa per settembre.

Ieri sui mercati

  • Nonostante il fallimento degli ultimi tentativi di accordo con la Grecia prima del referendum, ieri i rendimenti dei titoli governativi italiani e spagnoli sono scesi, e con essi anche i differenziali rispetto alla Germania.
  • Euro in arretramento sul dollaro, scambiato a fine giornata a 1,1052 e sostenuto dai dati economici positivi. Il movimento è coerente con l’andamento dei differenziali di tasso, che si sono mossi a vantaggio del dollaro. Al contrario, il cambio ha continuato la ripresa sul franco svizzero.
  • Chiusura in forte rialzo per i listini azionari europei; meno brillante, ma comunque positiva negli Stati Uniti e in Giappone.

Area Euro

Grecia. Anche l’ultimo scambio di documenti fra Grecia ed Eurogruppo, che aveva alimentato per qualche ora l’illusione di un accordo su un nuovo programma, si è concluso senza risultati. In serata, l’Eurogruppo ha diffuso ha comunicato la sospensione di ogni contatto con Atene fino a dopo il referendum. Syriza a questo punto è totalmente appiattita sulla linea di radicali come la presidente del Parlamento, che vogliono ottenere un mandato dagli elettori per proseguire nello scontro frontale con i creditori. La strategia è quella di convincere gli elettori che il  ‘no’ dovrebbe consentire di “rinegoziare il debito pubblico e la distribuzione del peso fra chi ha e chi non ha”. Dopo il referendum e un nuovo round di finti negoziati, si accuserà l’Unione Europea di non volere alcun accordo e si avvierà il distacco della Grecia dall’unione monetaria, incominciando coll’imporre il controllo del governo sulla banca centrale. Questo passo dovrà avvenire velocemente dopo il referendum. Nei prossimi giorni si vedrà se il richiamo all’orgoglio sarà più efficace dei problemi causati dal collasso delle banche, dalla mancanza di risorse per pagare le pensioni e in generale dalla liquefazione dell’ordine statale e dell’economia; e bisognerà capire quanti si faranno ancora convincere che il ‘no’ non è un voto per l’uscita dall’unione monetaria, dopo le vicende di questi giorni. Un sondaggio GPO pubblicato ieri è stato il primo a mostrare un vantaggio del ‘sì’ (47,1%) sul no (43,2%). Maggiori dettagli nel PDF allegato.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli privati registra un aumento di 237mila unità a giugno, dopo 203mila a maggio. I dati mostrano aumenti diffusi a tutte le dimensioni di impresa. Nei servizi i nuovi occupati sono stimati a 225mila; nell’industria la stima è +12mila, anche il settore manifatturiero registra un incremento dopo tre contrazioni consecutive. I dati sono in linea con un incremento solido di occupati nell’employment report di giugno.

La spesa in costruzioni a maggio aumenta di 0,8% m/m, e il dato di aprile è rivisto marginalmente verso il basso (+2,1% m/m, da +2,2% m/m). I dati sono omogeneamente forti e riportano rialzi diffusi in tutti i comparti.

L’ISM manifatturiero a giugno aumenta a 53,5 da 52,8 di maggio, e torna sul livello di gennaio. Una moderata ripresa del manifatturiero nella seconda metà dell’anno si aggiungerebbe all’espansione di consumi e investimenti residenziali e confermerebbe la riaccelerazione della domanda aggregata.

Fischer (Board Fed) ha detto che l’economia USA è ora “vicina alla piena occupazione”: la crescita dovrebbe contribuire a ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, mentre si iniziano a vedere segnali incoraggianti di ripresa della dinamica salariale. Fischer ha indicato che la Fed alzerà i tassi gradualmente e cercherà di essere il più trasparente possibile per contenere eventuali ricadute negative della svolta dei tassi sulle economie emergenti.

Fonte: BONDWorld.it


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