Flash: L’Eurogruppo ha annunciato di aver deciso di accordare “in linea di principio” un prestito ESM triennale alla Grecia

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Da seguire: Stati Uniti  Il CPI a giugno è previsto in aumento di 0,3% m/m (0,03% a/a)….

 


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   La variazione dell’indice headline dovrebbe risentire di un modesto incremento dei prezzi energetici, oltre alla dinamica dei prezzi core. Il CPI core è atteso in crescita di 0,2% m/m (1,8% a/a). Il segmento dell’abitazione ex-energia dovrebbero essere in rialzo sostenuto soprattutto per via degli affitti, che stanno accelerando in gran parte delle regioni. In generale i prezzi delle categorie legate alla spesa discrezionale dovrebbero continuare ad aumentare a un ritmo rapido, confermando che i consumatori sono fiduciosi delle loro disponibilità di spesa.

   I nuovi cantieri a giugno sono attesi in crescita a 1150 mila, dopo la correzione di maggio a 1036 mila. L’aumento delle vendite di nuove case e il rialzo della fiducia dei costruttori segnalano che il trend dei nuovi cantieri dovrebbe restare positivo, e vedere un rafforzamento nel settore delle case unifamiliari. Le licenze dovrebbero correggere modestamente a 1150mila, dal livello eccezionalmente elevato di maggio (1250mila), mantenendosi su un chiaro trend al rialzo.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (prel.) dovrebbe confermare i livelli di giugno, stabilizzandosi a 96,3 da 96,1 della lettura preliminare. Gli indici di fiducia dei consumatori sono tornati sui livelli, storicamente elevati, visti fra fine 2014 e inizio 2015, in linea con espansione solida dei consumi delle famiglie.

Ieri sui mercati

   Euro in calo contro dollaro per il secondo giorno di fila, con minimi a 1,0854. Il dollaro, sostenuto da aspettative di rialzo dei tassi, si sta rafforzando anche contro yen e dollaro canadese.

   Lieve rialzo per i rendimenti sulla curva tedesca, a fronte di cali per quella italiana e spagnola. I premi al rischio sono ormai tornati sui livelli di metà maggio.

   Prosegue il rimbalzo degli indici azionari europei dai minimi dell’8 luglio.

Area Euro

Grecia. L’Eurogruppo ha annunciato di aver deciso di accordare “in linea di principio” un prestito ESM triennale alla Grecia, “subordinatamente al completamento delle procedure nazionali e della decisione formale del board ESM attesa per la fine di questa settimana”. Finlandia e Lituania hanno già ottenuto il via libera dai rispettivi parlamenti; oggi dovrebbe arrivare il voto del Bundestag tedesco, dove un esito favorevole appare certo. Anche l’uso del fondo EFSM per erogare un prestito-ponte da 7 miliardi della durata di 3 mesi ha ottenuto il consenso richiesto; i paesi dell’UE più recalcitranti, come il Regno Unito, avrebbero ottenuto garanzie a tutela del proprio contributo. Infine, la BCE ha annunciato l’aumento di 900 milioni dell’ELA per le banche greche, che potrebbero riaprire lunedì con operatività limitata e sempre in regime di vincoli ai movimenti di capitale. Sul fronte interno, la Grecia attende l’annuncio di un rimpasto della compagine ministeriale, con la sostituzione di 5 membri che hanno votato contro le misure approvate a larga maggioranza dal parlamento. Tuttavia, è possibile che l’annuncio sia rinviato a dopo l’approvazione del secondo pacchetto di misure, richiesta dai creditori entro il 22 luglio.

Area euro. Il saldo di bilancia commerciale verso paesi al di fuori della zona euro, al netto degli effetti di calendario, è calato a maggio a 21,2 miliardi da 24,0 miliardi in precedenza. A sorpresa le esportazioni in valore sono calate di -1,6% m/m.

Italia. Il surplus della bilancia commerciale è salito ancora nel mese di maggio, a 4,2 mld da 3,7 mld il mese precedente e da 3,6 mld un anno prima. Al netto dell’energia, l’avanzo raggiunge i 6,8 miliardi nel mese; nei primi 5 mesi dell’anno, il surplus è pari a 15,7 mld (30,1 ex energy). Nel mese, l’export è cresciuto di +1,5% m/m (soprattutto verso i Paesi Ue), a fronte di un calo di -0,3% m/m (trainato dai Paesi extra-Ue) per l’import. Entrambi i dati sono “viziati” dall’energia (+28,4% m/m export, -5,3% m/m import), al netto della quale entrambi i flussi sarebbero cresciuti di circa mezzo punto percentuale su base congiunturale.

