Flash: La crisi greca lascia Bruxelles e torna ad Atene

Da seguire:  Area Euro: Germania. La seconda stima dovrebbe confermare il calo dei prezzi al consumo a giugno di 0,1% m/m sulla misura nazionale e di 0,2% m/m sulla misura armonizzata. L’inflazione sarà confermata in frenata a 0,1% da 0,7% sulla misura armonizzata. Il dato di giugno più…

 


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  • debole delle stime di consenso dovrebbe essere spiegato da un contributo negativo dall’energia e componenti volatili più ampio del previsto. Nei mesi estivi l’inflazione tedesca si manterrà tra 0,1% e 0,3% per poi risalire rapidamente fino all’1,9% a inizio 2016 su di un effetto base favorevole dall’energia.
  • Italia. La seconda stima dovrebbe confermare l’aumento dei prezzi al consumo a giugno di 0,1% m/m, per un’inflazione annua stabile a 0,1% sul NIC e a 0,2% sulla misura armonizzata. L’aumento nel mese è dovuto ai rincari nei capitoli di spesa più sensibili alla domanda come ricreazione, spettacoli e cultura e servizi ricettivi e di ristorazione e agli aumenti, largamente attesi, nei trasporti; viceversa, dovrebbero essere confermati in calo i prezzi delle comunicazioni, di bevande alcoliche e tabacco e di mobili, articoli e servizi per la casa. Su base annua, gli unici capitoli di spesa che conservano una tendenza deflattiva sono le componenti più legate all’offerta come le comunicazioni, i trasporti e le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili. L’inflazione core dovrebbe essere confermata anch’essa stabile a 0,6% a/a. Ci aspettiamo un CPI all’incirca stabile (poco sopra lo zero) nei prossimi mesi, per salire solo, per via dell’attenuarsi dell’effetto statistico favorevole sull’energia, nella parte finale dell’anno. Ma anche a fine 2015 ci aspettiamo un’inflazione inferiore all’1%. Per la media di quest’anno la nostra stima è 0,1% sull’indice nazionale (0,2% sull’armonizzato). Per il 2016 stimiamo in media un CPI solo di poco superiore all’1% (1,1% nazionale, 1,2% armonizzato).
  • Area euro. La produzione industriale è vista in aumento di 0,3% m/m a maggio dopo il +0,1% m/m del mese precedente. Le indicazioni dalle indagini congiunturali sono di una crescita dell’output moderata anche a giugno. Se confermato, il dato di maggio lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di 0,5% t/t nel 2° trimestre dopo il +0,9% t/t dei mesi invernali. La crescita del PIL dovrebbe essere però sostenuta anche dai servizi, che ci aspettiamo siano cresciuti ad un ritmo più sostenuto che a inizio anno.
  • Germania. L’indice ZEW è atteso ancora in calo per effetto della maggiore volatilità sui mercati finanziari nell’ultimo mese. L’indice sulle attese potrebbe cedere fino a 22,6 da un precedente 31,5 circa, in linea con la media di lungo termine. L’indice situazione corrente potrebbe correggere a 57 da 62,9 ancora ampiamente al di sopra della media di lungo termine.

Stati Uniti

  • Le vendite al dettaglio a giugno sono previste in rialzo di 0,3% m/m, dopo l’ampio balzo di maggio (+1,2% m/m). Al netto delle auto, le vendite sono attese in aumento di 0,6% m/m, con spinte derivanti dal rialzo del prezzo della benzina e dal comparto dei materiali da costruzione. Al netto di auto, benzina e materiali da costruzioni, le vendite dovrebbero comunque segnare un aumento solido, +0,5% m/m, e una variazione trimestrale vicina al 2% t/t. I consumi dovrebbero crescere a un ritmo vicino al 3% t/t ann. nel 2° trimestre. 
  • I prezzi all’import a giugno dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m, dopo il forte incremento di maggio (+1,3% m/m). I prezzi dovrebbero aumentare di 0,1% m/m al netto del petrolio, con un modesto calo dei prezzi al netto dell’energia.

Ieri sui mercati

La crisi greca lascia Bruxelles e torna ad Atene. L’accordo raggiunto ieri fra Grecia e creditori richiede una serie di azioni estremamente difficili da attuare da parte del parlamento greco e metterà il focus sulla fragilità del governo Tsipras. L’agenda è fitta e irta di ostacoli da superare nel giro di pochi giorni e richiederà un aggiustamento politico profondo.

Entro mercoledì 15 il parlamento greco dovrà approvare l’ampia lista di misure legislative (v. Flash 13/7/2015: oltre al recepimento del Fiscal Compact, che era comunque una condizione necessaria per ottenere un programma ESM e che doveva già essere completato entro il gennaio 2014, la lista comprende anche l’approvazione della riforma del codice di procedura civile, le misure già definite sull’IVA e alcune misure sul sistema previdenziale). Il problema è trovare una maggioranza che sostenga la richiesta di Tsipras  di approvare le richieste contenute nella bozza siglata a Bruxelles. Oggi le misure saranno discusse nelle commissioni parlamentari, e domani il parlamento in seduta plenaria voterà una singola legge che dovrà essere varata con la procedura di urgenza e con i voti dell’opposizione, a fronte della spaccatura di Syriza ormai in corso. 

Questa mattina il Tesoro greco ha rimborsato l’obbligazione in yen in scadenza (per 11,67 mln di yen, circa 94 mln di euro), mentre non sono stati rimborsati 450 mln di euro di prestiti in scadenza verso il FMI.

Intanto la BCE ha confermato l’ELA a 89 miliardi di euro livello dello scorso 26 giugno, ma in caso di mancato pagamento del bond BCE in scadenza il prossimo 20 luglio difficilmente la BCE potrebbe continuare a sostenere le banche elleniche.

– Mercati azionari in rialzo generalizzato sulla scia dell’accordo preliminare siglato fra Grecia  e creditori europei.

– Mercati obbligazionari all’insegna della volatilità nei comparto dei governativi europei, sia periferici che core, con chiusure positive generalizzate. Si registrano flessioni dei tassi su tutte le curve governative, ad eccezione del tratto 15-30 anni.

 Area Euro

  • Nell’ottava del 10 luglio, il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 11,68 miliardi di euro salendo a 216,35 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 2,19 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 98,25 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS sono stati pari a 431 milioni, portando il totale titoli in portafoglio a 9,31 miliardi di euro.

Il Tesoro italiano ha emesso 7,34 miliardi di euro di titoli a tasso fisso vicino al massimo del range annunciato. Secondo le nostre stime, il rendimento medio ponderato per le quantità dei BTP nominali collocati in asta nel 2015 è pari a 1,22%, in netto calo rispetto al 2,15% medio sulle aste dello scorso anno. Dopo le aste odierne, stimiamo che l’Italia abbia collocato il 64% dell’offerta lorda prevista per il 2015.

Fonte: BONDWorld.it


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