Dopo un lunedì a singhiozzo sul mercato dei cambi, durante la seduta asiatica gran parte delle coppie di valute si è consolidata…..
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La Grecia e i creditori hanno raggiunto un accordo, pur vincolato a determinate condizioni, che permetterà alla nazione a corto di liquidità di avere accesso al nuovo fondo di salvataggio da 86 miliardi di euro. Ciò nonostante, non si è respirata euforia sulle borse e sui mercati valutari, perché il livello d’incertezza continua a essere elevato. Alexis Tsipras, il primo ministro greco, dovrà affrontare una dura opposizione politica perché dovrà far passare un nuovo pacchetto di riforme economiche che molti greci considerano umilianti per il paese. Stamattina l’EUR/USD si muove appena sotto la soglia a 1,10 dopo che ieri si era portato fino a 1,12, perché i mercati sembrano ritenere che le concessioni che la Grecia dovrà fare non saranno sostenibili nel lungo termine.
In Asia, i rendimenti delle borse regionali stamattina sono contrastati, il Nikkei giapponese guadagna l’1,47%, grazie al calo dello yen. L’USD/JPY sta testando l’area di resistenza a fra 123,50 e 124. Al ribasso, il supporto più vicino si trova a 120,46 (minimo 8 luglio), seguito da 118,89 (minimo 14 maggio). In Cina, il Composite di Shanghai è in calo del 2,18%, dopo che martedì sono riprese le contrattazioni su circa 250 titoli cinesi. Tuttavia, rimane sospeso circa il 25% della società quotate. L’indice Composite dei titoli tecnologici di Shenzhen guadagna l’1,19% dopo aver ceduto più del 30% dall’inizio del mese.
In Australia, il mercato azionario trova supporto nel rapporto positivo sulla fiducia delle imprese: l’indice NAB ha raggiunto, infatti, il massimo da un anno, attestandosi a 10 punti nel mese di giugno, a fronte degli 8 punti di maggio. L’indice S&P/ASX è in rialzo dell’1,90% mentre l’AUD ha guadagnato lo 0,31% contro il biglietto verde. L’AUD/USD trova un forte supporto intorno all’area a 0,74 e avrà bisogno di nuovi stimoli per scendere sotto quel livello. Dati incoraggianti dagli USA potrebbero fornire quel piccolo aiuto necessario affinché l’AUD s’indebolisca ulteriormente contro l’USD. Il supporto più vicino giace a 0,7270, mentre, al rialzo, l’area di resistenza fra 0,76 e 0,78 probabilmente resisterà più a lungo.
Nel Regno Unito, l’Ufficio Nazionale di Statistica nel pomeriggio pubblicherà l’indice sui prezzi al consumo di giugno. Si stima un’inflazione debole, con il dato sull’inflazione primaria previsto piatto rispetto allo 0,1% a/a di un mese fa o in rialzo dello 0,1% m/m a fronte dello 0,2% di maggio. L’IPC di fondo dovrebbe rimanere stabile, la previsione media si attesta allo 0,9% a/a. La coppia GBP/USD sta testando il livello di resistenza a 1,5461 (61,8% di Fibonacci sul rally di giugno).
Stamattina i prezzi del greggio sono in calo, dopo che l’Iran e le potenze maggiori hanno raggiunto un accordo. Il greggio WTI è in calo del -1,85%, il suo omologo del Mare del Nord cede il -1,74%, perché il greggio iraniano presto inonderà il mercato.
Oggi gli operatori monitoreranno l’IPC e l’IPP in Svizzera; l’IPC, l’indice dei prezzi al dettaglio e l’IPP nel Regno Unito; la produzione industriale nell’Eurozona e l’indice ZEW in Germania; le vendite al dettaglio in Brasile; le vendite al dettaglio e i prezzi all’importazione negli USA.
Fonte: BONDWorld.it
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