Stati Uniti

   Yellen, nell’audizione in Senato sulla politica monetaria, ha detto che il motivo per cui i tassi sono rimasti fermi così a lungo è che rialzi prematuri possono mettere a rischio la ripresa. Tuttavia secondo Yellen aspettare troppo a svoltare potrebbe richiedere un sentiero di rialzi molto ripida, con effetti negativi sull’economia. Yellen ha ribadito che le decisioni sui tassi dipendono dall’evoluzione dei dati e ha dato una valutazione positiva dello scenario economico, definendo il mercato del lavoro “più vicino” alla normalità. Le audizioni di Yellen questa settimana danno supporto alla previsione che, in assenza di shock gravi a livello internazionale, la Fed si sta preparando a muovere i tassi a settembre.

   I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’11 luglio calano a 281mila, da 296mila della settimana precedente, e si riportano sui livelli di fine giugno. La dinamica dei sussidi a luglio è volatile sia per la presenza della festività del 4 luglio, sia per la variabilità nel programma di chiusura degli stabilimenti automobilistici per la manutenzione estiva. I dati dei sussidi restano coerenti con ulteriore miglioramento del mercato del lavoro.

Focus BCE: sulla Grecia si procede come da Trattati. La BCE rimane pronta a fare di più se necessario.

   Come atteso la riunione della BCE si è conclusa senza novità sulle misura di politica monetaria. La BCE ritiene che una graduale ripresa sia ancora in atto anche se si è espressa con toni più cauti sui rischi per lo scenario. Il Consiglio ha confermato un atteggiamento ampiamente accomodante. Il comunicato integra quello di giugno indicando che “in caso di inasprimento indesiderato della politica monetaria, o se le prospettive per la stabilità dei prezzi dovessero cambiare significativamente, il Consiglio direttivo risponderebbe, utilizzando tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”. Per il momento, tuttavia, non sembra esservi la necessità di intervenire.

   La BCE ha concesso un aumento dell’ELA alle banche greche di 900 milioni per una settimana e non ha rivisto i margini di garanzia a differenza della scorsa settimana. La decisione è giustificata dall’approvazione del parlamento greco delle azioni prioritarie indicate dall’Eurogruppo lo scorso lunedì. La conclusione dell’accordo preliminare, secondo Draghi, migliora l’adeguatezza delle garanzie delle banche greche dal momento che cambia le prospettive per il debito sovrano. In ogni caso la BCE si limita ad accogliere o respingere con una maggioranza di 2/3 le richieste di variazione dell’ELA della Banca di Grecia che è deputata a valutare l’adeguatezza delle garanzie. Draghi ha indicato che sulla base dei parametri standard le banche greche sono solvibili.

   Come era prevedibile, la conferenza stampa è stata incentrata quasi interamente sulla Grecia, ma al di là della comunicazione sull’ELA non si sono avute novità di rilievo. La posizione di Draghi è stata decisamente istituzionale. Il Presidente della BCE ha ribadito, a più riprese, che le decisioni della BCE riguardo il sostegno alla Grecia tramite l’erogazione della liquidità di emergenza (ELA) sono dettate dallo statuto della BCE.

   Draghi ha indicato indirettamente che i controlli per il momento rimarranno in essere. L’idea è di rimuoverli quanto prima ponderando tuttavia il potenziale rischio di corsa ai depositi.

   Riguardo l’ammissibilità della Grecia agli acquisti di titoli tramite EAPP Draghi e Constancio hanno ribadito che è possibile derogare ai requisiti minimi di rating se il Paese è nell’ambito di un programma ESM e/o IMF e previa una valutazione di adeguato sforzo di implementazione del programma e non necessariamente di conclusione positiva della prima review. Vi è stato quindi un margine di flessibilità in più a riguardo.

   Draghi non ha preso in considerazione la possibilità di un mancato pagamento dei 3,5 miliardi in scadenza il prossimo 20 luglio, indicando che l’approvazione delle misure nella giornata di mercoledì da il via libera alla concessione di un prestito ponte che servirà, tra le altre cose, a rimborsare i titoli in scadenza. Draghi non ha espresso opinioni sul programma proposto alla Grecia ma ha ammesso che vi sono dubbi sull’implementazione dello stesso anche per la situazione politica interna.

Fonte: BONDWorld.it


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